Perché la Procura di Pavia ha chiesto il processo per Andrea Sempio: tutte le motivazioni
Per la Procura di Pavia non ci sono dubbi: Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi la mattina del 13 agosto 2007 dopo che gli ha respinto un approccio sessuale. I magistrati lo hanno ribadito anche oggi 3 novembre quando hanno chiesto il rinvio a giudizio per l'indagato. Ora tutto passa nelle mani del giudice per l'udienza preliminare che dovrà decidere se accettare o meno la richiesta dei magistrati. Richiesta che non ha sorpreso nessuno. Se lo aspettavano tutti, difesa di Sempio compresa. Tanto che l'avvocato Liborio Cataliotti ha precisato: "La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio era attesa e l'imputazione è conforme alle nostre previsioni. Siamo assolutamente pronti a fronteggiare questa imputazione". Ma su che basi la Procura di Pavia punterà la sua accusa durante il processo?
Nel comunicato stampa pubblicato oggi 3 novembre la Procura riscrive ancora una volta come è andata la dinamica dell'omicidio. Si legge: "Dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che la p.o. provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana ed in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi. A seguito di ciò, spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso".
Tanto che i magistrati gli contestano anche l'aggravante della "crudeltà verso la vittima in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto". E con "l'aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". Ma la procura come colloca Andrea Sempio sulla scena del crimine?
Durante il processo sicuramente i pm punteranno anche sull'impronta 33, ovvero su quella traccia parziale di mano destra trovata sulla parete delle scale interne della villetta di Garlasco dove è stato trovato il corpo di Chiara Poggi. Nel 2007 i carabinieri del Ris avevano fatto tutte le analisi del caso su quella impronta, che avevano pure grattato dalla parete: i test sulla presenza di sangue avevano dato esito negativo. Il 20 maggio 2025 la Procura di Pavia aveva associato per la prima volta quella impronta alla mano di Andrea Sempio che si è sempre difeso dicendo che lui scendeva quelle scale ripide con l'amico Marco Poggi per raggiungere la cantina e prendere i giochi. Ma per la sua difesa quella impronta non è neanche attribuita a lui. Resta il fatto però che i magistrati dell'attuale indagine collegano quella impronta parziale di mano anche alla traccia 45 e all'impronta di scarpa insanguinata sul primo gradino delle scale.
La traccia 33 infatti si troverebbe vicino a una goccia di sangue (la traccia 45) che secondo gli attuali inquirenti si sarebbe staccata "da un oggetto insanguinato". Nelle carte dei pm si legge che questo oggetto (che può essere sia parte del corpo sia l'arma del delitto) doveva trovarsi "ovviamente e obbligatoriamente più in alto rispetto al punto dove è andata a impattare con la parete" e che lo schizzo di sangue è caduto "dall'alto verso il basso con un andamento obliquo da destra verso sinistra". Ecco quindi che, secondo la Procura di Pavia, questa goccia di sangue della vittima "si trova appena sotto, leggermente più a destra" della traccia 33. Così come l'impronta di sangue sul gradino zero delle scale interne di Garlasco potrebbe essere ricondotta alla traccia 33: secondo la Procura Andrea Sempio, dopo aver ucciso Chiara Poggi, si è fermato in cima alle scale per ricontrollare il cadavere dall'alto.
Anche nel processo si parlerà sicuramente del materiale genetico trovato sulle unghie di Chiara Poggi e che sia la difesa di Stasi che la Procura associano ad Andrea Sempio. Su questo DNA in questo anno e mezzo di indagini è stato fatto un incidente probatorio. Nella recente perizia della dottoressa Denise Albani è stato individuato il cromosoma Y sulle unghie della vittima ed è stato associato ad Andrea Sempio, o meglio alla sua famiglia. Nella perizia però si legge che non si può parlare di "rigore scientifico". Sarà impossibile infatti capire "come e perché il materiale biologico sia stato depositato, non è possibile attualmente con le metodologie disponibili allo stato attuale, comprendere quando, quindi datare il momento in cui sia avvenuta la deposizione del materiale biologico".
Infine a processo non si potrà non parlare delle tre chiamate fatte da Andrea Sempio a casa Poggi nei giorni prima del delitto. L'indagato ha detto che aveva chiamato per cercare il suo amico Marco Poggi, che però era già partito per il Trentino con i suoi genitori. Chiara Poggi è rimasta a casa perché anche il suo fidanzato Alberto Stasi non era partito. Tutto ora dovrà essere deciso in un eventuale processo.