Maturità 2026, presidente di commissione sviene: orali sospesi. Anief: “Scuole inadatte per caldo estremo”

Esami orali della Maturità 2026 sospesi in una scuola veneta dopo che il presidente di commissione ha avuto un malore, molto probabilmente collegato alle altissime temperature di questi giorni. È successo ieri all’istituto tecnico Luzzatti-Gramsci di Mestre, a Venezia: secondo quanto riferito dal Gazzettino, il docente ha avuto un mancamento durante i colloqui. Quando mancavano solo due studenti da interrogare, si è accasciato, battendo anche la testa sul pavimento.
Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale dell’Angelo di Venezia. Da quanto emerso non si tratterebbe di nulla di grave, un mancamento dovuto probabilmente al gran caldo di questi giorni. Dato che la commissione esaminatrice è rimasta senza presidente, gli esami di Maturità sono stati sospesi per la giornata.
"Abbiamo rispettato il protocollo di sicurezza previsto in questi casi – ha detto Michelangelo Lamonica, preside reggente all’istituto tecnico Luzzatti-Gramsci – quindi abbiamo chiamato i soccorsi ed è intervenuta l’ambulanza, abbiamo sospeso gli esami di maturità perché la commissione era rimasta senza presidente e abbiamo avvisato gli uffici scolastici di quanto successo". Nulla di grave, per fortuna, dovuto molto probabilmente all'ondata di caldo di questi giorni.
"La scuola, come tutte, non è climatizzata, e cerchiamo di utilizzare le aule meno calde e di lasciare le finestre aperte per arieggiare. Quindi il clima è vivibile, ma certamente non è fresco. Questo problema non coinvolge solo il Luzzatti, ma riguarda tutti gli istituti: nessuna scuola è infatti dotata di impianti di refrigerazione. Va detto che per le commissioni, quello della maturità, è sempre un periodo molto intenso", ha aggiunto il preside.
L'episodio ha riacceso i riflettori sul problema scuole e caldo record, dal momento che molti istituti non sono vivibili perché non sono dotati di impianti di climatizzazione. "Continuiamo a dirlo da tempo: servono misure urgenti. Le strutture scolastiche sono spesso totalmente inadeguate ad affrontare temperature sempre più elevate. In moltissimi edifici mancano impianti di climatizzazione e lavorare o sostenere un esame con 35-36 gradi diventa una situazione insostenibile e potenzialmente pericolosa per studenti, docenti e personale ATA. L'episodio di Mestre dimostra che non siamo di fronte a un disagio, ma a un problema di salute e sicurezza", è stato il commento di Alberto Ruggin, vicepresidente di Anief Veneto.