Appartiene a Simonetta Gaggioli il cadavere rinvenuto sabato dentro un sacco a pelo in uno scannafosso lungo la vecchia Aurelia a Riotorto, nel comune di Piombino (Livorno). La donna, di settantadue anni, risultava scomparsa da circa una settimana. A quanto ricostruito, dopo una vita trascorsa nella vicina Follonica (Grosseto) da alcuni mesi Simonetta Gaggioli, ex funzionaria della Regione Toscana ed ex politica, si era trasferita a Riotorto (Livorno) per stare più vicino ai tre nipotini. Viveva insieme al figlio, la nuora e i bambini. L'identificazione, per la quale si attende comunque la prova definitiva del Dna, è avvenuta grazie ad alcuni parenti attraverso il riconoscimento di alcuni oggetti, tra cui sembra un orologio, che la donna aveva con sé. A denunciare la scomparsa dell’anziana era stato il figlio di quarantasette anni, che è stato ascoltato come persona informata dei fatti. La sua auto è stata sequestrata per accertamenti.

L'autopsia accerterà la causa della morte – Il corpo della settantaduenne è stato portato all'istituto di medicina legale di Pisa, dove tra domani e mercoledì verrà eseguita l'autopsia che stabilirà la causa del decesso. Sul corpo della Gaggioli dopo un primo esame, a quanto si apprende, non sarebbero state trovate tracce di violenza. A dare l’allarme, dopo il ritrovamento del cadavere in avanzato stato di decomposizione, sono stati alcuni automobilisti che hanno notato quell’involucro tra la vegetazione e hanno chiamato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari della compagnia di Venturina, seguiti dai carabinieri del comando provinciale di Livorno che hanno effettuato i primi rilievi. Nell’area del ritrovamento non sarebbero stati trovati segni di colluttazione né armi. Sul caso la procura di Livorno aprirà un fascicolo contro ignoti: l’ipotesi di reato a cui si lavora per il momento è quella di occultamento di cadavere.