Crans Montana, Svizzera insiste: “Gli italiani devono pagare le cure ricevute, noi paghiamo per gli svizzeri”

Nonostante le proteste dell'Italia dopo l'arrivo delle fatture per le cure mediche dei ragazzi rimasti feriti nel rogo de Le Costellation a Crans-Montana la notte di Capodanno, Berna sembra essere irremovibile. Per gli svizzeri si tratta di una richiesta legittima. "Come noi chiediamo a voi di pagare, anche voi potrete chiedere di corrispondervi quanto dovuto per le cure", sottolinea la Svizzera in un discorso quasi testuale per liquidare la richiesta avanzata dopo le cure mediche delle vittime dell'incendio di Crans, con i suoi 41 morti e 115 feriti.
Per l'ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, l'approccio svizzero alla vicenda è "burocratico e non etico". In questo modo, un accordo tra Italia e Svizzera non sembra proprio profilarsi all'orizzonte. La richiesta all'Italia di pagare le spese per il ricovero (una manciata di ore) per i ragazzi rimasti ustionati nell'incendio del Constellation non viene solo dal Cantone Vallese. Quasi 108 mila euro che vorrà incassare anche l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas) per i 4 ricoveri dei quali si ha conoscenza finora.
"Queste fatture sono uno scandalo, una follia. Il nostro dolore non può essere contabilizzato. Quello che sta facendo il mio Paese è una vergogna", ha sottolineato Michel Pidoux, papà del 17enne Trystan, morto nel rogo. "Per i nostri figli scomparsi è stato riconosciuto un risarcimento minimo, appena 10mila franchi. Ora la Svizzera ha il coraggio di chiedere cifre simili per poche ore di cure in territorio elvetico".
La Svizzera intende inoltre far arrivare nuove fatture per tutti i ragazzi ricoverati dopo il disastro di Capodanno. Il meccanismo, secondo Berna, è previsto dagli accordi europei sulla libera circolazione che funziona indipendentemente dalle indagini in corso. Le spese sanitarie seguono un binario amministrativo autonomo separato da quello giudiziario.
Le famiglie delle vittime hanno ricevuto finora 10mila franchi dal Canton Vallese, con un contributo aggiuntivo di 50mila annunciato ma non ancora erogato. I primi versamenti dovrebbero arrivare entro metà maggio. L'ambasciatore a Berna, Gian Lorenzo Gornado, si è detto indignato dalla decisione della Svizzera. "Non pagheremo né ora né mai queste fatture. Se arriveranno al ministero della Salute, le rimanderemo al mittente. Abbiamo aiutato il Canton Vallese trasportando e curando per mesi pazienti svizzeri al Niguarda senza chiedere nulla in cambio. Pretendiamo reciprocità".