Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

“Chiara Poggi poteva essere viva un’ora dopo l’aggressione”: l’ultima ipotesi della Procura

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I recentissimi accertamenti dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, consulente della Procura di Pavia, ha confermato che Chiara Poggi potrebbe essersi anche difesa in modo “attivo” durante l’omicidio. E la dottoressa ha rimarcato anche l’ipotesi di “una sopravvivenza approssimabile ai 60 minuti”.

Tra le ultimissime carte depositate dalla Procura di Pavia, che da un anno e mezzo indaga sul delitto di Garlasco e su Andrea Sempio, ci sono anche i recentissimi accertamenti dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo dopo quelli già eseguiti nei mesi precedenti. A differenza di quanto sostenuto dal medico legale che nel 2007 aveva eseguito l'autopsia sul corpo di Chiara Poggi, la dottoressa Cattaneo ha sostenuto che la vittima abbia provato a difendersi – in modo "passivo" o "attivo" – durante i primi secondi dell'aggressione e che dopo essere stata lasciata da sola dall'assassino può essere sopravvissuta per qualche minuto prima del decesso.

Ecco quello che si legge nelle ultimissime carte depositate in questo mese: "Quanto osservato propone la concreta probabilità che le lesioni non siano state prodotte immediatamente prima della morte, ma abbiano preceduto il decesso orientativamente fra 15 e 30 minuti, senza possibilità di escludere una sopravvivenza più lunga, in ragione della intensità ed estensione della colorazione, ma anche per l'iniziale palesarsi di colorazione per selectina E in tre sedi di lesione, pur in forma debole e discontinua, configurando pertanto l'ipotesi di una sopravvivenza approssimabile ai 60 minuti (limite inferiore di comparsa della molecola)". 

Per la dottoressa Cattaneo inoltre Chiara Poggi ha subito una sequenza traumatica "protrattasi per decine di minuti". Nel dettaglio le carte della Procura spiegano che la vittima è morta verosimilmente in una decina di minuti, che è l'intervallo di tempo tra le prime lesioni e il decesso. Ma l'anatomopatologa precisa anche "prudentemente non inferiore a circa 15-30 minuti e plausibilmente compreso fra 30 e 60 minuti, pur non essendo scientificamente definibile con maggiore precisione".

Ma dove è stata colpita la prima volta Chiara Poggi dal suo assassino? Le prime lesioni potrebbero essere "in sede frontale sinistra", che hanno fatto subito cadere a terra la ragazza. Aggiungendo allo stesso tempo che "la sopravvivenza alle lesioni cerebrali è presuntivamente stata molto breve, nell'ordine di minuti".

La consulente della Procura di Pavia ha inoltre sciolto un altro dubbio: Chiara Poggi si è difesa? A maggio scorso la consulenza della difesa di Andrea Sempio, attuale indagato per l'omicidio, aveva rimarcato quanto sostenuto già dal medico legale Ballardini, ovvero che la vittima non ha fatto in tempo a difendersi. La dottoressa Cattaneo invece dice tutto il contrario: dopo aver fatto ulteriori analisi è emersa "l'ipotesi che almeno parte delle lesioni "post craniali" sia stata prodotta nel corso di azioni di difesa, passiva mediante interposizione o protezione del corpo e/o attiva, piuttosto che ricondotta a fenomeni aspecifici di caduta o urto contro superfici dell'abitazione". Per la Procura di Pavia dunque la vittima avrebbe provato a fuggire o a difendersi da una primissima fase di aggressione.

Nelle conclusioni delle analisi della dottoressa Cattaneo, si legge che "la vittima avrebbe posto in essere atti di difesa quantomeno passiva, mediante interposizione e protezione del corpo, senza potersi escludere anche una componente di difesa attiva". In queste ultime analisi dunque non viene escluso che Chiara Poggi abbia provato in modo più incisivo a sottrarsi al suo assassino prima di essere stata colpita in testa molto probabilmente da un martello, che sarebbe l'arma del delitto mai trovata.

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