Quali indizi contro Andrea Sempio verranno discussi nel processo e quali resteranno nel caos mediatico
Non tutto quello di cui si è discusso in questo anno e mezzo sull'indagine della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco sarà al centro del processo nei confronti di Andrea Sempio. Anzi, solo una piccola parte. Quella che conta. Le maggior parte delle discussioni infatti rimarranno confinate nel caos mediatico perché fondate su elementi che non potranno mai trovare conferme o smentite 19 anni dopo l'omicidio di Chiara Poggi. Ecco quindi che è necessario fare chiarezza su quello che sarà al centro dell'attenzione di accusa e difesa durante l'udienza preliminare su Andrea Sempio. Sveliamo subito, gli elementi che contano sono gli indizi che potrebbero collegare Andrea Sempio alla scena del crimine.
Gli indizi importanti nel processo a Sempio
Prima tra tutti la traccia 33, ovvero quella impronta parziale della mano destra trovata sulla parete delle scale interne della villetta di Garlasco dove è stato trovato il corpo di Chiara Poggi. Non è una impronta sconosciuta agli investigatori sul caso: nel 2007 era già stata notata dal Ris tanto che venne grattato l'intonaco della parete per prelevarla e analizzarla. Negli esami scientifici non venne trovato sangue. Ma c'è di più: allora l'intonaco venne tutto consumato. Questo vuol dire che dal 2007 in poi eventuali nuove valutazioni si possono fare solo e unicamente analizzando le foto di questa impronta. Soprattutto ora che la traccia 33 sarà al centro del processo nei confronti di Andrea Sempio: solo in questi mesi infatti la Procura di Pavia ha associato quella impronta alla mano dell'attuale indagato. Lui si è sempre difeso dicendo che scendeva quelle scale ripide con l'amico Marco Poggi per raggiungere la cantina e prendere i giochi. Resta il fatto che su questa impronta si faranno sicuramente perizie super partes.
Per i magistrati la 33 è importante perché collegano quella impronta parziale di mano anche alla traccia 45 e all'impronta di scarpa insanguinata sul primo gradino delle scale. La traccia 45 è uno schizzo di sangue della vittima che secondo gli attuali inquirenti si sarebbe staccato "da un oggetto insanguinato". Nelle carte dei pm si legge che questo oggetto (che può essere sia parte del corpo sia l'arma del delitto) doveva trovarsi "ovviamente e obbligatoriamente più in alto rispetto al punto dove è andata a impattare con la parete" e che lo schizzo di sangue è caduto "dall'alto verso il basso con un andamento obliquo da destra verso sinistra". Che quello schizzo sia caduto proprio dalla traccia 33? Di certo per l'accusa questa impronta posizionerebbe Andrea Sempio sulla scena del crimine. Così come l'impronta di scarpa insanguinata sul gradino zero delle scale interne di Garlasco potrebbe essere ricondotta alla traccia 33. Perché secondo la nuova ricostruzione della dinamica da parte della Procura l'assassino ha colpito un'ultima volta Chiara Poggi mentre era già priva di sensi sulle scale. Poi ha risalito i gradini e si sarebbe voltato per vedere dall'alto verso il basso il cadavere.
Le tre chiamate (due il 7 agosto e una l'8 agosto) al telefono fisso di casa Poggi fatte da Andrea Sempio nello stesso mese dell'omicidio. Queste sono il motivo per cui già nei mesi successivi all'omicidio era stato convocato in caserma per essere ascoltato. Da sempre lui le ha giustificate così: "Le telefonate che risultano in entrata sull'utenza domestica della famiglia Poggi sono state da me effettuate in quanto sono amico di Marco Poggi. Più precisamente mi ricordo che ho chiamato una prima volta con il mio cellulare, e siccome ho memorizzato nella rubrica telefonica sia il numero di casa che quello del portatile di Marco, ho sbagliato a inviare la chiamata, per cui ho comunicato con il numero di casa Poggi. Nella circostanza ho parlato con Chiara Poggi alla quale chiedevo di Marco e lei mi rispondeva che era in vacanza, per cui terminavo la conversazione. Non ricordo con precisione il giorno in cui ho fatto questa telefonata, ma sicuramente è compresa tra il 6 e 11 agosto 2007".
Le altre chiamate effettuate dall'utenza cellulare di Sempio verso casa Poggi sono tre: il 21 gennaio 2007 alle 00:43, il 14 luglio 2007 alle 1:04 e il 4 agosto 2007 alle 1:05. Sarebbe stato accertato che queste chiamate a tarda sera era perché Sempio prestava il cellulare all'amico Marco Poggi per poter chiamare a casa: la famiglia Poggi aveva confermato che era usanza loro che Marco poco prima di rientrare avvisasse. Per gli inquirenti "questo dimostra che la famosa telefonata del 07.08.2007 fatta dall'utenza di casa Sempio verso l'utenza di casa Poggi è un unicum. Come del resto è un unicum anche la chiamata dal cellulare di Sempio verso l'utenza fissa dei Poggi". Per i magistrati Andrea Sempio sapeva che Marco Poggi era già in vacanza in Trentino con i suoi genitori e che Chiara Poggi era a casa da sola.
L'impronta di scarpa a pallini insanguinata in casa Poggi. Tra gli elementi certi della scena del crimine c'è questa impronta attribuita a una calzatura marca Frau numero 42. E soprattutto attribuita all'assassino perché c'è presenza di sangue. Per i giudici che hanno condannato Alberto Stasi appartiene a lui ma i consulenti della Procura di Pavia nella recente inchiesta hanno spiegato che può combaciare anche con le dimensioni del piede di Andrea Sempio. Lui ha sempre ribadito di avere il numero di scarpa 44, sia nel 2007 che oggi nel 2026. Nel processo questa impronta sarà fondamentale per la difesa perché basterebbe solo accertare, magari in una perizia super partes, che il piede di Sempio non può entrare in quella impronta per togliere Andrea Sempio dalla scena del crimine.
Gli indizi che probabilmente conteranno meno al processo
Il DNA di Sempio sulle unghie di Chiara Poggi. Tutto è partito da questo elemento, nel 2016 quando una consulenza della difesa di Alberto Stasi sul materiale genetico trovato sulle unghie di Chiara Poggi fece aprire la prima indagine su Sempio. Il copione si è ripetuto nel 2025 e ora si andrà a processo. La difesa del condannato per la prima volta dieci anni fa attribuì quel cromosoma Y trovato sulle unghie all'attuale indagato. Unghie della vittima che ora non ci sono più: erano state tutte consumate nelle analisi fatte in una perizia super partes del 2014 durante il processo a Stasi davanti alla Corte d'Assise d'Appello bis. L'allora perito Francesco De Stefano aveva trovato il cromosoma Y ma lo aveva giudicato di quantitativo scarso e di pessima qualità tanto da non riuscire a fare un nome e un cognome. In questi mesi invece l'incidente probatorio della dottoressa Denise Albani ha rivalutato i risultati ottenuti nel 2014. Nelle sue conclusioni ha fatto il nome di Andrea Sempio precisando anche che non c'è "rigore scientifico" per poter accertare come e quando è stato depositato questo materiale genetico. Ci sarebbe stato un contatto diretto? Oppure a distanza di pochi giorni avrebbero toccato lo stesso oggetto, quindi un contatto per contaminazione? Non si saprà mai. Per questo una volta fatto già l'incidente probatorio, non si sprecherà più molto tempo in fase processuale per parlare del DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi.
Lo scontrino del parcheggio di Vigevano la mattina dell'omicidio di Chiara Poggi. Lo ribadiamo ancora una volta: non potrà mai essere l'alibi di Andrea Sempio. Lo hanno più volte precisato gli avvocati difensori. Questo perché su quel biglietto non c'è né scritta la targa né il nome del conducente. Quindi non si potrà mai sapere se a Vigevano ci sia andato l'indagato, come da lui sostenuto, o la madre, come sostenuto invece dalle recenti indagini dei carabinieri. Nel primo caso Andrea Sempio ha dichiarato che la mattina del 13 agosto 2007 ha atteso che sua madre tornasse dal supermercato per andare in una libreria di Vigevano. Si sarebbe messo alla guida verso le 10 e alle 10.18 avrebbe stampato il biglietto del parcheggio. Avrebbe poi trovato la libreria chiusa e sarebbe tornato a casa. Per gli inquirenti 18 minuti sono troppo pochi per fare il viaggio da Garlasco a Vigevano. I carabinieri sostengono che l'unica certezza di quella mattina è che a usare la macchina fosse stata la madre di Sempio. Che poi sia andata lei a Vigevano dal momento che vicino a quel parcheggio lavorava un uomo con cui lei potrebbe aver avuto una relazione? La famiglia nega e dopo 19 anni sarà difficile trovare prove certe a riguardo.
I video e i soliloqui di Andrea Sempio. Le intercettazioni in auto e i video di Andrea Sempio trovati nel suo hard disk sono sicuramente delicati per il contenuto di cui parla. Parla di stupri e di possibili dialoghi con Chiara Poggi. Non si capisce molto, durante il processo verranno sicuramente nominati e il giudice potrebbe decidere di procedere con una perizia psichiatrica. Resta il fatto che non c'è una confessione in queste parole e che, come nel caso di Alberto Stasi, eventuali moventi si possono solo ipotizzare. L'intercettazione più importante è sicuramente un suo soliloquio in macchina in cui lo si sente dire: "Lei ha detto.. ‘non ci voglio parlare con te' (imitando una voce femminile)". E ancora: "Era tipo io gli ho detto ‘riusciamo a vederci?". E poi ‘‘imitando voce femminile". Aggiunge: "Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la dura (ride, ndr) ma io non l'ho mai vista in questo modo, l'interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice ‘non l'ho più trovato' il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video'. E ancora: ‘Anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… perché Chiara non… con quel video e io ce l'ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un cazzo'". Per la Procura di Pavia Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi perché lei lo ha rifiutato sessualmente. Alla base ci sarebbe il sospetto che Andrea Sempio avesse visto i video intimi di Chiara Poggi con il fidanzato Alberto Stasi e fosse ossessionato della ragazza.