Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, il nodo delle scarpe di Stasi e la verità sul presunto Dna di Chiara Poggi: “C’è un profilo misto”

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Stando a fonti di Fanpage.it la difesa di Alberto Stasi non punterebbe sull’ipotesi della presenza del DNA di Chiara Poggi sotto le scarpe del condannato. Ecco però perché si parla di anomalie sulle analisi fatte dal Ris sulle Lacoste di Stasi.

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio da parte della Procura di Pavia, si aspetta la richiesta di revisione del processo che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. Entrambi sono accusati di aver ucciso Chiara Poggi. La difesa del condannato è al lavoro per mettere insieme tutte le anomalie riscontrate durante le indagini successive al delitto. Tra queste ci sarebbe anche quella legata ai dati grezzi ottenuti dalle analisi sulle scarpe Lacoste di Alberto Stasi, ovvero quelle scarpe con cui lui stesso dice di essere entrato in casa della fidanzata e di averne trovato il cadavere. I giudici che lo hanno condannato non credono alla versione di Alberto Stasi perché, secondo anche periti super partes, non sarebbe potuto entrare nella villetta di Garlasco e uscire senza avere sulle scarpe tracce di sangue o di DNA di Chiara Poggi dal momento che sulla scena del crimine c'era sangue ovunque. Per i giudici quindi Alberto Stasi ha ucciso la fidanzata indossando altre scarpe che avrebbe buttato prima di chiamare il 112.

Ma cosa svelerebbero questi dati grezzi sulle scarpe Lacoste di Stasi? Nella puntata di ieri 6 novembre di "Quarto Grado" si è fatto riferimento al DNA di Chiara Poggi sulle scarpe del condannato supportando così la versione di Stasi. Nel programma tv è stato poi detto che la difesa ci sta lavorando, citando anche il consulente Pasquale Linarello. Fonti di Fanpage.it hanno spiegato che la difesa di Stasi non sta puntando su questo per chiedere la revisione del processo.

Nel dettaglio, sulle scarpe Lacoste di Alberto Stasi è stato trovato solo il suo DNA ma anche quello di un profilo misto. In questo profilo misto ci sarebbero solo tre alleli che potrebbero combaciare con il DNA di Chiara Poggi, ma anche eventualmente con altri profili. Ma è anche vero che, spiegano a Fanpage.it, in questo profilo misto ci sono altri alleli che escludono quello della vittima. In qualsiasi caso tre alleli sono troppo pochi per definire un materiale genetico. Ecco quindi perché la difesa di Alberto Stasi non sta puntando su questo profilo misto, ma potrebbe ritenerlo un'anomalia: i loro consulenti di allora non potevano sapere dell'esistenza di quel profilo misto perché solo ora la difesa avrebbe potuto vedere i dati grezzi.

Secondo fonti di Fanpage.it, l'anomalia per la difesa Stasi, quindi, non sarebbe tanto la presenza di questi tre alleli che potrebbero combaciare con il DNA di Chiara Poggi sotto le scarpe di Alberto Stasi, quanto che il RIS a suo tempo aveva fatto riferimento solo al profilo del fidanzato della vittima e non a un altro profilo misto. Cosa bisognava fare quindi? Bisognava sottoporre quel profilo misto a un software che poteva dare più precisazioni sulla presenza o meno del materiale genetico di Chiara Poggi? Questo perché se fosse stata accertata la presenza del DNA di Chiara Poggi sulle scarpe Lacoste i magistrati avrebbero potuto credere alla versione di Stasi dando meno peso all'ipotesi che il condannato avesse buttato le scarpe con cui era entrato nella villetta di Garlasco per uccidere Chiara Poggi?

Ci sono ora i carabinieri di Milano, che dall'inizio del 2025 indagato su Andrea Sempio e sul delitto di Garlasco, a credere alla versione di Stasi. In queste pagine i militari smontano l'ipotesi dei giudici che lo hanno condannato: questi ultimi in sentenza avevano sostenuto l'impossibilità a entrare nella villetta e uscirne con le scarpe completamente immacolate dal sangue e dal DNA della vittima. I carabinieri hanno riportato l'esempio di un altro omicidio avvenuto a luglio 2020 in cui l'assassino, di cui in questo caso non ci sarebbero dubbi sul nome, ha ucciso "con 147 coltellate la sua vittima e pur essendosi sporcato copiosamente le scarpe di sangue dopo aver percorso pochi metri quantificabili in poco più di un minuto di passeggiata, non lasciò tracce di sangue sulla pedaliera della macchina", si legge nell'informativa dei carabinieri. Per i militari quindi è possibile calpestare sangue, fare qualche passo a piedi e non avere più nessuna traccia di DNA della vittima sulle suola. Ora però non resta che attendere per capire su cosa si baserà la richiesta di revisione della difesa di Alberto Stasi.

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