Garlasco, la Procura chiede il processo per Andrea Sempio: cosa succederà nei prossimi giorni
La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio, accusato di aver ucciso Chiara Poggi la mattina del 13 agosto 2007. Ora spetterà al giudice per l'udienza preliminare decidere come procedere: se confermasse il processo per Sempio a breve verrà fissata la data dell'udienza preliminare.
Le indagini si erano chiuse una prima volta 7 maggio, ovvero il giorno dopo aver convocato in Procura l'indagato che però si era avvalso della facoltà di non rispondere alle domande dei pm. Per la difesa, rappresentata dai legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti, un possibile interrogatorio potrà avvenire solo in aula di Tribunale davanti a un giudice, quindi davanti a un super partes. Una volta chiuse le indagini però è stato il tempo di nuovi accertamenti, di consulenze e contro-consulenze: i tecnici e i legali di Sempio hanno depositato quattro relazioni e successivamente la stessa cosa ha fatto la Procura. Quindi una seconda chiusura indagine era arrivata lo scorso 28 settembre. Anche in questo caso, nei successivi 20 giorni, la difesa aveva depositato altre consulenze.
Fin da quando però si erano aperte le indagini all'inizio del 2025 la sensazione è sempre stata quella che si sarebbe arrivato a un processo e non all'archiviazione come nel 2016 e nel 2020. La Procura di Pavia non ha mai nascosto le sue intenzioni e la difesa di Sempio lo sapeva. Ma perché i magistrati di Pavia lo ritengono l'assassino di Chiara Poggi?
Secondo quanto sostiene la Procura di Pavia, Andrea Sempio avrebbe ucciso la ragazza "per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". L'indagato si sarebbe invaghito di Chiara Poggi dopo aver visto un suo video intimo con Stasi e la mattina dell'omicidio sarebbe andato a casa sua e, dopo il rifiuto sessuale, l'avrebbe uccisa. La tesi della Procura sarebbe supportata dal fatto che, i giorni prima dell'omicidio, Sempio ha fatto tre chiamate verso il telefono fisso della villetta di Garlasco non per chiedere notizie sul suo amico Marco – nonché fratello della vittima – ma per cercare Chiara.
Inoltre, in una intercettazione ambientale in auto degli ultimi mesi, si sentirebbe Andrea Sempio parlare da solo e dire: "Lei ha detto.. ‘non ci voglio parlare con te' (imitando una voce femminile)". E ancora: "Era tipo, io gli ho detto ‘riusciamo a vederci?". E poi: "Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la dura (ride, ndr) ma io non l'ho mai vista in questo modo, l'interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice: ‘Non l'ho più trovato' il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video'. E ancora: ‘Anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… perché Chiara non… con quel video e io ce l'ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un cazzo'".
La difesa di Andrea Sempio ha sempre ribadito che aveva pronunciando quelle frasi in auto perché stava commentando quanto era stato detto durante la puntata di un podcast su Garlasco. Così come quelle tre chiamate a casa Poggi di pochi secondi erano state fatte per chiedere se Marco Poggi fosse già partito per la montagna e quando sarebbe tornato dal momento che a fine agosto il gruppo di amici sarebbe partito per una vacanza a Punta Ala in Toscana. Ora tutto, ma proprio tutto, dovrà essere accertato in un'aula di Tribunale.
Eppure un condannato per l'omicidio in via definitiva c'è già: è Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi. Con l'inizio del processo per Andrea Sempio si potranno anche accelerare i tempi per chiedere la revisione del processo: a presentare la richiesta potranno essere o i legali di Stasi o la Procura generale di Milano con Francesca Nanni che nei mesi scorsi aveva già avuto un incontro con gli inquirenti di queste ultime indagini. A breve quindi potrebbe avviarsi un altro processo: in questo caso in aula però non basterà ribadire quanto emerso nelle ultimi accertamenti, ma bisognerà smontare le prove con cui è stato condannato Alberto Stasi.