Omicidio Andrea Sciorilli a Vasto, il padre: “Mio figlio era violento, mi ha minacciato con un coltello”

Non c'è ancora una data per l'udienza di convalida dell'arresto di Antonio Sciorilli, l'uomo di 52 anni accusato di aver ucciso il figlio 21enne Andrea al culmine di una lite in casa. Il giovane, trovato morto nel garage condominiale del palazzo dove abitava a Vasto, sarebbe stato colpito tre volte con un'ascia.
Un testimone avrebbe visto il 52enne con il cadavere del figlio nel garage e avrebbe allertato i Carabinieri. L'uomo, fermato nella giornata di ieri, lunedì 20 aprile, ha trascorso la prima notte nel carcere di Vasto, dove è stato trasferito dopo aver confessato il delitto nella caserma dei Carabinieri alla presenza del suo avvocato, Massimiliano Baccalà.
Il legale ha parlato di nuovo con lui nella mattinata di oggi nell'istituto penitenziario e a Fanpage.it Baccalà, contattato telefonicamente, ha confermato che tornerà anche domani dal suo assistito. Il capo di imputazione a carico dell'uomo, omicidio volontario, è ancora provvisorio perché si potrebbe ravvisare l'eccesso di legittima difesa.
Sciorilli ha raccontato agli investigatori delle violenze subite a opera del figlio. Ieri la prima a parlare con Sciorilli in cella è stata la Garante dei detenuti della Regione Abruzzo, Monia Scalera, che ha definito la vicenda una "tragedia immane, incommensurabile".
"Il mio cliente è in stato confusionale, alterna momenti di lucidità a black-out totali. Mi ha confermato che il figlio aveva un coltello con cui lo avrebbe minacciato", ha spiegato l'avvocato Baccalà. Ha poi puntualizzato che a scatenare la lite fatale di domenica non sarebbe stato il rifiuto della vittima ad un posto di lavoro in Emilia-Romagna.
"Non è vero che il litigio fatale sia dovuto al motivo legato al lavoro – ha spiegato -. Ma è giunta dopo alcuni giorni terribili, durante i quali il ragazzo ha alzato anche le mani sulla mamma e sulla sorella. E non è la prima volta che afferrava un coltello minacciando i familiari".
A quanto si apprende, i contrasti andavano avanti da tempo. Nel 2024 era stato aperto un fascicolo per "codice rosso": il padre e la sorella avevano denunciato il ragazzo, allora 19enne, per violenze in casa. Un mese dopo però la querela era stata ritirata e il caso archiviato.
Su un presunto consumo di sostanze stupefacenti da parte del ragazzo, invece, l'avvocato spiega che è un elemento che non sarebbe emerso. Intanto, domani mattina si terrà all'obitorio dell'ospedale di Chieti l'autopsia sul corpo del 21enne.
Alle 9 ci sarà il conferimento dell'incarico da parte della Procura al medico legale Ildo Polidoro, mentre per la difesa sarà presente Pietro Falco. Di seguito, saranno effettuati gli esami sulla salma.