Avrebbe compiuto 38 anni tra qualche giorno Xavier Jugelé, il poliziotto ucciso giovedì a Parigi nell’attacco sugli Champs Elysees. Un appuntamento che forse aveva già programmato di festeggiare col suo compagno, col quale era unito civilmente e conviveva, in uno dei tanti locali della capitale francese ma che un triste destino ha voluto che non arrivasse mai più. Come scrivono i giornali francesi, l'agente infatti amava molto la sua città e  per questo nel novembre scorso aveva voluto essere presente al concerto per la riapertura del Bataclan, la sala assaltata dai terroristi l'anno prima in una serie di attacchi costati la vita a 130 persone.

"Sono contento che il Bataclan riapra, È una cosa simbolica. Questo è un concerto per celebrare la vita, per dire no ai terroristi" aveva scritto sui social network la sera del concerto di Sting. Xavier non aveva vissuto direttamente quei momenti drammatici della sparatoria ma la sera degli attacchi del 13 novembre era stato successivamente inviato sul posto proprio vicino al Bataclan.

Il 37enne è stato ucciso con una raffica di arma da fuoco sparata dall'attentatore 39enne Cheurfi mentre era in servizio di guardia ad un centro culturale turco con i colleghi della 32esima Compagnia di intervento della polizia parigina, due dei quali rimasti feriti gravemente durante l'attentato. Secondo quanto scrive Le Figaro, l'agente ben presto però avrebbe lasciato i colleghi perché trasferito dalla direzione ordine pubblico e circolazione alla polizia giudiziaria. Il 20 gennaio scorso inoltre aveva ricevuto un encomio per il coraggio dimostrato nelle operazioni di evacuazione di un palazzo interessato da una forte esplosione. Originario di Bourges, Xavier Jugelé era membro dell’Associazione dei poliziotti Lgbt e da tempo si era unito civilmente col compagno ma non aveva figli.