Infarto durante il volo, donna salvata sull’aereo da altri tre passeggeri

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A bordo del velivolo, partito da Londra e diretto a Pisa, non vi erano medici ma fortunatamente tre infermieri toscani che hanno immediatamente capito cosa stesse accadendo e hanno soccorso la donna, invitando poi il comandante dell’aereo ad un atterraggio di emergenza poi avvenuto in Belgio dove infine la paziente è stata portata in ospedale.

Ognuno di noi si dice abbia almeno un angelo custode, ma una passeggera di un volo di linea che sorvolava la Manica verso il Continente proveniente dall'Inghilterra ne ha trovato ben tre sul suo cammino. Si tratta di altre tre passeggere dello stesso volo diretto a Pisa: tre infermieri che l'hanno immediatamente soccorsa e le hanno salvato la vita dopo un improvviso infarto nel bel mezzo del tragitto. Come racconta La Nazione, è quanto accaduto sabato scorso su un volo Londra-Pisa, costretto ad un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Charleroi, in Belgio. La donna aveva accusato un improvviso malore con nausea, vomito, sudorazione algida e tachicardia. Gli infermieri sono subito intervenuti in suo soccorso praticando le rime manovre proseguite poi in aeroporto dai colleghi fiamminghi.

I tre infermieri, Marco (Opi Firenze-Pistoia), Lorisa (Opi Firenze-Pistoia) e Andrea Rachele (Opi Massa Carrara), hanno gestito l’emergenza durante tutte le fasi fino cercando di ridurre i danni e tenendo la paziente continuamente sotto controllo fino all'atterraggio dove un medico di emergenza ha diagnosticato la prefase di un arresto cardiaco che si sarebbe sicuramente manifestato prima dell’arrivo all’aeroporto di destinazione, a circa 1 ora di volo. Il loro intervento è stato elogiato da tanti utenti dei social tanto da provocare persino imbarazzo in una delle protagoniste, Andrea Rachele Gramegna. "Sono un po' imbarazzata. Non credevo che questo gesto suscitasse tanto clamore. Per me è stato normale comportarmi in quel modo. Ho scelto di essere una infermiera" ha raccontato infatti la donna a La Nazione, concludendo: "Non c’erano medici e così mi è sembrato normale andare in suo soccorso, con me c’erano due colleghi, non ci conoscevamo. Insieme abbiamo fatto quello che avremmo fatto in qualsiasi altra circostanza. soccorrere una persona che stava male. Per me come per loro è una cosa normale".

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