Garlasco, Napoleone riapre anche le indagini sul suicidio Giovanni Ferri. L’avvocato: “È un omicidio brutale”
La Procura di Pavia è pronta a riaprire il fascicolo sul caso della morte di Giovanni Ferri, 88 anni: era stato trovato morto il 22 novembre 2010 in via Mulino a Garlasco, con la gola tagliata e i polsi recisi. Allora vennero aperte le indagini, ma subito archiviate come suicidio. La moglie aveva sempre escluso che il marito si fosse tolto la vita parlando fin da subito di omicidio. Ora il procuratore di Pavia Fabio Napoleone ha chiesto di riaprire le indagini e saranno quindi a occuparsi del caso saranno gli stessi inquirenti che indagano anche sul delitto di Chiara Poggi. Che ci sia un collegamento tra i due casi? In tutti questi anni non è emerso nulla ma l'avvocato della famiglia Ferri, il legale Fabrizio Gallo, precisa: "Stiamo cercando di tutelare la moglie di Ferri. Nella lettura del fascicolo abbiamo rilevato cose veramente eclatanti. Abbiamo lavoratore per tre mesi, ho incontrato il procuratore Napoleone che mi ha spiegato che il fascicolo non era stato trovato, che qualcuno lo avesse occultato. Oggi abbiamo tutti gli altri. Dopo le valutazioni del mio studio, quello di Ferri non risulta un suicidio, ma è un omicidio brutale".
La notizia è stata data al programma tv "Mattino 5" che ha fatto vedere l'atto della Procura con data 7 luglio 2026. Si legge: "Il fascicolo relativo al procedimento innanzi menzionato non è stato rinvenuto presso l'archivio". Poi scrive, la Procura poi "dispone la ricostituzione del fascicolo".
I dubbi sul caso non sono mai mancati. Il 22 novembre 2010 Giovanni Ferri era uscito di casa per andare al solito bar di largo Primo Maggio di Garlasco. Poi di lui si sono perse le tracce. Solo sei ore dopo è stato ritrovato da una ragazza di 17 anni rannicchiato in una stretta intercapedine al civico 9 di via Mulino. Era già morto: aveva già i polsi tagliati e di fianco al corpo c'era un coltello. Negli anni la moglie aveva più volte precisato che suo marito non faceva mai quella via e che da casa non mancava nessun coltello. Eppure non sono mai state aperte le indagini per omicidio: "Non hanno investigato, hanno chiuso tutto lì. Come se volessero chiudere tutto in fretta", ha detto la moglie. Ora però tutto potrebbe cambiare.
Non è l'unico caso archiviato come suicidio a Garlasco. Un giovane si tolse la vita nel 2016 impiccandosi. Prima di farlo avrebbe condiviso su Facebook un verso della canzone "La Verità" dei Club Dogo, che dice: "La verità sta nelle cose che nessuno sa, la verità nessuno mai te la racconterà". Dopo l'omicidio di Chiara Poggi il 13 agosto 2007 i suicidi successivi sono quattro: il primo nel 2010 (il caso di Ferri appunto), poi uno nel 2011 e altri due nel 2015 e nel 2016. Tutti a Garlasco.