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20 Luglio 2022
08:00

Quanto durerà il caldo estremo, Pasini (Cnr): “Temperature record soprattutto al Nord, ecco perché”

Intervista di Fanpage.it ad Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr: “Tutta Italia sarà invasa dall’anticiclone africano, ma al Nord influisce anche la situazione dei terreni secchi. Il vero problema è però la tendenza all’aumento delle temperature medie”.
Intervista al dott. Antonello Pasini
Fisico del clima (Cnr) e Docente all’Università degli Studi Roma Tre
A cura di Beppe Facchini
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“Quello che mi aspetto è che nei prossimi giorni, principalmente nel nord Italia, si possano battere dei record storici di temperature. Ma sarà tutto il Paese a essere invaso dall'anticiclone, non ci saranno zone, diciamo così, esenti”.

Le previsioni di Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr, non sono certamente delle più incoraggianti: la settimana appena cominciata, come già evidente, si candida ad essere la più calda dell'estate 2022, con temperature destinate a superare i 40 gradi almeno fino a domenica prossima.

Docente di Fisica del clima dell’Università degli Studi Roma Tre e ritenuto fra i massimi esperti italiani ed europei sul tema del cambiamento climatico, Pasini spiega a Fanpage.it cosa c'è da attendersi in queste giornate da bollino rosso non solo in Italia.

Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr
Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr

Quanto durerà l'ondata di caldo?

"Purtroppo le previsioni meteorologiche, da qui a una settimana, vedono il persistere di questa situazione. Anzi, in qualche modo potrebbe un po' peggiorare. Per esempio, oggi vediamo benissimo come questo anticiclone africano sia puntato soprattutto su Spagna e Francia, con le propaggini settentrionali che stanno andando sulle isole britanniche. Ma nei prossimi giorni le previsioni danno uno spostamento dell'anticiclone verso est, tornando in qualche modo ad interessare l'Europa meridionale. Insomma, dovrebbe arrivare da noi in maniera più forte".

Infatti in Paesi abituati a ben altre condizioni climatiche, come Francia e Regno Unito, si stanno registrando temperature record

“Certo. Ma dobbiamo dire che anche da noi, soprattutto al nord Italia, siamo in una situazione in cui potremmo battere i record storici dell'estate 2003. Perché c'è un'altra cosa da considerare: il fatto che il terreno sia molto secco amplifica il riscaldamento dovuto alle correnti aeree. Un terreno secco, insomma, si riscalda molto di più di uno intriso di acqua, che quindi può raggiungere più rapidamente le temperature massime. Non solo: vista l'assenza di acqua, nei terreni secchi non c'è evaporazione, che è un meccanismo che porta al raffreddamento. Ad esempio, quando noi sudiamo, le nostre goccioline di sudore evaporano e mantengono fredda la pelle. E la stessa cosa vale per il territorio: quando è umido, l'acqua evapora e si mantiene un po' più freddo e di conseguenza, le temperature massime sono più basse. Invece adesso, che ci sono territori estremamente secchi, soprattutto al nord, come Pianura Padana, tutto questo amplifica il riscaldamento".

Dunque sono quelle che lei cita le zone che saranno più colpite? Proprio per queste ragioni?

“Esattamente. Il nord del Paese sarà colpito maggiormente, per via anche di questa amplificazione del territorio secco, ma è tutta l'Italia che sarà invasa dall'anticiclone. Nord, Sud e anche zone centrale come l'Umbria”.

Qualche giorno fa lo scrittore Nicola Lagioia ha commentato: “Quella del 2022 non è l’estate più calda che abbiamo mai affrontato, ma la più mite tra quelle che ci restano da vivere”. È davvero così?

“Sappiamo benissimo che esiste una variabilità climatica per cui ci può essere un anno più caldo e uno più freddo. Magari l'anno prossimo avremo un'estate fresca, ci può stare. Il vero problema è però la tendenza all'aumento delle temperature medie. Quando si parte da una più elevata, è chiaro che si arriva più alto. Come quando si fa un salto: da terra arrivi a una certa altezza, ma se ti metti su un gradino arrivi più in alto. È la stessa cosa. Per cui direi che non è la singola estate calda che ci preoccupa, ma la tendenza di questi anni: gli ultimi 10 sono i più caldi dal 1850 in poi, anche in Italia. Il problema è che andiamo verso annate con temperature sempre maggiori e mediamente il futuro, se non facciamo niente per ridurre la nostra emissione di gas serra, sarà sempre più caldo”.

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