Cosa c’entra il delitto di Garlasco con la morte di Ferri e perché si parla di un biglietto di Sempio
La Procura di Pavia sembra che stia passando al setaccio tutta Garlasco. Sulla scrivania del procuratore Fabio Napoleone e dei carabinieri del Nucleo operativo di Milano non ci sono più solo le carte sul delitto di Chiara Poggi, ma da qualche giorno ci sono anche quelle sulla morte di Giovanni Ferri, l'ex meccanico dello stesso paesino in provincia di Pavia. La Procura aveva chiuso il caso come suicidio poco dopo che il suo corpo era stato trovato in un vicolo di via Mulino nel 2010. Ferri aveva 88 anni e allora non ci fu nessun elemento utile tale da insospettire gli investigatori che si possa essere trattato di omicidio.
Da qualche mese invece la vedova Ferri, supportata dall'avvocato Fabrizio Gallo, ha chiesto che si tornasse a indagare per capire quello che era accaduto 16 anni fa al marito perché lei non aveva mai creduto alla versione del suicidio. Così è stato: la Procura di Pavia nei giorni scorsi ha riaperto il fascicolo e indaga per omicidio. E appena la notizia è stata resa pubblica, si è parlato di un legame tra il delitto di Chiara Poggi e l'eventuale delitto di Giovanni Ferri. Un serial killer a Garlasco? Un legame tra Ferri e l'attuale indagato Andrea Sempio? Fermiamoci e capiamo cosa è emerso al momento, oggettivamente parlando.
Ad oggi non c'è nessun legame tra la morte di Chiara Poggi e quella di Giovanni Ferri. Anzi, l'unico vero elemento in comune è che sono gli stessi investigatori e inquirenti ad occuparsi delle indagini. E questo farebbe scattare una domanda: perché su un caso archiviato per suicidio e riaperto non se ne stiano occupando i carabinieri del pavese ma quelli di Milano, siccome comunque prevale in questi casi la competenza territoriale? Sono quindi gli stessi carabinieri a ipotizzare un collegamento tra i due casi? Per capirlo bisognerà attendere la fine della indagini. Si faranno gli accertamenti che non vennero fatti 16 anni fa, come analizzare il coltello trovato vicino al cadavere e con cui – stando a quanto sostenuto dai magistrati nel 2010 – Ferri si sarebbe provocato la ferita mortale. Se le analisi sul coltello mostrassero impronte e tracce di DNA diverse dalla vittima allora si farebbe più probabile l'ipotesi che si sia trattato di omicidio e non di suicidio. Verranno analizzati anche i fazzoletti sporchi di sangue trovati nel vicolo.
Un altro elemento oggettivo che mostrerebbe un collegamento tra Andrea Sempio e Giovanni Ferri è un appunto dell'attuale indagato del delitto di Chiara Poggi. Uno dei tanti fogli di carta scritti a mano sequestrati dai carabinieri che il 14 maggio del 2025 entrarono nella casa di Sempio e in quella dei suoi genitori e trovarono appunti vari e un hard disk. Tra questi c'è appunto uno scritto in cui farebbe riferimento ai suicidi accaduti a Garlasco negli anni successivi il delitto di Chiara Poggi, tra cui appunto quello dell'88enne nel 2010. Nell'appunto si legge: "Partito da Giada a seguito di mia interc. suicidi". Andrea Sempio farebbe riferimento all'avvocata di Alberto Stasi Giada Bocellari che da anni ha messo l'attenzione sui casi di suicidi avvenuti in quel territorio. Nell'appunto di Andrea Sempio si leggerebbero anche le parole "Ragazzi"; "Ale", "Ferri", "Uomo misterioso", "Poggi" e "Lov".

Certo è che leggendo questo appunto non si capisce il motivo di parole e riflessioni. Sono solo parole singole e non frasi. Il foglio poi è pasticciato con disegni vari. Se questi appunti saranno fondamentali nel processo ad Andrea Sempio, in un aula di Tribunale gli verranno fatte tutte le domande a riguardo. Intanto ora si attende che il gup comunichi la data dell'udienza preliminare.