27 Ottobre 2017
11:49

Monopoli, uccide anziano gettandolo in mare: “Niente pena al 17enne se studierà per 3 anni”

Il giovane che lo scorso maggio ha ucciso un anziano, spingendolo per scherzo dalla scogliere a nord di Monopoli, è stato “messo in prova”: se si comporterà bene e presterà servizio come volontario, fra tre anni il reato sarà estinto. In caso contrario scatterà la detenzione. Il presidente del Tribunale per i minorenni, Riccardo Greco, spiega: “Vogliamo restituirlo alla collettività”.
A cura di Biagio Chiariello

Tutti hanno diritto ad una seconda chance. A maggior ragione se chi ha commesso l’errore è ancora giovane. È su queste basi che il tribunale dei minori di Bari ha concesso la “messa alla prova” al 17enne, accusato di omicidio volontario, che, insieme ad un 15enne (che risponde di omicidio in concorso), avrebbe ucciso il 77enne Giuseppe Dibello, spingendolo da una scogliera a nord di Monopoli (Bari) insieme con l’amico 75enne Gesumino Aversa, sopravvissuto alla caduta in mare. Se per tre anni il ragazzo, che nel frattempo è stato affidato a una comunità protetta di Caserta, dimostrerà di andare regolarmente a scuola e di avere buoni voti, di fare sport e fare volontariato vedrà estinta al 100% la sua colpa. In caso contrario, per il l’imputato (che al termine del periodo di prova avrà 20 anni) scatterà la detenzione.

“Penso che sia stata fatta una scommessa. Per il bene della collettività” ha spiegato Riccardo Greco, presidente del Tribunale per i minorenni di Bari. “Siamo in presenza di una sospensione dell’iter processuale. Durante questi tre anni il ragazzo frequenterà corsi di legalità, farà volontariato, è chiamato a fare una revisione critica della sua vita, potrà comprendere il dolore e il disagio che le sue azioni hanno provocato. Sono previsti anche incontri con i parenti della vittima, sempre che accettino” spiega Greco al Corriere della Sera. Il magistrato evidenzia come la messa in prova non vada vista come un beneficio di legge anticipato o come un criterio premiale: “Il ragazzo sarà lontano dalla famiglia e dal suo contesto abituale, dovrà seguire regole stringenti che evidentemente non ha mai osservato”.

Stando alle indagini dei Carabinieri, coordinate dal pm Carla Spagnuolo, il 17enne, che era sulla scogliera in compagnia del 15enne, avrebbe sorpreso alle spalle i due anziani spingendoli in acqua per fare loro uno scherzo. Nella caduta Dibello ha urtato sulle rocce, ha perso i sensi e poi è morto annegato, mentre il suo amico è riuscito a salvarsi. La ‘pena’ per il giovane, a prima vista appare lieve se confrontata alla gravità del fatto commesso. “Ma il ragazzo si è reso perfettamente conto della gravità di quanto accaduto e ha già avviato il suo percorso di recupero” spiega Giuseppe Sardano, l’avvocato del giovane. Che aggiunge: “Il giudice al momento di concedere la messa alla prova è stato chiaro per il mio assistito non si tratterà di una passeggiata ma di un percorso in salita. Dovrà impegnarsi, darci dentro e avrà tutte le giornate piene per dimostrare di essere ritornato sulla retta via”.

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