Più ancora dei soliloqui che, come ha spiegato lo psichiatra Leonardo Mendolicchio a Fanpage.it, meritano di essere approfonditi ma anche contestualizzati, a far indignare sono i video girati da Andrea Sempio ai danni di alcune ragazze che chi li ha diffusi etichetta come sue "colleghe". Video in cui queste donne vengono riprese, di nascosto e senza consenso, dall’attuale indagato per l’omicidio di Chiara Poggi con evidenti allusioni sessuali. Un fatto indubbiamente esecrabile e che, se non sono decorsi i termini della prescrizione, potrebbe avere rilevanza penale, a prescindere dall’inchiesta su Garlasco.
Quei video, però, per quanto gravi, finora – a quanto risulta – erano sempre rimasti all’interno della sfera privata. Ora che sono stati diffusi espongono le vittime di quelle registrazioni, carpite di nascosto, a un ulteriore danno nei loro confronti. La loro immagine viene infatti esposta pubblicamente senza il loro consenso. Per questo sono vittime due volte: prima di chi le ha filmate senza consenso, poi di chi ha diffuso quei video.
Per quanto non siano visibili in volto, spiegando che si tratta di "colleghe di Sempio", queste donne diventano in qualche modo riconoscibili, se non altro nel loro contesto sociale, amicale, familiare e lavorativo. All'interno di questi contesti, infatti, è noto chi fosse collega di Sempio nel periodo a cui risalgono i video, chi di loro fosse addetta alle mansioni che si vedono compiere nei video. Una evidente violazione della loro dignità e un'oggettificazione del loro corpo viene quindi resa pubblica e amplificata, permettendo anche ad altri di accedere a quei contenuti rubati e lesivi della loro dignità.
E ancora una volta, dopo le intercettazioni in cui la mamma di Sempio impreca contro la famiglia Poggi, ci si domanda perché quei video siano all’interno del fascicolo. Sono elementi utili alle indagini sull'omicidio Poggi? In che modo la procura intende utilizzare quei video nell’accusa contro l’indagato, se non sono neanche citati all’interno della consulenza personologica su Sempio effettuata del Racis? E soprattutto, per fare informazione, era necessario diffonderli?
Se ormai sul caso Garlasco sembra (e non dovrebbe essere così) valere tutto pur di spulciare nella vita dei protagonisti, ci si deve almeno fermare davanti alla dignità di chi invece con questa vicenda non c’entra nulla.