Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, i presunti errori del Ris nel 2007 possono davvero aiutare Alberto Stasi? Il parere dell’esperto

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Nelle ultime settimane infatti l’attenzione della Procura di Pavia si è concentrata anche sul lavoro del Ris nei mesi successivi il delitto di Chiara Poggi. Quanto di quello emerso potrà veramente fare la differenza davanti al giudice in un processo di revisione per Alberto Stasi? Fanpage.it lo ha chiesto all’avvocato Daniele Bocciolioni del foro di Roma.

Test negativi sul DNA sui pedali della bici di Alberto Stasi mai inseriti nel fascicolo sul delitto di Garlasco. Il test di un DNA maschile sempre sui pedali del condannato del delitto di Garlasco. E ancora: test negativi di sangue mai citati ed eluiti dell'impronta 33 distrutti nel 2016 dopo un regolamento entrato in vigore pochi mesi prima. Nelle ultime settimane infatti l'attenzione della Procura di Pavia – che dall'inizio del 2025 indaga Andrea Sempio sul delitto di Garlasco chiudendo le indagini lo scorso 28 settembre – si è concentrata anche sul lavoro del Ris nei mesi successivi il delitto di Chiara Poggi. In più punti la Procura avrebbe dato ragioni ai consulenti di Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva sull'omicidio, e questo potrebbe servire alla sua difesa per richiedere un processo di revisione.

Ma di tutto quanto emerso finora sul lavoro del Ris, cosa farà veramente la differenza davanti a un giudice? Fanpage.it lo ha chiesto all'avvocato Daniele Bocciolioni del foro di Roma.

Avvocato Daniele Bocciolini
Avvocato Daniele Bocciolini

Avvocato, si è parlato molto dei test negati sul DNA sui pedali della bici di Stasi non considerati dal Ris e quindi dai pm durante l'indagine a Stasi. Resta comunque un pieno test positivo. Questi test negativi in un eventuale processo di revisione per Stasi potranno fare una differenza davanti al giudice?

Potrebbe trattarsi di circostanze rilevanti, soprattutto ai fini della difesa di Stasi. Quello che non dobbiamo dimenticarci è che quello di Stasi è stato un processo indiziario: pertanto, in assenza di prove dirette (ad esempio testimonianze), ogni elemento indiziario elencato nella sentenza di condanna ha contribuito a fondare la prova della colpevolezza.

È chiaro che se cade anche solo un elemento, questo inesorabilmente, a effetto domino, farebbe cadere anche gli altri. Perché il tutto è stato valutato non singolarmente ma nel complesso. Nello specifico, il fatto che non sono stati messi a disposizione delle parti e del PM i risultati successivi negativi del 20.9.2007 certamente potrebbe mettere in discussione il primo risultato positivo. Proprio la replica negativa mal si concilia con un primo dato positivo. E avrebbe fatto accendere un campanello.

Anche perché le successive decisioni: anche l’ordinanza con la quale è stato fermato, si fondavano su questo accertamento, ovvero la presenza di dna della vittima. Secondo la Procura di Pavia, questo avrebbe potuto scagionare Stasi, anche perché questo elemento è stato fondamentale anche per gli sviluppi successivi del processo fino alla sentenza di condanna, facendo giungere alla teoria del famoso “scambio dei pedali”.

Poi si è anche parlato di DNA maschile e eluiti della traccia 33 distrutti nel 2016, queste notizie hanno anche importanza giuridica? C'è chi ha azzardato a parlare di "depistaggio" e "complotto" nei confronti del Ris, ma quando è riconosciuto un reato simile?

Sono tante le circostanze anomale che meritano approfondimenti, a prescindere dall’integrazione o meno di fatti di reato e dalla loro eventuale prescrizione. Qualora questi elementi saranno accertati, tutto potrà essere posto a fondamento dell’ istanza di revisione.

Ricordo che la stessa si può presentare non solo dinanzi a prove nuove ma anche quando emergono falsità. Per quanto riguarda la prospettazione di eventuali reati, in assenza di un’indagine, sono generalmente molto cauto. E tendo a confidare nella buona fede e nel buon operato salvo mi si dimostri il contrario. Per questo motivo, con separato procedimento, ritengo opportuno che si faccia luce su quanto accaduto.

Il reato di frode in processo penale e depistaggio è un reato molto grave punito fino ad otto anni di reclusione prevede che a compierlo sia il pubblico ufficiale che volutamente è insidiosamente abbia voluto sviare le indagini. Si tratta di un reato molto difficile da dimostrare perché bisogna far emergere la finalità specifica . Non sono assolutamente sufficienti eventuali errori, omissioni o sviste. Serve ben altro.

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