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Guerra tra Iran, Usa e Israele

Le notizie del 27 aprile sulla crisi in Iran

Negoziati in stallo, Teheran ha proposto di rinviare accordo sul nucleare dopo la riapertura Stretto di Hormuz e la revoca del blocco. Il ministro degli affari esteri iraniano Araghchi incontra Putin oggi: “Stiamo valutando richiesta di colloqui dagli Stati Uniti. Ottime basi per cooperazione tra Teheran e Mosca”

27 Aprile 2026 07:13
Ultimo agg. 27 Aprile 2026 - 23:07
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Navi nello stretto di Hormuz – Immagine di repertorio.
Navi nello stretto di Hormuz – Immagine di repertorio.

Teheran propone il rinvio dei negoziati sul nucleare e un accordo per la riapertura di Hormuz e revoca del blocco. Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, è in Russia – a San Pietroburgo – per un vertice con Putin, nel tentativo di accelerare una soluzione politica al conflitto con gli Stati Uniti: "Ottime basi per cooperazione tra Teheran e Mosca".

Dall'altra parte dell'oceano, dopo aver annullato il viaggio dei suoi delegati in Pakistan Donald Trump ha lanciato un messaggio diretto ai vertici iraniani: "Possono venire da noi o semplicemente chiamarci". BBC: "2.400 marittimi bloccati su oltre 105 petroliere a Hormuz", mentre il Segretario di Stato Rubio dice: "Se Iran pensa di tenere controllo di Hormuz, non significa riaprirlo.  Intanto, nonostante la mediazione di Washington, Israele continua a bombardare il Libano meridionale: almeno 14 vittime ieri, tra cui due bambini.

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22:30

Metsola al Parlamento Ue: “In Iran esecuzioni arbitrarie e repressione dei dissidenti”

“Nella nebbia della guerra e nonostante il cessate il fuoco, il regime iraniano continua a perpetrare esecuzioni arbitrarie e a detenere i dissidenti”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola aprendo la sessione plenaria a Strasburgo.

Nel suo intervento, Metsola ha citato diversi casi simbolo della repressione in Iran, a partire da Narges Mohammadi, attivista per i diritti umani e premio Nobel per la pace, recentemente condannata a sette anni e mezzo di carcere e attualmente in gravi condizioni di salute dopo un infarto avvenuto in detenzione.

La presidente dell’Eurocamera ha poi ricordato anche Nasrin Sotoudeh, avvocata e premio Sacharov, recentemente arrestata a Teheran.

“Mogli di straordinario coraggio che hanno dato tutto per la giustizia e la dignità umana”, ha sottolineato Metsola, definendole simbolo della resistenza di molte persone in Iran. Da qui la richiesta di “liberazione immediata e senza condizioni”.

“Questo Parlamento sarà sempre la voce di chi è stato messo a tacere”, ha aggiunto, “noi non distoglieremo lo sguardo”.

A cura di Biagio Chiariello
22:15

Casa Bianca: la proposta iraniana è “in fase di discussione” da parte di Trump

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riunito i suoi principali consiglieri per la sicurezza nazionale per valutare la nuova proposta negoziale iraniana, attualmente “in fase di discussione”. La conferma è arrivata dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, nel corso di quella che è stata la sua ultima conferenza stampa prima della pausa per la maternità.

Secondo quanto riportato dai media, il piano in esame prevederebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca dei blocchi navali da entrambe le parti, Iran e Stati Uniti, in vista di una successiva fase di negoziati dedicata esclusivamente al dossier nucleare.

“Solo perché la notizia è stata riportata, posso confermare che il presidente ha incontrato il suo team per la sicurezza nazionale questa mattina”, ha dichiarato Leavitt, precisando che ogni ulteriore comunicazione spetterà direttamente a Trump.

A cura di Biagio Chiariello
22:02

Netanyahu: "Lavoro non finito, Idf agisca contro Hezbollah"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rivendicato "enormi successi" in Libano, esortando al contempo le forze armate ad agire contro le minacce che Hezbollah continua a porre. Intervenendo alla conferenza dello Stato maggiore dell'Idf, il capo di governo ha sottolineato che "il lavoro non e' finito". "Ci sono ancora due grandi minacce provenienti da Hezbollah: la minaccia dei razzi e quella dei droni", ha affermato, sostenendo che il gruppo sciita filo-iraniano "possiede ancora circa il 10% dei missili". "Quello che mi aspetto da voi è che risolviate questi due problemi, perche' credo che possiamo risolvere anche la questione politica", ha concluso Netanyahu.

A cura di Biagio Chiariello
21:50

Libano, tregua estesa di 3 settimane. Trump: “Presto incontro con Netanyahu e Aoun”

L’annuncio è arrivato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che punta a sfruttare questo nuovo stop ai combattimenti per favorire un accordo di pace definitivo tra i due Paesi e si attende a Washington l'arrivo dei due leader. Resta centrale il nodo Hezbollah, mentre gli Stati Uniti chiedono anche all’Iran di interrompere il sostegno ai gruppi armati della regione.

A cura di Biagio Chiariello
21:20

Segretario di Stato Usa Rubio: "Se Iran pensa di tenere controllo di Hormuz, non significa riaprirlo" 

Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato a Fox che la posizione dell'Iran sullo Stretto di Hormuz non soddisfa le richieste degli Stati Uniti. "Se ciò che intendono per aprire gli stretti è ‘sì, gli stretti sono aperti a condizione che vi coordiniate con l'Iran, otteniate il nostro permesso o vi faremo saltare in aria e ci pagherete', questo non significa aprire gli stretti", ha detto Rubio in un'intervista. "Non possono normalizzare – né possiamo tollerare che cerchino di normalizzare – un sistema in cui gli iraniani decidono chi può usare una via navigabile internazionale e quanto bisogna pagare per usarla", ha affermato.

A cura di Biagio Chiariello
20:26

Iran: "Prima ci insultavano, ora ci supplicano per il passaggio da Hormuz" 

"I Paesi che un tempo ci insultavano e ci sminuivano e rifiutavano di esportarci carburante per jet, ora supplicano di poter far passare le loro navi nello Stretto di Hormuz e di garantire i loro rifornimenti energetici". Lo afferma il vicepresidente dell'Iran, Mohammad Reza Aref, secondo quanto riporta l'emittente pubblica Irib.

A cura di Biagio Chiariello
19:53

Casa Bianca: "Trump ha discusso la proposta dell'Iran con i suoi collaboratori"

Stamattina il presidente statunitense Donald Trump ha riunito il suo team per la sicurezza nazionale. A riferirlo è stata la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, spiegando che nel corso dell’incontro è stata esaminata anche la proposta iraniana relativa a una riapertura reciproca dello Stretto di Hormuz, con il rinvio delle questioni sul nucleare a una fase successiva dei negoziati.

Secondo Leavitt, tuttavia, le “linee invalicabili” indicate da Trump nei confronti dell’Iran sono state ribadite “in modo molto chiaro”.

A cura di Biagio Chiariello
19:26

Russia: “Nessun malcontento Usa per incontro Putin-Araghchi, è normale attività diplomatica”

Gli Stati Uniti non avrebbero espresso alcun malcontento per l’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, trattandosi di una normale attività diplomatica. Lo ha dichiarato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov.

“Non c’è stata alcuna reazione negativa. È parte della normale attività diplomatica. Inoltre, dato l’impegno della Russia per una soluzione del conflitto iraniano, è del tutto naturale incontrare Araghchi, che presumibilmente ha qualcosa da riferire”, ha affermato Ushakov in un’intervista all’emittente Vesti.

A cura di Biagio Chiariello
19:05

Segretario di Stato Usa Rubio: "Intollerabile che l'Iran gestisca Hormuz" 

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha dichiarato a Fox News che una "normalizzazione" non è possibile alla luce del modo in cui l'Iran gestisce il passaggio nello Stretto di Hormuz, sottolineando che Washington "non può tollerarlo". Rubio ha criticato in particolare le condizioni poste da Teheran per una riapertura della rotta marittima tra cui il coordinamento con l'Iran, il pagamento di diritti di transito e le minacce di colpire le navi in transito affermando che tali richieste "non rappresentano una vera apertura". Il capo della diplomazia americana ritiene tuttavia che "gli iraniani siano seri nei loro tentativi di uscire dalla loro situazione difficile, dato che il loro paese ha sofferto molti problemi".

A cura di Biagio Chiariello
18:12

Israele, Katz: “Hezbollah gioca con il fuoco, il Libano rischia conseguenze pesanti”

“Hezbollah sta giocando con il fuoco”. È l’accusa rilanciata dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz, dopo il rifiuto del movimento libanese di aprire a negoziati diretti tra Israele e Libano.

Secondo Katz, questa posizione di chiusura rappresenterebbe una scelta pericolosa: “Brucerà Hezbollah e tutto il Libano”, ha affermato, sottolineando come l’atteggiamento del gruppo armato rischi di avere conseguenze sull’intero Paese.

Il ministro ha poi esteso il suo monito anche alle istituzioni libanesi: “Se il governo del Libano continua a nascondersi sotto l’ala di Hezbollah, scoppierà l’incendio e distruggerà i cedri del Libano”, ha dichiarato nel corso di un incontro con l’inviata speciale dell’Onu Jeanine Hennis-Plasschaert.

Le parole di Katz si inseriscono in un clima di forte tensione regionale, in cui la questione dei negoziati tra le parti resta uno dei principali punti di frizione tra Israele e il Libano.

A cura di Biagio Chiariello
17:55

Ministro Tajani: “Accelerare accordo su Hormuz, pronto il ruolo italiano per la riapertura”

“Ci auguriamo che possano accelerare i tempi dell’accordo sullo Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo oggi a Prato a margine del forum economico “Italia, Europa e America Latina”.

Tajani ha riferito di aver avuto contatti sia con il segretario di Stato americano Marco Rubio sia con il ministro degli Esteri iraniano, con l’obiettivo di favorire un esito positivo dei negoziati. “Ora pare che sia difficile, ma ci auguriamo si trovi un punto di incontro che consenta poi di riattivare lo Stretto di Hormuz”, ha aggiunto.

Il ministro ha sottolineato la disponibilità dell’Italia a svolgere un ruolo attivo nel processo: “Siamo pronti a fare la nostra parte una volta che ci sarà il cessate il fuoco per sminare uno stretto fondamentale per il trasporto di gas, petrolio, olio e fertilizzanti”.

Secondo Tajani, infatti, numerosi settori economici dipendono dalla piena operatività del passaggio strategico. “Per questo bisogna fare in fretta, sperando che si trovi un accordo. Noi facciamo tutto il possibile per favorirlo”, ha concluso.

A cura di Biagio Chiariello
17:19

Stretto di Hormuz, traffico marittimo debole: ieri otto navi in transito tra entrate e uscite

Mentre i negoziati tra Iran e Stati Uniti restano fermi, il traffico nello Stretto di Hormuz continua a mostrare segnali di debolezza, con una ripresa solo parziale e comunque instabile, legata all’evoluzione dello scenario politico e internazionale.

Nella giornata di domenica 26 aprile sono state registrate otto navi in transito complessivo, quattro in entrata e quattro in uscita. Tra quelle dirette verso lo stretto, secondo i dati del sito di monitoraggio “Windward”, figurava una petroliera battente bandiera di Panama e tre navi mercantili, due delle quali dirette in India. Le unità in ingresso hanno seguito rotte differenti: la petroliera ha attraversato il corridoio settentrionale, mentre le navi mercantili, di dimensioni più contenute, sono passate attraverso il corridoio meridionale.

Sul fronte delle uscite, il traffico ha riguardato due navi portarinfuse, registrate sotto bandiera di Barbados e Saint Kitts e Nevis, insieme a due cargo battenti bandiera di Panama e delle Isole Comore. Tutte le unità in uscita sono state instradate attraverso il corridoio settentrionale dello stretto.

Il dato di domenica evidenzia comunque una flessione rispetto al giorno precedente, il 25 aprile, segnalando come il volume complessivo dei transiti resti ridotto e fortemente sensibile alle condizioni del momento e al contesto geopolitico.

A cura di Biagio Chiariello
16:53

Ministro degli Esteri iraniano Araghchi: "L'Iran sta valutando richiesta di colloqui dagli Stati Uniti" 

Gli Stati Uniti hanno proposto all'Iran colloqui e Teheran ora sta valutando questa opzione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi in un commento all'emittente russa Vesti, commentando le dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, il quale si definisce "vincitore". "Non ha raggiunto un singolo obiettivo. Ecco perché chiede i colloqui e ora stiamo valutando questa opzione", ha detto Araghchi.

A cura di Biagio Chiariello
16:20

Iran e Russia, Araghchi a Putin: “Partnership strategica che sarà rafforzata"

I rapporti tra Russia e Iran rappresentano una partnership strategica e “saranno rafforzati”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante un incontro con il presidente russo Vladimir Putin.

“Per noi, le relazioni iraniano-russe rappresentano un partenariato strategico di altissimo livello. Continueremo su questa strada”, ha affermato Araghchi, citato dall’agenzia Ria Novosti.

L’incontro si è svolto nella Sala Petrovsky della Biblioteca presidenziale Boris Yeltsin a San Pietroburgo. Alla riunione hanno preso parte, per la delegazione russa, anche il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, il consigliere presidenziale Yuri Ushakov e il capo dell’intelligence militare Igor Kostyukov.

Per la parte iraniana erano presenti, oltre ad Araghchi, anche il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi e l’ambasciatore iraniano a Mosca Kazem Jalali

A cura di Biagio Chiariello
15:43

Putin ad Araghchi: “La Russia farà il possibile per portare la pace in Medio Oriente”

La Russia auspica che l’Iran riesca a superare l’attuale fase di difficoltà e che si arrivi al più presto alla pace. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin durante l’incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a San Pietroburgo, secondo quanto riferito dalle agenzie russe.

Putin ha spiegato che Mosca è pronta a fare tutto il possibile, nell’interesse dell’Iran e degli altri Paesi della regione, “per portare la pace in Medio Oriente il più rapidamente possibile”. Il presidente russo ha ribadito l’intenzione di mantenere un ruolo attivo negli equilibri regionali, sottolineando l’importanza della stabilità nell’area.

Nel corso del colloquio, Putin ha anche rivelato di aver ricevuto la scorsa settimana un messaggio dalla Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei. “Vorrei chiederle di trasmetterle la mia sincera gratitudine e di confermare che la Russia, come l’Iran, intende proseguire le nostre relazioni strategiche”, ha dichiarato il leader del Cremlino, citato dall’agenzia Interfax.

“Ci auguriamo sinceramente che, confidando nel coraggio e nel desiderio di indipendenza, sotto la guida di un nuovo leader il popolo iraniano superi questo difficile periodo di prove e che arrivi la pace”, ha aggiunto Putin.

All’incontro hanno preso parte, per la delegazione russa, anche il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, il consigliere presidenziale Yuri Ushakov e il capo dell’intelligence militare Igor Kostyukov. Per la parte iraniana erano presenti anche il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi e l’ambasciatore a Mosca Kazem Jalali.

A cura di Biagio Chiariello
15:12

Iran, proposta di legge sullo Stretto di Hormuz: controllo affidato alle forze armate

Secondo una proposta di legge attualmente in discussione nel Parlamento iraniano sulla gestione dello Stretto di Hormuz, sarebbero le forze armate di Teheran ad assumere il ruolo di autorità responsabile della strategica via navigabile. A riferirlo è stato Ebrahim Azizi, presidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale.

Azizi ha spiegato che i militari iraniani esercitano già il controllo dello stretto e stanno lavorando per impedire il transito di quelle che ha definito "navi ostili". La misura rientrerebbe in un più ampio piano di rafforzamento della supervisione iraniana su uno dei passaggi marittimi più delicati per il commercio energetico mondiale.

La proposta prevede inoltre che tutti i proventi economici legati al transito nello Stretto di Hormuz vengano versati esclusivamente in valuta locale, cioè in rial, segnando un ulteriore passo verso una gestione più autonoma e centralizzata delle entrate strategiche del Paese.

A cura di Biagio Chiariello
14:44

Tajani: "Parlato con ministro esteri iraniano e Rubio per apertura Hormuz"

Sul blocco dello Stretto di Hormuz, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato di aver "parlato con il ministro degli esteri iraniano e con il segretario di Stato americano Rubio insistendo sulla necessità di accelerare i tempi per trovare un accordo. Speriamo che i colloqui vadano avanti e le proposte possano essere accettate per aprire lo Stretto". Tajani lo ha sottolineato a margine di un incontro a Pistoia.

A cura di Gabriella Mazzeo
14:06

Idf: "Colpite posizione di Hezbollah nel Libano orientale"

L'esercito israeliano afferma di aver colpito le posizioni di Hezbollah nella valle della Bekaa (Libano orientale). L'Idf lo ha reso noto sui social media, in un comunicato diffuso online.

A cura di Gabriella Mazzeo
13:48

Pizzaballa: "Algoritmi che decidono" chi uccidere "elemento inquietante"

"La guerra in corso ha sollevato altri interrogativi etici a cui non eravamo preparati. Penso, in particolare, all'uso dell'intelligenza artificiale nelle operazioni belliche", un elemento "nuovo e inquietante". Lo scrive il Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, nella lettera alla diocesi "Tornarono a Gerusalemme con grande gioia". "Non si tratta più solo di armi sempre più sofisticate o di droni telecomandati: stiamo entrando in una fase in cui sono gli algoritmi a selezionare obiettivi, a compiere scelte che fino a ieri rimanevano esclusivamente umane. Cosa accade quando a decidere chi vive e chi muore è una macchina? Quale responsabilità resta all'uomo? Sono domande nuove, per le quali non abbiamo ancora risposte, ma che non possiamo più permetterci di ignorare", ha rimarcato il porporato che non intende "entrare in queste valutazioni così complesse, ma solo sottolineare che questa nuova epoca pone anche domande inedite, che dovremo prima o poi prendere in considerazione seriamente".

A cura di Davide Falcioni
13:34

Il presidente libanese: "Respingeremo qualsiasi accordo umiliante con Israele"

Il presidente libanese Joseph Aoun afferma che respingerà qualsiasi accordo "umiliante" con Israele al termine dei negoziati. Il presidente libanese ha anche risposto a Hezbollah: portare il Paese in guerra è "tradimento".

A cura di Susanna Picone
13:33

Iran, Axios: "Trump riunirà i suoi per i prossimi passi sulla guerra"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump terrà oggi una riunione di crisi per decidere le prossime mosse con l'Iran. Lo ha riferito il sito Axios, Trump ha convocato nella Situation Room i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale e di politica estera. "L'incontro dovrebbe concentrarsi sull'attuale stallo nei negoziati con l'Iran e sulle possibili opzioni per le prossime fasi della guerra", ha spiegato Axios. L'Iran ha fatto arrivare a Washington una nuova proposta in cui accetterebbe di trattare sul suo programma nucleare a patto che gli Usa tolgano l'assedio allo stretto di Hormuz. Nei colloqui con i mediatori pakistani, egiziani, turchi e qatarioti durante il fine settimana, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi avrebbe chiarito che non c'è consenso nella leadership iraniana su come affrontare le richieste degli Stati Uniti. Gli Usa pretendono che l'Iran sospenda l'arricchimento dell'uranio per almeno un decennio e rimuova il materiale radioattivo dal Paese.

A cura di Davide Falcioni
13:08

Keir Starmer: "La guerra in Iran avrà conseguenze durature"

"Le conseguenze economiche della guerra contro l'Iran ci accompagneranno ancora a lungo". Lo ha dichiarato il premier britannico Keir Starmer al congresso annuale del sindacato Usdaw, che rappresenta i lavoratori del commercio al dettaglio e della distribuzione, annunciando per domani una riunione del comitato per le emergenze Cobra, con l'obiettivo di esaminare le ricadute del conflitto sull'economia del Regno Unito insieme ai rappresentanti della Bank of England. Starmer inoltre ha ribadito il "no" di Londra a un coinvolgimento diretto nella guerra scatenata da Usa e Israele contro Teheran, che "non è nel nostro interesse". Il primo ministro laburista ha inoltre sottolineato l'importanza di "ricostruire" l'alleanza con l'Europa nell'ambito del reset dei rapporti tra Londra e Bruxelles portato avanti da sir Keir e di recente accelerato a fronte delle tensioni con gli Usa del presidente Donald Trump. Infine ha promesso una stretta sul taccheggio nel Paese, con l'abolizione della norma che esclude l'avvio di indagini per i furti di merce sotto le 200 sterline, e l'introduzione di un reato specifico per le aggressioni ai lavoratori del settore.

A cura di Davide Falcioni
12:58

Iran, Ghalibaf: "Il sacrificio della nazione ha deluso e confuso i nemici"

Il presidente del parlamento Iraniano, Mohammad Ghalibaf, si è detto "orgoglioso" di essere fra i "30 milioni di iraniani" pronti a sacrificarsi per la patria, "eroi" che hanno mandato in confusione e deluso le aspettative di vittoria di Stati Uniti e Israele. "Il sacrificio della nazione orgogliosa dell'Iran ha deluso e confuso i nemici", ha scritto su X a commento di un post della campagna Jan Fada (Sacrificio per l'Iran). "Voi, eterni eroi della storia, siete sempre al fianco della nostra cara Iran, e il sostegno del nostro Iran sarà sempre con voi, coraggiosi e patriottici figli", ha aggiunto.

A cura di Davide Falcioni
12:53

L'Unicef continua la consegna di aiuti in Libano

L'Unicef in Libano continua a distribuire aiuti nelle zone in prima linea, e con un singolo convoglio ha raggiunto Ain Ebel, Debel e Rmeish – tra le località più difficili da raggiungere finora. È quanto si legge in una nota. A pochi chilometri dal confine, questi villaggi hanno subito un'intensificazione delle ostilità, che ha lasciato le famiglie prive di acqua potabile e dei servizi di base. Ad Ain Ebel, oltre 440 famiglie, tra cui 465 bambini, e a Debel, 441 famiglie, tra cui 311 bambini, hanno ricevuto acqua in bottiglia e filtri per uso domestico per far fronte alle gravi carenze. Per aiutare i bambini a proseguire la loro istruzione nonostante le continue interruzioni, sono stati distribuiti 1.410 kit didattici ad Ain Ebel, Debel e Rmeish.

A cura di Davide Falcioni
12:28

Ayatollah Damad scrive al Papa: "Grazie per il no alla guerra"

L'ayatollah Mostafa Mohaghegh Damad, direttore del dipartimento di Studi Islamici all'Accademia delle Scienze, ha scritto a Leone XIV per esprimere il suo apprezzamento per le recenti dichiarazioni del Papa contro la violenza e la guerra. Nel messaggio, di cui dà notizia l'agenzia Irna, il religioso ha ringraziato il Papa per la sua posizione di principio che, ha spiegato, "mette in luce il contrasto tra valori spirituali e motivazioni politiche". L'ayatollah ha fatto riferimento ai danni causati dagli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran, compresi quelli alle aree residenziali, ai siti del patrimonio culturale e ai centri accademici. E ha sottolineato l'impatto umanitario, in particolare sui bambini. Damad ha inoltre accolto con favore i recenti commenti espressi da figure di spicco della chiesa cattolica, tra cui l'arcivescovo Timothy Broglio il cardinale Robert McElroy, le cui parole "hanno rassicurato coloro che sostengono la de-escalation", ha detto.

A cura di Davide Falcioni
12:20

L'Iran sospende l'esportazione di lastre e lamiere d'acciaio

L'Organizzazione iraniana per la promozione del commercio ha dichiarato, tramite una direttiva, che l'esportazione di lastre e lamiere d'acciaio è sospesa fino al 30 maggio, a causa delle pressioni che l'industria siderurgica del Paese sta subendo in seguito agli attacchi statunitensi e israeliani. Lo riporta Iran International. Il segretario dell'associazione dei produttori di acciaio iraniani aveva precedentemente affermato che erano in corso i lavori per un piano urgente di importazione di bramme e lamiere laminate a caldo e ha inoltre esortato le industrie a gestire con attenzione la domanda di materie prime per i prossimi due mesi.

A cura di Davide Falcioni
12:17

Pizzaballa: "Potenze scelgono da che parte stare solo in base agli interessi strategici ed economici"

La guerra "agisce come fine a se stessa". "Alcune potenze mondiali, che un tempo si presentavano come garanti dell'ordine internazionale, rivelano oggi un volto diverso: scelgono da che parte stare non in base alla giustizia, ma in base ai propri interessi strategici ed economici". Lo scrive il Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, nella lettera alla diocesi "Tornarono a Gerusalemme con grande gioia". "Buona parte delle istituzioni – civili, politiche, religiose – finiscono così per rimanere spettatrici silenziose e impotenti di fronte all'emergere di questo nuovo disordine mondiale", sottolinea.

A cura di Davide Falcioni
12:04

Germania: "L'Onu assuma la responsabilità sulla guerra in Iran"

Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, chiede all'Onu di assumere responsabilità sulla guerra in Iran. "Se il Consiglio di Sicurezza adesso assumerà responsabilità, questo rafforzerà anche l'ordine internazionale", ha affermato a Berlino, prima di partire per New York, dove è in programma una visita all'Onu.

A cura di Davide Falcioni
11:36

Ursula von der Leyen: "Troppo presto per revocare le sanzioni all'Iran"

"È troppo presto per una revoca delle sanzioni all'Iran". Lo ha detto la Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a Berlino per la giornata del conclave dell'Unione (Cdu-Csu). "Dobbiamo prima vedere un cambiamento fondamentale", ha aggiunto.

A cura di Davide Falcioni
11:15

Pizzaballa. "In Terra Santa il dolore è di tutti ma c'è chi occupa e chi è occupato"

Il dolore attraversa tutta la Terra Santa ma le situazioni "non sono tutte identiche". Non si può "stilare una graduatoria della sofferenza" ma "esiste una differenza tra chi esercita il potere e chi lo subisce, tra chi governa e chi è governato, tra chi possiede le armi e chi ne è minacciato, tra chi occupa e chi è occupato". Lo scrive il cardinale di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, in una lettera pastorale ai fedeli della sua diocesi sottolineando che "le responsabilità sono diverse. Riconoscere questa differenza è un atto di rispetto verso la giustizia e la verità". Serve "guarigione dall'odio e dalla memoria tossica".

Dopo il dramma di Gaza, ora emerge con forza quello della Palestina dove "la situazione si deteriora di giorno in giorno", "è lì che si sta decidendo il futuro del conflitto israelo-palestinese. Aumentano le aggressioni causate dall'occupazione – ricorda il cardinale Pizzaballa – e dalla totale assenza dello Stato di diritto, con un continuo aumento degli insediamenti". Per il Patriarca "se non si interrompe questa deriva, il rischio è la cristallizzazione di una situazione di occupazione permanente che erode ogni possibilità di una soluzione giusta e condivisa".

A cura di Davide Falcioni
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