Garlasco, l’ex comandante Lago rompe il silenzio e difende i Ris: “I risultati negativi? Non li avrei comunicati”
Finora era rimasto in silenzio l’ex comandante Giampietro Lago, per anni a capo dei Ris e coinvolto anche nella prima inchiesta sul delitto di Garlasco. Da quando il 28 settembre scorso sono state chiuse per la seconda volta le indagini su Andrea Sempio – secondo la Procura di Pavia il vero assassino di Chiara Poggi – Lago non aveva più commentato il caso, anche alla luce del comunicato sulle ormai note corse “negative” che, secondo la difesa di Alberto Stasi, lo avrebbero scagionato già 19 anni fa. Su quei risultati negativi eseguiti dal Ris nel 2007 che “smontarono” la compatibilità del DNA di Chiara Poggi con il materiale genetico trovato sui pedali della bici di Alberto Stasi, ma che non vennero mai inseriti nel fascicolo sul caso, Lago però difende i suoi colleghi del Ris. E spiega che neppure lui avrebbe comunicato quei risultati. "Il fatto che quando si affronta un'analisi di un laboratorio di genetica forense si effettuino diversi tentativi analitici, ai miei occhi non è assolutamente sorprendente, è una cosa del tutto normale che accade in tutti i laboratori ed è sempre accaduta. Si cerca di tarare l'analisi per avere il miglior risultato possibile", ha spiegato Lago sottolineando come si procede in casi del genere.
L’ex comandante ha rilasciato due interviste in cui difende il lavoro fatto su Garlasco. "Fossi stato a capo del Ris non avrei comunicato gli esiti negativi. Gli errori possono capitare, ma conosco questi carabinieri: sono persone leali e intellettualmente oneste”. Ammette la possibilità di compiere errori, ma non vuole sentir parlare di malafede: “Ho comandato il RIS per 15 anni e so quanto sono corretti, leali, competenti. Poi gli errori possono accadere, tutti quelli che leggo non è mica detto che siano errori. Un conto sono gli errori, di cui peraltro ci si rende conto e di cui si pagano i prezzi, un conto poi sarebbe la malafede o cose infamanti come queste”.
Lago difende il lavoro dei suoi colleghi ma anche il suo: quando era a capo del Ris la difesa di Stasi gli chiese i dati grezzi, che lui non consegnò, e ora ammette che rifarebbe la stessa cosa perché applicò le norme in maniera rigorosa: “Mi sono assunto la responsabilità di questa scelta – ha dichiarato Lago -. Se qualcuno avesse ritenuto che io non sono stato conforme alle regole e non avessi rispettato criteri di correttezza, avrebbe avuto tutto il titolo di contestare, di impugnare questi atti, cosa che non mi risulta sia stata fatta”.
Nel corso dell’intervista a Quarto Grado il generale Lago ha spiegato perché adesso ha voluto rompere il silenzio: "Perché conosco quelle persone e anche bene. Sono stato al loro fianco per moltissimi anni. Ho comandato il Ris per 15 anni e so quanto sono corretti, leali, competenti".
Lago ha risposto a una domanda anche sulla possibilità di uno scambio tra le provette del cucchiaino e quelle dei pedali: "Un errore è possibile sempre, ma questo vale per chiunque in qualsiasi occasione. Una persona che afferma che non è possibile un errore dice qualcosa che non sta in terra. Un conto è possibile, un conto è probabile. Conoscendo le procedure che vengono applicate al Ris e lo scrupolo delle persone che ci lavorano, io lo escludo".
Lago, in una vecchia intervista a Fanpage.it registrata poco tempo dopo la riapertura delle indagini su Andrea Sempio, aveva fatto una previsione anche sul nuovo indagato per il delitto di Garlasco: secondo lui, è possibile che anche questa volta si arriverà a una archiviazione per il vecchio amico di Marco Poggi. Per Sempio probabilmente arriverà a giorni la richiesta di processo, per Stasi invece la sua difesa sta lavorando per la revisione: secondo l'avvocato De Rensis, arriverà a metà novembre.