Stando a quanto emerge dall'ultima fotografia delle abitudini alimentari degli italiani scopriamo che negli ultimi tempi qualcuno si è “pentito” delle scelte fatte in passato e ha deciso di tornare a un regime nutrizionale più semplice. Sono i vegani, per la prima volta in netto calo con un crollo allo 0,9 percento (lo scorso anno erano aumentati dall’1 percento al 3 percento). A dirlo è il rapporto Eurispes 2018 che invece vede i vegetariani in netto aumento che dal 4,6 percento salgono al 6,2 percento. In ogni caso negli ultimi 5 anni il totale di chi ha optato per un regime alimentare vegetariano e vegano si è mantenuto abbastanza costante con valori compresi fra il 7 e l’8 percento. Probabilmente chi torna a un regime alimentare più “semplice” lo fa anche perché non è sempre semplice trovare alimenti total veg – senza cioè ingredienti di origine animale – sopratutto per gli spuntini veloci in giro. A ciò vanno probabilmente anche aggiunte le considerazioni degli altri: per quasi un italiano su tre, infatti, la dieta vegana è “estrema e radicale” mentre poco meno di un italiano su cinque ritiene questo stile di vita accompagnato da “fanatismo e intolleranza”.

Il rapporto Eurispes indica anche le motivazioni alla base di chi sceglie di diventare vegano o vegetariano: la maggior parte delle persone diventano vegane perché convinte degli effetti positivi di queste diete sulla salute della persona (38,5 percento), circa un vegetariano/vegano su cinque (20,5 percento) ha invece cambiato alimentazione per rispetto nei confronti degli animali, mentre il 14,1 percento ha abbracciato questi regimi alimentari come filosofia di vita e la stessa percentuale per mangiare meno e meglio. Una piccola percentuale – solo il 3,8 percento dei vegani/vegetariani – ha scelto questo regime alimentare dopo aver valutato l’impatto positivo che queste diete possono avere sull'ambiente. Pochi anche quelli spinti dalla sola curiosità (3,8 percento).