I genitori di Chiara Poggi: “La procura di Pavia poteva smorzare certe insinuazioni su Chiara e Marco”
Dopo mesi e mesi da quando la procura della Repubblica di Pavia ha riaperto il caso di Garlasco, oggi i genitori di Chiara Poggi hanno deciso di rompere il loro silenzio. E hanno deciso di farlo in un'intervista alla trasmissione televisiva Verissimo di Silvia Toffanin, in onda su Canale5. Giuseppe Poggi premette subito: "Non intendo dire nulla su questa nuova indagine: non ci siamo intestarditi, come dice qualcuno, a noi la giustizia ha dato un colpevole e per noi è Stasi. Se poi la giustizia dovesse darci un nuovo colpevole, ne prendermo atto. Ma al momento è solo un'indagine".
A rincarare la dosa ci pensa mamma Rita che ricorda al pubblico come a giudicare Alberto Stasi "non ci siano stati soltanto 5 processi (due di assoluzione e tre di condanna, ndr), ma anche i successivi ricorsi che la difesa ha presentato al presidente della repubblica, alla Corte europea dei diritti dell'uomo". Per questo per loro il colpevole dell'omicidio della figlia, al momento, è quello sancito dalle condanne penali definitive.
I genitori di Chiara Poggi hanno però raccontato alla conduttrice le difficoltà che devono affrontare in questi giorni nel sentir parlare della figlia e di quello che le è accaduto in qualsiasi momento. "Quest'estate abbiamo respirato un po' – spiega Rita Poggi – perché c'è stato un momento di pausa. Negli ultimi giorni, invece, ho contato ben 7 trasmissioni televisive diverse che parlavano di Chiara in una sola giornata. Sembra che esista solo Garlasco come notizia".
Il papà di Chiara aggiunge: "Questa inchiesta è peggio della prima, all'epoca non si parlava sempre e solo della morte di nostra figlia in tv. E ci sono state troppe insinuazioni su nostra figlia e anche su nostro figlio Marco: un settimanale è arrivato a dire che era tornato a Garlasco dalle vacanze per uccidere la sorella. La procura di Pavia poteva poteva smorsare certe insinuazioni su Chiara e soprattutto su Marco".