SASSARI – Dovrà scontare 12 anni di galera, l'autodichiaratosi principe Costantino Dejala, 70 anni, arrestato su disposizione della Procura di Sassari dagli agenti della Divisione Polizia anticrimine della questura sassarese. La favola del sedicente capo di Stato, primo ministro e Gran maestro dello Stato del "Principato Isola dei Cavalieri" con sede a Brooklyn, New York, finisce agli arresti domiciliari. L'imprenditore si era autoproclamato Capo di Stato (Costantino II) chiedendo il riconoscimento delle prerogative dell'immunità diplomatica, ma inutilmente, ed è finito ugualmente in carcere. Il tribunale oltre alla reclusione ha disposto nei confronti dell'imprenditore l'interdizione legale, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, l'inabilitazione all'esercizio di impresa commerciale e l'incapacità di esercitare uffici direttivi d'impresa.

Dejala ha chiesto il riconoscimento delle prerogative legate alla sua condizione di Capo di Stato, dall'immunità diplomatica all'inviolabilità personale. L'Italia però non ha mai accordato al Principato alcun riconoscimento formale, per questo, espletate le formalità di rito, Costantino II è stato accompagnato agli arresti.

A denunciarlo, anni fa, anche un principe in persona, ovvero Antonio Maria Ruspoli, gran maestro dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme dei Cavalieri Ospitalieri Copti Cattolici – Knigts of Malta per usurpazione di titolo e truffa. Ma non si tratterebbe solo di una questione di onore. Secondo il principe, infatti, Dejala, approfittando del proprio ruolo di segretario di Stato e vice primo ministro dell’ordine ma, soprattutto, di un periodo di malattia che avrebbe colpito Ruspoli, si sarebbe fatto eleggere attraverso delibere farlocche Gran Maestro per mettere le mani sui conti correnti dell’ordine, situati a New York. Conti sui quali – fa sapere il principe – confluiscono da anni somme, per centinaia di migliaia di dollari, da parte di donatori in buona fede indotti quindi in errore. Nella denuncia, infatti, si fa presente come Dejala, arrestato nel 2016 per bancarotta fraudolenta (nell’occasione si era pure proclamato capo di Stato, Costantino II, chiedendo l’immunità diplomatica), avrebbe sottratto l’ingente capitale per scopi personali grazie alla collaborazione di persone compiacenti.

«Parliamo del secondo ordine di Malta – spiega l’avvocato Gianelli –, quello dei cavalieri e che conta ottomila adepti. L’ordine è alle dirette dipendenze della chiesa copta cattolica e il referente sommo è il patriarca di Alessandria: solo lui avrebbe potuto ‘sollevare’ il mio cliente dall’incarico e il principe gli ha già scritto affinchè intervenga. Tutto ha avuto inizio nel 2002, quando il mio cliente si è ammalato e per qualche tempo non ha potuto onorare le proprie funzioni. Il problema – sottolinea il legale – è che i conti correnti dell’Ordine dei Cavalieri, che riceve molte donazioni, sono in mano a questa persona. La denuncia verrà presentata anche a New York per sequestrarli».

Nella querela Ruspoli sottolinea come Dejala, dopo essersi appropriato del titolo di Gran Maestro, esautorandolo, avrebbe creato un sito internet parallelo per «propagare indebitamente la nuova situazione al fine di raccogliere illecitamente fondi». Il principe ha fatto sapere di essere l’unico legittimo titolare della carica di Gran Maestro e sottolinea come l’avversario abbia pure pubblicato una nuova Costituzione, priva di valore, volta ad accreditare pubblicamente la sua immagine.