"Statura alta, capelli divini, occhi pieni di luce e segni particolari: salvezza per tutti". La fantasia non è mancata a Radio Maria, che nei giorni scorsi, precisamente l'8 ottobre, ha pubblicato sui propri canali social la carta di identità di Gesù, scatenando i commenti degli utenti, tra ilarità e serietà. Secondo l'emittente radiofonica cattolica, la cittadinanza di Gesù è "cielo, terra e ogni luogo", la residenza nel "regno dei cieli e in via del Paradiso", stato civile "Figlio di Maria" e professione "Fratello del mondo". Insomma, un ritratto che calza alla perfezione a Gesù di Nazareth, a cui si aggiunga ovviamente la data nascita, fissata al 25 dicembre, a Betlemme (Palestina).

Tra i segni particolari: "È salvezza per tutti – si legge – è pane per la nostra fame, vino per la nostra festa". E non manca nemmeno l’impronta che è la Sacra Sindone. Il tutto firmato dal sindaco, San Pietro. L'immagine del documento di riconoscimento di Gesù è stata pubblicata senza alcuna didascalia esplicativa. Ma la ciliegina sulla torta sono stati i quasi 500 commenti degli utenti che, tra il serio e il faceto, hanno molto apprezzato l'inventiva di Radio Maria. "Idiozia senza confini", si legge nel messaggio di una persona che pare non abbia gradito la trovata. Ma il post decisamente inusuale è chiaramente ironico ed ha divertito molto i seguaci della pagina."Sono interessata alla professione fratello del mondo. Vorrei sapere se è ben retribuita e se è aperta la posizione anche per sorella del mondo. A chi devo inviare CV?", ha scritto una ragazza.

E poi ancora: "Che shampoo devo usare per avere anche io i capelli divini?"; "Avrà la patente nautica obbligatoria visto che cammina sulle acque!?". Ma non tutti hanno gradito la carta d'identità di Gesù. Alcuni hanno persino gridato allo scandalo. "Vi rendete conto che state ridicolizzando la figura di Gesù Cristo? Temo di no", è il messaggio di un'utente, a cui ha fatto eco un altro: "Non ha bisogno, né il credente né Gesù Cristo, di questa cosa che avete pubblicato: veramente di cattivo gusto", mentre altri ancora hanno ricordato di non "invocare il nome di Dio invano". Insomma, quale che sia stato il fine del social media manager di Radio Maria un obiettivo è stato raggiunto: il post in questione ha fatto il giro del web ed ha alimentato il dibattito su sacro e profano.