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Molfetta, indagato per la morte della fidanzata nel 2016, picchia la nuova compagna: braccialetto elettronico

Un 37enne originario di Terlizzi – Davide Falcetta – avrebbe sottoposto a continui maltrattamenti la propria convivente, una giovane di Molfetta, ricorrendo a violenze sia fisiche che psicologiche. L’uomo è indagato anche per la morte, nel 2016, di Claudia de Chirico, sua fidanzata dell’epoca.
A cura di Davide Falcioni
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Claudia de Chirico
Claudia de Chirico

L'ennesima storia di violenza di genere arriva da Molfetta, in Puglia: un 37enne originario di Terlizzi – Davide Falcetta – avrebbe sottoposto a continui maltrattamenti la propria convivente, una giovane molfettese, ricorrendo a violenze sia fisiche che psicologiche e rendendole la vita impossibili. Condotte che, come hanno accertato le indagini dei carabinieri, erano divenute abituali, al punto che la donna si è rivolta ai militari di Molfetta per chiedere aiuto.

Il gip di Trani, Rossella Volpe, su richiesta della Procura della Repubblica ha applicato all'uomo la misura cautelare prevista dal codice rosso, dell’allontanamento dalla casa familiare, con il braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento alla compagna. Il reato contestato dall’Ufficio di Procura è di maltrattamenti contro familiari e conviventi che veniva commesso anche alla presenza del figlio minore, ragion per cui è scattata l’aggravante che punisce la condotta con il carcere da tre a sette anni di reclusione.

C'è però un elemento che rende la vicenda ancor più inquietante: quello di Davide Falcetta è infatti un nome ben noto alle cronache perché tuttora indagato per la misteriosa morte dell’allora fidanzata, la ventiduenne Claudia de Chirico, trovata senza vita a Terlizzi il 21 dicembre di dieci anni fa nei pressi del sottopasso di via Mazzini, con un cavetto usb stretto attorno al collo e legato al corrimano metallico. Le indagini sul caso De Chirico erano state riaperte nel giugno 2024 dopo la quarta richiesta di archiviazione, perché i genitori di Claudia non hanno mai voluto rassegnarsi all’idea che la figlia si fosse suicidata.

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