“Garofano tornò dalle ferie e disse che avevo sbagliato tutto”: l’ex vice del Ris sull’omicidio di Chiara Poggi
"Calcoli che in quel periodo lì arrivavano da 60, 70, 80, anche 120 casi al giorno al Ris di Parma. Avevamo una mole di lavoro enorme". Nel suo incontro con i procuratori di Pavia dello scorso 25 settembre l'ex vice-comandante del Ris di Parma Marco Pizzamiglio ha raccontato l'estate del 2007. Lui infatti è tra gli ex carabinieri del Ris sentiti dalla Procura che indaga sul delitto di Garlasco e su Andrea Sempio. Ai magistrati ha spiegato quei giorni di lavoro e come avevano gestito le prime indagini sull'omicidio di Chiara Poggi. Non solo ha spiegato le difficoltà di quei giorni per una carenza di personale (il 13 agosto 2007 hanno dovuto gestire il lavoro nella villetta di Garlasco ma anche quello per un duplice omicidio a Treviso), ma Marco Pizzamiglio ha svelato anche i primi contatti con la Procura e con Luciano Garofano, ovvero all'allora comandante del Ris che però in quelle settimane si trovava in vacanza in Brasile.
Sarebbe infatti stato Pizzamiglio, in quanto vice di Garofano, a dare alla Procura i nomi dei colleghi che sarebbero diventati poi consulenti dei pm. Spiega che dopo alcuni giorni dall'omicidio di Chiara Poggi "una mattina alle 7 mi chiama a casa e mi chiede un consulente per biologia e un consulente per dattiloscopia. E io, visto che Garofano non era ancora tornato, io avevo provato a informarlo, ma m'aveva risposto che era in Brasile, richiamandomi aah, morale della favola, avevo suggerito alla Dottoressa i nomi del Maggiore Marino, allora Maggiore, e del Maggiore Mattei". Precisando che "io, dovendo fare tutto il resto, non riuscivo. Calcoli che in quel periodo lì…spannometricamente arrivavano da 60, 70, 80, anche 120 casi al giorno al Ris di Parma, soprattutto tra il martedì e il giovedì. Poi il lunedì e il venerdì invece i Comandi Provinciali erano un po' più stanchi e si limitavano, però avevamo una mole di lavoro enorme".
Poi però il comandante Garofano è tornato dalle vacanze e si sarebbe lamentato del lavoro svolto dai colleghi durante la sua assenza: "Solo che poi è rientrato Garofano, finalmente, dopo diverse settimane e, ovviamente, non andava bene niente di quello che avevamo fatto". A questo punto il pm di Pavia gli ha chiesto di spiegarsi meglio in merito: "In che termini non andava bene niente?". E Pizzamiglio ha risposto così: "No, non voleva che facessero le consulenze loro, voleva che le facessero d'ufficio, invece la Dottoressa era stata categorica, voleva la consulenza, voleva prendere… Non so che cosa è successo, so che… c'è stata, insomma… Mattei dopo questo caso ha chiesto il trasferimento, quindi...ha chiesto di andare via. Qualcosa è suc…". Insomma, Garofano non voleva che Marino e Mattei fossero diretti consulenti della Procura, avrebbe voluto che i magistrati di Vigevano procedessero d'ufficio. Anche perché questo voleva dire che Marino e Mattei avrebbero potuto informare solo e soltanto il pm e non i loro superiori. Pizzamiglio ha continuato a spiegare cosa è successo quando Garofano è tornato dal Brasile: "So che ha riorganizzato, aveva riorganizzato… Ma lui lo faceva sempre questo, ogni volta che tornava mi diceva… cioè doveva far vedere che era lui il comandante e quindi doveva far vedere che lui lo faceva meglio, eccetera eccetera. So che è venuto a fare un altro sopralluogo, ma non so se l'aveva concordato con la dottoressa… Ma lui faceva queste cose soprattutto per esposizione mediatica, insomma, questo aveva questo…".
Infine Pizzamiglio nei giorni successivi l'omicidio di Chiara Poggi il Ris di Parma è stato subito stoppato dalla pm di Vigevano che si occupava del caso: "Finiti i rilievi noi siamo stati stoppati, quindi, cioè, anche volendo… La dottoressa era molto carina, molto gentile, però… era dubbiosa, era il suo primo caso di omicidio, credo, e quindi voleva andarci coi piedi di piombo e…". Ora, 19 anni dopo, il lavoro del Ris di quei giorni e mesi è all'attenzione della Procura di Pavia ed eventuali errori e mancanze del 2007 potrebbe servire alla difesa di Alberto Stasi per chiedere un processo di revisione.