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18 Luglio 2022
17:10

L’ONU spiega perché l’umanità va verso un “suicidio collettivo”

António Guterres, segretario generale dell’ONU: “Metà dell’umanità si trova nella zona di pericolo a causa di inondazioni, siccità, tempeste estreme e incendi. Nessuna nazione è al sicuro. Eppure continuiamo ad alimentare la nostra dipendenza dai combustibili fossili”.
A cura di Davide Falcioni
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L'umanità è di fronte a un bivio: mettere in atto azioni collettive contro il cambiamento climatico o rassegnarsi a un "suicidio collettivo". Sono state queste – testualmente – le parole pronunciate oggi da António Guterres, segretario generale dell'ONU, parlando ai ministri di 40 Paesi riuniti per discutere della crisi climatica e delle conseguenze su miliardi di persone.

"Metà dell'umanità si trova nella zona di pericolo a causa di inondazioni, siccità, tempeste estreme e incendi. Nessuna nazione è al sicuro. Eppure continuiamo ad alimentare la nostra dipendenza dai combustibili fossili", ha denunciato il numero uno delle Nazioni Unite, aggiungendo che siamo ormai di fronte a una scelta decisiva: "Azione collettiva o suicidio collettivo. È tutto nelle nostre mani".

Le parole di Guterres arrivano mentre tutto il mondo è alle prese con eventi estremi: spaventosi incendi sono divampati in Europa e Nord America, il caldo sta polverizzando ogni record da mesi a questa parte, la siccità mette a rischio i raccolti e persino nel Regno Unito si supereranno presto i 40 gradi. Eppure le risposte alla crisi climatica continuano ad essere troppo lente e – complice la crisi in Ucraina – è ripresa la corsa sfrenata a gas e petrolio, principali responsabili delle emissioni di CO2 in atmosfera.

Riuniti a Berlino, i ministri di 40 Paesi stanno in questi giorni partecipando al Petersberg Climate Dialogue e discutendo degli eventi meteo estremi, dell'aumento dei prezzi dei combustibili fossili e dell'impatto della crisi climatica. L'incontro, convocato ogni anno da 13 anni dal governo tedesco, segna una delle ultime opportunità per concludere un accordo tra i paesi chiave prima del vertice delle Nazioni Unite sul clima Cop27 che si terrà in Egitto il prossimo novembre.

La conferenza berlinese ha tuttavia messo ancora una volta in luce le immense difficoltà che i governi hanno nell'affrontare con determinazione la crisi climatica. Eppure appena due mesi fa – in occasione della presentazione dell'ultimo rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) sullo stato del clima – Guterres aveva affermato: "È una triste litania dell’incapacità dell’umanità di affrontare il cambiamento climatico". "L’innalzamento del livello del mare, il calore degli oceani, le concentrazioni di gas serra e l’acidificazione degli oceani hanno stabilito nuovi record allarmanti nel 2021".

"I combustibili fossili – aveva detto il segretario generale dell'ONU – sono un vicolo cieco, dal punto di vista ambientale ed economico. La guerra in Ucraina e i suoi effetti immediati sui prezzi dell’energia sono l’ennesimo campanello d’allarme". "L’unico futuro sostenibile è quello rinnovabile". Occorre "porre fine all’inquinamento ed accelerare la transizione verso l’energia rinnovabile, prima di incenerire la nostra unica casa". Le tecnologie di energia rinnovabili come “l’eolico e il solare sono prontamente disponibili e, nella maggior parte dei casi, sono più economiche del carbone e di altri combustibili fossili”.

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