Le Iene assolte in Appello dall’accusa di aver diffamato Stefania Cappa nel 2022, ma ci sono altre cinque querele
Il programma tv "Le Iene" è stato assolto dall'accusa di diffamazione aggravata nei confronti di Stefania Cappa. La cugina di Chiara Poggi aveva presentato querela dopo il servizio "Speciale Le Iene, delitto di Garlasco, la verità di Alberto Stasi", trasmesso il 24 maggio 2022. Oggi 27 ottobre la Corte d'Appello di Milano, III Sezione Penale, ha assolto Riccardo Festinese (autore) e Alessandro De Giuseppe (inviato) de Le Iene, che in aula sono stati assistiti dagli avvocati Stefano Toniolo e Federico Giusti. La decisione di secondo grado ribalta quella di primo in cui il giudice aveva condannato i due giornalisti con multa di 500 euro ciascuno e al pagamento di una provvisionale di 10.000 euro in favore della parte civile.
Il servizio del 2022 si era concentrato sulle parole di uno dei super testimoni sul delitto di Garlasco, Marco Muschitta. Era stato lui a spiegare che la mattina dell'omicidio di Chiara Poggi aveva visto Stefania Cappa in bicicletta nei pressi della villetta di via Pascoli dove era avvenuto il delitto. Una dichiarazione che, anche per il giudice di primo grado, aveva ipotizzato un coinvolgimento di Stefania Cappa nell'omicidio di Chiara Poggi. Così, secondo l'accusa dei pm, condivisa dalla giudice Sara Faldini della III sezione penale del Tribunale di Milano il 29 aprile 2025, il servizio avrebbe "offeso la reputazione" di Stefania Cappa. Accusa che in secondo grado si è azzerata. Ora infatti è arrivata una sentenza di assoluzione.
In una nota de Le Iene si legge: "La Corte d'Appello ha invece ritenuta corretta la rappresentazione dell'accaduto che fecero Le Iene. Per noi questa vicenda riporta al centro una questione fondamentale: quale spazio può e deve avere il giornalismo d'inchiesta quando si confronta con una vicenda giudiziaria complessa e controversa come quella di Garlasco. Il nostro lavoro, da sempre, nasce dalla volontà di comprendere i fatti non dall'intenzione di diffamare qualcuno, né da quella di attribuire una responsabilità che spetta esclusivamente alla magistratura accertare. Indagare per noi significa anche mettere in discussione ricostruzioni che sembrano consolidate, assumendosi la responsabilità di raccontare quello che emerge, senza rinunciare al racconto per paura delle conseguenze. Questo non vuol dire che il giornalismo sia al di sopra delle regole, né che il diritto di cronaca possa giustificare qualsiasi affermazione. Vuol dire, però, che il dovere di rispettare le persone deve convivere con il diritto di approfondire i fatti e con la libertà di raccontarli. Per questo Le Iene, anche dopo la condanna, hanno continuato e continueranno a fare quello che ritengono il proprio lavoro: cercare risposte, senza dare nulla per scontato e senza avere paura di dire ciò che si scopre".
Questa querela si potrà quindi chiudere definitivamente con l'assoluzione ma resta ancora aperto il procedimento con la stessa accusa che vede coinvolto ancora l'inviato Alessandro De Giuseppe, insieme all'avvocato Antonio De Rensis e l'ex maresciallo Francesco Marchetto. Da fonti di Fanpage.it è emerso che nei confronti dell'inviato Alessandro De Giuseppe sono ancora in fase di indagini cinque querele presentate dagli avvocati di Stefania Cappa tra il 2025 e il 2026. Ovvero nel periodo in cui si erano già aperte le ultime indagini sul delitto di Garlasco da parte della Procura di Pavia su Andrea Sempio.