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L’alleanza tra Unione Europea e Canada è uno schiaffo in faccia a Donald Trump

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Dietro all’annuncio del Canada come membro associato dell’Unione Europea c’è una strategia che il premier canadese Mick Carney a Davos: l’alleanza tra medie potenze per evitare di essere “parte del menù” di Usa e Cina. Bella mossa.

I fatti, prima di tutto: ieri, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione Europea, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato che il Canada diventerà il primo “membro associato” dell’Ue, col più alto livello di collaborazione possibile per uno Stato che non fa formalmente parte dell’Unione.

Tanto per intenderci: è uno status che non ha il Regno Unito, e nemmeno l’Ucraina. Ed è la prima volta che viene proposta da Bruxelles un’alleanza del genere, tanto che non si sa ancora bene cosa voglia dire esattamente, essere un “membro associato”.

Ma è proprio per questo che è una scelta a suo modo storica: per la prima volta, l’Unione va oltre i suoi confini geografici e inizia a costruire quell’alleanza tra medie potenze” che proprio il primo ministro canadese Mick Carney lancio a Davos, lo scorso 22 gennaio: “La nostra convinzione è che le potenze medie debbano agire insieme, perché se non siamo al tavolo, siamo nel menù”, disse.

Ecco: a questo giro, per una volta, Unione Europea e Canada hanno deciso di non essere nel menù. Carney ha abbandonato i negoziati sui dazi con gli Usa, primo Paese al mondo a farlo, accettando tariffe altissime pur di non sottostare ai ricatti di Donald Trump. E l’Europa gli ha offerto la sponda, di fatto aprendo al Canada un futuro di libero scambio con il più grande mercato al mondo, quello europeo.

In cambio, Carney ha offerto all’Europa uno sbocco sull’Artico. Con questo accordo, l’Unione Europea diventa a pieno titolo un attore rilevante nel contesto del vero grande teatro geopolitico prossimo venturo. Con tanti saluti, anche qui, alle mire di Trump sulla Groenlandia e sul Canada come cinquantunesimo Stato dell’Unione.

Che sia una mossa anti-Trump è fuori discussione, insomma. E non a caso il presidente Usa  ha già minacciato di interrompere ogni rapporto commerciale con l’Europa, se questo accordo col Canada andasse davvero in porto.

Non succederà, ovviamente, ma è una sparata che dà il senso del fastidio con cui questo accordo è stato accolto. Ed è la prova regina, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la strada è quella giusta, per l’Unione Europea e per il Canada, per guadagnare potere negoziale contro gli Usa e per uscire dalla tenaglia della nuova guerra fredda di Washington con la Cina, senza finire a fare gli scendiletto dell’America.

Finalmente l’Europa ha battuto un colpo, insomma. Speriamo duri.

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