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Nicola Scarascia, prima soffocato e poi gettato in un canale a Scanzano Jonico: ci sono due sospettati

Si concentra su due sospettati l’inchiesta sulla morte di Nicola Scarascia, il 52enne trovato senza vita nel canale Fosso Valle a Scanzano Jonico. Gli investigatori ipotizzano che l’uomo sia stato ucciso altrove e poi trasportato nella zona per occultarne il corpo.
A cura di Biagio Chiariello
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Ci sono almeno due figure finite al centro degli approfondimenti investigativi sulla morte di Nicola Scarascia, il 52enne trovato senza vita nel canale Fosso Valle, a Scanzano Jonico, dopo quattro giorni di ricerche. È attorno a loro che, nelle ultime ore, si starebbe stringendo il lavoro dei carabinieri della compagnia di Policoro e della Procura di Matera, convinti sempre di più di trovarsi davanti a un omicidio maturato in un contesto che è ancora tutto da chiarire.

A rendere il quadro più oscuro non sono soltanto gli esiti dell’autopsia, che avrebbero confermato una morte per asfissia compatibile con strangolamento o soffocamento, ma soprattutto le modalità con cui il corpo sarebbe stato abbandonato. Il cadavere di Scarascia è stato trovato in una zona nascosta dalla vegetazione, alle spalle della linea ferroviaria jonica, in un punto difficile da raggiungere persino a piedi. Un dettaglio che per gli investigatori pesa molto: l’ipotesi è che il 52enne sia stato ucciso altrove e poi trasportato o trascinato fino al canale Fosso Valle nel tentativo di occultarne il corpo.

Ed è proprio questo elemento a rafforzare il sospetto che ad agire non possa essere stata una persona da sola. Al momento non risultano iscrizioni ufficiali nel registro degli indagati, ma uno degli uomini attenzionati dagli investigatori sarebbe già stato ascoltato dalla pm Annunziata Cazzetta, che coordina l’inchiesta. Un altro nome, secondo quanto trapela, sarebbe finito nelle stesse ore sotto la lente dei carabinieri.

La sera dell’8 maggio, poche ore prima della scomparsa, Scarascia era stato visto nel quartiere Santa Sofia, a poca distanza dalla sua abitazione. Aveva appena effettuato un prelievo di denaro al bancomat e la sua Volvo con targa tedesca era rimasta parcheggiata sotto casa. Da quel momento se ne sono perse le sue tracce. I cani molecolari, impiegati durante le ricerche, si erano fermati proprio a pochi metri dall’auto, circostanza che alimenta l’ipotesi secondo cui il 52enne possa essere salito proprio lì, volontariamente, a bordo di un altro mezzo, probabilmente con qualcuno che conosceva.

Secondo la ricostruzione investigativa più accreditata, Scarascia sarebbe stato ucciso nel giro di poco tempo, forse già nella stessa serata della scomparsa. Sul corpo sarebbero stati riscontrati segni sul collo e lesioni ai polsi che farebbero pensare a una possibile immobilizzazione prima della morte. Gli esami avrebbero invece escluso ferite da arma da fuoco o da taglio.

Il nodo centrale resta comunque il movente. Gli inquirenti stanno cercando di capire a chi fosse destinata la somma di denaro prelevata dall'uomo poco prima di sparire e se quel denaro possa avere un collegamento diretto con quanto accaduto nelle ore successive. Per questo vengono analizzati tabulati telefonici, immagini di videosorveglianza e testimonianze di amici e conoscenti.

Nicola Scarascia viveva da tempo in Germania con la moglie e i figli, ma era rientrato da alcune settimane nel Materano per aiutare una parente impegnata nella ristrutturazione di una casa di famiglia. Chi lo conosceva lo descrive come una persona tranquilla, lontana da ambienti criminali o frequentazioni pericolose. Proprio questo aspetto rende ancora più difficile, per chi indaga, individuare un movente chiaro dietro un delitto che appare sempre più premeditato.

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