Chi è Frank Furedi e di cosa parla il brano sui confini scelto per la traccia B3 alla Maturità 2026

È di Frank Furedi uno dei testi scelti dal MIM per la traccia di tipologia B3 (testo argomentativo) alla prima prova della Maturità 2026. Il brano è tratto da "I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere". Ai diplomandi viene chiesto di spiegare su quali basi Furedi afferma che "la mancanza di chiarezza a proposito del confine tra le generazioni è oggi ampiamente riconosciuta" e il significato del termine ‘adultescenti'.
Chi è Frank Furedi
Frank Furedi è un sociologo , saggista e commentatore sociale nato a Budapest, in Ungheria, nel 1947. In seguito, ha vissuto in Canada e nel Regno Unito dove ha cominciato la sua carriera accademica, diventando Professore Emerito di Sociologia presso l'Università del Kent. Oltre che per il suo concetto di confine, Furedi è noto in tutto il mondo per i suoi studi sulla percezione del rischio, che ha tratto in opere come "Cultura della paura", in cui ha teorizzato come le società occidentali moderne siano ossessionate dall'eliminazione di qualsiasi pericolo.
Di cosa parla il brano tratto dall'opera "I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere"
Il libro scelto dal MIM per la traccia B3 della prima prova alla Maturità 2026, e cioè “I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere”, racchiude il cuore del pensieri di Furedi. In un mondo che celebra la fluidità assoluta, la globalizzazione selvaggia e l'abbattimento di ogni barriera, il sociologo sostiene che l'essere umano, per essere sano, ha bisogno di confini: geografici per preservare la democrazia, generazionali per permettere agli adulti di educare i giovani, e morali per distinguere il bene dal male.
Come ha commentato Daniele Grassucci di Skuola.net "Furedi mette sotto la lente d'ingrandimento la fascia dei venti-trentacinquenni, definendoli "adultescenti": un neologismo che indica chi rifiuta di assumersi impegni e preferisce prolungare lo stile di vita giovanile ben oltre il dovuto. L'autore sottolinea come la linea di demarcazione tra le generazioni sia ormai sfumata. Diventare grandi viene oggi percepito quasi come una seccatura, sinonimo di stress e solitudine, provocando una forte idealizzazione della fanciullezza e della puerilità a discapito della responsabilità. Uno spunto che, dunque, invita a riflettere sul concetto di “Maturità”, che poi è il focus della riforma dell’esame voluta da Valditara".