Andrea Sciorilli ucciso dal padre con un’accetta a Vasto, la difesa del 52enne chiede consulenza psichiatrica

La difesa di Antonio Sciorilli, il 52enne che lo scorso 19 aprile ha ucciso con un'accetta il figlio 21enne Andrea, ha chiesto una consulenza psichiatrica di parte. L'omicidio, secondo quanto confessato dal padre della vittima, sarebbe avvenuto al culmine di un violento litigio nella loro casa di Vasto.
La conferma della richiesta è arrivata dai difensori del 52enne, gli avvocati Alessandro Orlando e Massimiliano Baccalà e l'incarico per la consulenza tecnica di parte è stato affidato a uno specialista di Campobasso, lo psichiatra Vincenzo Vecchione.
"Ho incaricato uno psichiatra di fare un'analisi del mio cliente – ha dichiarato Orlando -. L'ho visto qualche giorno fa in carcere e stiamo ricostruendo la vicenda personale con il figlio e quella familiare. È ancora in isolamento in carcere e giovedì prossimo incontrerà nuovamente la moglie e la figlia".
L'avvocato sottolinea di non aver presentato richiesta di riesame "perché chiederemo prima l'interrogatorio da parte del pubblico ministero, poi presenteremo una richiesta ‘de libertate'. Non abbiamo, comunque, ancora i risultati dell'esame autoptico, quelle dei Ris sono in fase di elaborazione e nemmeno le risultanze degli accertamenti sui cellulari".
Il corpo del giovane è stato trovato il 19 aprile, riverso nel garage del condominio dove abitava con i familiari. A lanciare l'allarme è stato un vicino di casa che ha raccontato di aver visto accanto al cadavere il padre del 21enne che, dopo aver confessato, è stato accusato di omicidio volontario aggravato.
La Procura gli contesta anche l'occultamento di cadavere. Due anni fa il padre e la sorella avevano sporto denuncia nei confronti del ragazzo per violenze, successivamente ritirata.
Nel corso dell'udienza di convalida Sciorilli, in una dichiarazione spontanea, aveva spiegato di aver agito per "legittima difesa":il figlio Andrea lo avrebbe minacciato con un coltello a serramanico.
A quanto si apprende, i Carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche, già intervenuti nell'abitazione della famiglia, a breve dovrebbero tornarvi per svolgere nuovi accertamenti. Si attendono inoltre, come anticipato, le analisi sui dispositivi elettronici sequestrati dagli investigatori.
L'obiettivo è cercare riscontri alla versione fornita dall'indagato e ricostruire l'esatta dinamica del delitto.