Esercitazione NATO, la Marina Militare si prepara agli attacchi aerei: “Pronti a difendere i nostri mari”

Sotto il comando della NATO, nell’ambito dell’esercitazione Neptune Strike, la flotta italiana ha partecipato alla simulazione di un attacco navale aereo, insieme alla Francia e alla Spagna, a largo delle coste pugliesi.
A cura di Peppe Pace
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Un Dassault Rafale e un AV-8B sfrecciano a pochi metri dall'Andrea Doria - foto di Peppe Pace
Un Dassault Rafale e un AV-8B sfrecciano a pochi metri dall'Andrea Doria – foto di Peppe Pace

Si è conclusa l'esercitazione della NATO nel Mediterraneo ribattezzata Neptune Strike 2024, navale e anfibia, che ha coinvolto oltre 4600 uomini e navi e mezzi da oltre 15 alleati e si è estesa fino alle coste del Baltico, da Istanbul a Helsinki. Fanpage.it ha potuto documentare una parte delle operazioni e ascoltare le testimonianze dei protagonisti.

Dalla stazione MARISTAER Grottaglie, acronimo di Stazione Aeromobili della Marina, siamo sbarcati in elicottero – lo scorso 6 maggio – a bordo della prima portaerei italiana in servizio attivo: la storica Garibaldi, ex ammiraglia della Marina Militare che sarà posta in disarmo alla fine del 2024. Dalla Garibaldi abbiamo assistito alla simulazione di un attacco aereo ai danni del cacciatorpediniere Andrea Doria, compiuto da Harrier italiani e francesi, compresi gli F35, partiti dalla base di Amendola.

"Condurremo un'attività di attacco navale che si trova al largo della costa per esercitazione – ha spiegato il tenente di vascello Davide Miniscalco, giovane pilota italiano di AV-8B Plus, storico Harrier della Marina Militare italiana. "L'allarme di minaccia aereo è rosso", la voce dello speaker si diffonde in tutta la nave attraverso gli altoparlanti collegati in filodiffusione e a pochi metri dal mascone sinistro sfrecciano gli aerei "nemici", nove velivoli, italiani e francesi, tra Dassault Rafale, AV-8B Plus e F35.

"Sono attività che sono state pianificate da diversi mesi – ha precisato l'ammiraglio Giacinto Sciandra, comandante della Seconda Divisione e del Carrier Strike Group italiano – e sono importanti perché ci permettono di incrementare il nostro livello di capacità e di interoperabilità con i Carrier Strike Group (le flotte che accompagnano le portaerei ndr.) di altri Paesi. Per l'occasione, la Marina Militare ha lavorato con il Carrier Strike Group francese e con quello spagnolo, entrambi al momento dislocati in diverse zone del Mediterraneo".

"L'attività di difesa contro uno strike aereo – ha concluso il comandante – consiste nello scoprire e identificare la minaccia per poi respingerla secondo un meccanismo detto a strati, che prevede diversi livelli di intervento. Noi ci addestriamo per essere pronti a operare, il nostro ruolo è quello di rendere sicuro il mare e rendere sicuro il nostro Paese."

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