“Ho fatto anche altre cose brutte”: cosa dimostrano i video di Sempio e perché non servono al processo
Andrea Sempio si riprende con video-selfie in cui parla ad alta voce. Dice: "Sai amico mio, tu hai fatto tante cose in vita tua. Alcune neanche le possiamo dire". O anche: "Ho fatto anche altre cose brutte, che non dico qua perché prima o poi questi filmati li mando in giro di sicuro". Infine: "C'era una ragazzina davanti a me, che ho avuto diverse occasioni di aprirla. Non ho aperto, non ci ho fatto assolutamente niente". Questo è il contenuto dei video pubblicati dal programma tv "Verità Nascoste": sono immagini e audio che si trovano nel fascicolo depositato dalla Procura di Pavia che da inizio 2025 indaga sul delitto di Garlasco e su Andrea Sempio. Questi video sono a disposizione delle parti coinvolte dallo scorso 7 maggio quando la Procura ha chiuso per la prima volta le indagini (la seconda volta il 28 settembre) mettendo tutto il fascicolo in discovery.
Stando a quanto sostenuto dalla difesa di Andrea Sempio a Fanpage.it, questi video risalgono al 2014 ed erano stati caricati in quegli anni dall'attuale indagato su un hard disk. Quello stesso hard disk che il 14 maggio del 2025 i carabinieri, che indagano su di lui, avevano sequestrato durante il sopralluogo in casa di Sempio e in quella dei suoi genitori. Allora non era stato trovato nessun computer ma solo l'hard disk. Perché l'attuale indagato conservava ancora dopo anni questi video? E serviranno a qualcosa in queste indagini?
L'avvocata di Sempio, Angela Taccia, a Fanpage.it ha precisato: "Questi video anche per la Procura non hanno alcuna rilevanza relativamente al movente sessuale. Tanto è vero che non sono stati inseriti neanche nella nota del Racis". Per la difesa di Sempio infatti nonostante ci siano questi video nel fascicolo né la Procura né i suoi consulenti li avrebbero presi in considerazione. Eppure la Procura nei mesi scorsi aveva chiesto all'indagato di sottoporsi a una consulenza psichiatrica, ma Andrea Sempio si era rifiutato di sottoporsi all'esame.
Questi video li ha commentati a Fanpage.it anche lo psichiatra Leonardo Mendolicchio che precisa fin da subito: "C'è un primo passaggio tecnicamente e metodologico importante da dire: sono video che se non vengono contestualizzati, ti possono dire poco e niente. Nel senso che possono essere anche battute che lui sta facendo ad un amico per fare il gradasso. Siccome manca il contesto nel quale lui dice queste cose faccio fatica a darne un valore dal punto di vista psicologico o psicopatologico perché proprio non sappiamo in quale circostanza si trovi e chi è l'interlocutore". Quindi "fatta questa premessa metodologica, astraendoci proprio da un'analisi corretta, possiamo dire che sono elementi interessanti e che sicuramente meritano di essere approfonditi". Inoltre "capisco ancora di più perché la Procura ha voluto chiedere la consulenza psichiatrica affidata al professor Catanesi. Perché è evidente che, al netto di questi video e di tutto il materiale del Racis, questo ragazzo deve dare delle spiegazioni. Sempio deve far capire agli inquirenti che cosa intende dire quando dice queste cose".
Il dottore infine tiene a precisare: "È evidente che non aggiungono nulla rispetto all'impianto accusatorio o all'idea che i pm si sono fatti di Sempio. A mio parere la difesa doveva accettare di far sottoporre il suo assistito alla consulenza psichiatrica della Procura. Un collegio difensivo coraggioso avrebbe sfruttato questa consulenza per mettere una pietra tombale su questi aspetti".
Certo è che si riparlerà di perizia psichiatrica in un eventuale processo ad Andrea Sempio. Ora si attende la richiesta di rinvio a processo della Procura.