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Farina di ceci richiamata per presenza di insetticida vietato Clorpirifos: l’avviso del Ministero della salute

Il richiamo della farina di ceci per la presenza dell’insetticida Clorpirifos il cui uso da anni ormai è vietato in Unione Europea perché la sostanza può avere un effetto mutageno e cancerogeno.
A cura di Antonio Palma
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Il Ministero della salute ha annunciato l’immediato richiamo dal commercio di un lotto di farina di ceci per un possibile rischio microbiologico per i consumatori a causa della presenza di pesticidi nel prodotto vietati in Ue. Oggetto del richiamo è la Farina di ceci “Schani Gram Flour”, un prodotto confezionato dalla società Global Foods Trading GmbH nel proprio stabilimento di produzione di Biebesheim am Rhein, in Germania, e importato in Italia dalla dotta “Savi Asian food wholesale srl”.

La farina oggetto del ritiro dai negozi è venduta in confezioni da uno o due chilogrammi. Il richiama riguarda il lotto KIE028 con termine minimo di conservazione fissato ad aprile 2027. Il provvedimento di richiamo è scattato già il 28 aprile scorso ma il Ministero lo ha diffuso soltanto nel tardo pomeriggio di ieri, 12 maggio, sul proprio portale dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari da parte dei produttori.

Come spiega l’avviso, il richiamo dal commercio è scattato per la presenza nella farina di ceci dell’insetticida Clorpirifos il cui uso da anni ormai è vietato in Unione Europea perché la sostanza può avere un effetto mutageno e cancerogeno. Per questo, l’avvertimento per chi avesse già acquistato il prodotto con lotto e scadenza sopra indicati è di non consumarlo e di riportarlo al punto vendita.

Il periodo di approvazione del Clorpirifos in Ue è terminano nel gennaio del 2020 dopo che la valutazione degli esperti dell’Efsa, l’autorità europea per la sicura alimentare, ha individuato effetti sulla salute umana. In particolare le analisi “hanno messo in luce preoccupazioni su possibili effetti genotossici e neurologici durante lo sviluppo suffragate da dati epidemiologici che indicano effetti nei bambini” spiega l’Efsa. Per questo l’uso è vietato nell'Unione Europea mentre il regolamento comunitario ha abbassato i Limiti Massimi di Residui negli alimenti allo 0,01 mg/kg rendendolo di fatto nullo.

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