Nella giornata di ieri la quasi totalità dei mezzi di informazione riportava con grande enfasi le dichiarazioni del “numero uno dei pediatri” sui pericoli della stepchild adoption nella maturazione psicologica dei bambini. Per il dottor Giovanni Corsello, presidente della Società Italiana di pediatria, “studi e ricerche cliniche hanno messo in evidenza che i processi di maturazione psicoaffettiva e psicologica di un bambino possono rivelarsi incerti e indeboliti da una convivenza all’interno di una famiglia conflittuale, ma anche da una famiglia in cui il nucleo genitoriale non ha il padre e la madre come modelli di riferimento”. Riferendosi alla discussione in corso sulla stepchild adoption, Corsello aggiunge: “Come pediatri riteniamo invece che la discussione dovrebbe comprendere anche i profili clinici e psicologici del bambino e dell’adolescente. Non è infatti scontato che avere due genitori dello stesso sesso non abbia ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale nell’età evolutiva”.

Insomma, messa in questi termini, la cosa sembra avere una certa rilevanza, soprattutto se contestualizzata alla discussione al Senato del ddl Cirinnà che, appunto, prevede la stepchild adoption. Il punto è che, ancora una volta, siamo di fronte a un diversivo, all’ennesima manovrina tattica per inquinare il dibattito in corso sulle unioni civili. E che ciò sia stato fatto strumentalizzando l’opinione di un pediatra, appare chiaro anche allo stesso Corsello, che in una intervista a Repubblica ha ridimensionato la portata del suo intervento

Il mio voleva essere un contributo positivo al dibattito, non una presa di posizione pro o contro la stepchild adoption. Era solo per dire che la priorità è la salute psicologica del bambino e la legge deve considerare prima di tutto questo. Non è la stessa cosa avere due genitori eterosessuali o omosessuali e questa diversità il bambino la percepisce, o meglio la potrebbe percepire, quando si relaziona coi suoi coetanei. […] Ci tengo però a chiarire che non è sempre così, non è una posizione ideologica. È una sollecitazione a chi fa le leggi a tenere conto di ogni singola situazione

Insomma, un invito alla prudenza, peraltro da parte di uno studioso da sempre vicino al mondo "cattolico" (non che questa sia una pregiudiziale, sia chiaro). Che già aveva fatto una specie di retromarcia, chiarendo la sua posizione. Però, ci sono davvero molte cose che non quadrano, a partire da un dato di fatto: “l’allarme” del numero uno dei pediatri è del 27 gennaio scorso, il giorno prima cioè che cominciasse la discussione parlamentare del ddl Cirinnà. Come mai sia stato ripescato dai bassifondi del web non è proprio chiarissimo (o meglio, lo è, ma per oggi abbiamo esaurito il bonus retropensieri). Come mai sia diventato solo ora il cavallo di battaglia del fronte del no alle unioni civili è un altro mistero.

La questione, in ogni caso, è di una certa rilevanza. Con la Cirinnà, per la verità, c’entra poco, considerando che il ddl in discussione al Senato non prevede le “adozioni gay”, ma si limita a formalizzare l’istituto della stepchild adoption per le unioni civili composte da persone dello stesso sesso (estendendo loro la possibilità di adozione coparentale disciplinata dalla legge 184 del 1983). Una scelta di civiltà e buonsenso, come abbiamo provato a spiegare qui, più che un attacco alla “stabilità emotiva” dei bambini.

Le affermazioni di Corsello (che è un pediatra, non uno psicologo o uno psicoterapeuta, tra l’altro), poi, sono ampiamente discutibili anche dal punto di vista scientifico (se poi citasse uno studio specifico, non sarebbe malissimo; lo aiutiamo noi con i 4, quattro, studi che suffragano in parte le sue tesi). In molti hanno citato le parole (pronunciate qualche anno addietro) del presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologici, Fulvio Giardina: "Non è certamente la doppia genitorialità a garantire uno sviluppo equilibrato e sereno dei bambini, ma la qualità delle relazioni affettive […] La valutazione delle capacità genitoriali stesse sono determinate senza pregiudizi rispetto all'orientamento sessuale e affettivo”.

E ci sono, in tal senso sì, decine e decine di autorevoli studi scientifici che suffragano questa tesi. In questo articolo, sul sito della Columbia Law School, ne sono raccolti 73, settantatre, fra i più autorevoli e interessanti. Ecco, parliamo di cose serie, che è meglio.

AGGIORNAMENTO

Anche la Federazione Italiana Medici Pediatri prende le distanze dalle dichiarazioni di Corsello, chiudendo, di fatto, la questione

Sulla questione interviene anche Felice Damiano Torricelli, presidente dell'Enpap, Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi

La comunità scientifica degli psicologi ha raggiunto da tempo il consenso sul principio che non sussistono significative differenze tra figli di genitori omosessuali e figli di genitori eterosessuali […] La ricerca a livello internazionale dimostra che non esistono differenze significative legate all'orientamento di genere nella capacità di essere genitori, di saper cogliere i problemi dei figli e di sviluppare attaccamento. E non vi sono basi scientifiche su cui presumere che l'orientamento omosessuale dei genitori possa indurre orientamento omosessuale nei figli […]

La ricerca psicologica ha chiarito, in studi numerosi ed approfonditi che la qualità dello sviluppo dei bambini è indipendente dal fatto che i genitori siano conviventi, separati, single, risposati o dello stesso sesso

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