Solo poco tempo fa, al momento del varo della legge di bilancio, la strada per un accordo tra governo e sindacati sul tema delle pensioni sembrava in salita. Oggi, dopo l’incontro tra le due parti in causa, una parte delle sigle sindacali apprezza il lavoro svolto finora e giudica positivamente l’accordo trovato, nonostante la dura posizione della Cgil che ha annunciato una mobilitazione nazionale. Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, colui che per il suo sindacato ha seguito maggiormente la trattativa, intervistato da Fanpage.it parla di “proposte positive” da parte del governo che rivedono l’iniziale “buco nero sulla previdenza” che c’era sulla legge di bilancio. Secondo Proietti si è intrapresa una “strada positiva per modificare la legge Fornero” e ora si può pensare a estendere le categorie esenti dalla pensione a 67 anni previste dalla legge: se oggi, secondo la proposta del governo, sono 15, l’obiettivo della Uil è quello che si “arrivi ad applicarla in quasi tutti i settori: scuola, infermieristico, operai”.

Come giudica le proposte del governo?

“Pensiamo che le cose proposte oggi siano positive, perché dobbiamo partire dall’inizio. La legge di bilancio presentava un buco nero sulla previdenza, non c’era niente. Dobbiamo continuare sulla strada positiva intrapresa per modificare la legge Fornero. Con le proposte di oggi siamo arrivati alla definizione di 12 punti molti rilevanti. Si evidenziano 15 categorie esenti dalla pensione a 67 anni e si istituisce una commissione per allargare questo blocco ad altre categorie. Si allarga ai settori agricolo, siderurgico, della pesca e marittimo; si ottiene uno sconto di tre anni e sette mesi sull’ape sociale".

Cosa è stato fatto in tema di misure per donne e giovani?

"Sul tema delle madri si dà una prima risposta: per ogni figlio a coloro che hanno accesso all’ape si dà uno sconto di un anno sulla contribuzione. Si favorisce così l’accesso all’ape sociale. Per i giovani, invece, si rivolge finalmente un pensiero sulle pensioni futuro e sul tema della flessibilità, soprattutto per quanto riguarda le soglie, così che anche in futuro i giovani di oggi potranno andare in pensioni a 63/65 anni. È evidente che si segna un altro passo nella direzione giusta: l’obiettivo è la flessibilità per tutti per la pensione intorno ai 63 anni, ricordiamo che oggi da noi si va in pensione mediamente quattro anni più tardi rispetto alla media dell’Ue".

Siete preoccupati dalle differenze di visione tra le sigle sindacali?

"Finora c’è stata una mobilitazione unitaria che ha portato a questi risultati, il fatto che ci siamo differenziati ora non vuol dire che non dobbiamo continuare insieme. Abbiamo già cominciato a cambiare la legge Fornero, il pacchetto dello scorso anno insieme a quello di oggi l’ha cambiata in maniera significativa. Per ora l’eccezione vale solo per 15 categorie, ma l’obiettivo è continuare anche per altri settori".

A quali settori vorreste estendere l’esenzione?

"L’obiettivo è quello che si arrivi ad applicarla in quasi tutti i settori: pensiamo al mondo della scuola, alle maestre, al settore infermieristico, al lavoro operaio e manuale. Proprio per questo motivo è importante il lavoro della commissione che verrà istituita, perché potremmo rafforzare le nostre richieste sulla base di prove scientifiche. In questa fase, comunque, valuterà il Parlamento, per noi è importante l’allargamento che abbiamo conquistato oggi. Saremo ben felici se il Parlamento porterà ulteriori contributi e lo faremo anche nei prossimi mesi quando presenteremo altre proposte. Vedremo se la volontà annunciata da gran parte del Parlamento di modificare la legge verrà rispettata, ricordiamo che le forze politiche oggi sono le stesse che hanno approvato la  Fornero. E se siamo arrivati a qualche risultato è grazie all’azione determinata di Cgil, Cisl e Uil.

Crede che le diverse posizioni rispetto alla Cgil possano penalizzare l’azione dei sindacati?

“Ogni organizzazione sceglie legittimamente cosa fare, anche se avremmo preferito che ci fosse una posizione comune perché sono stati fatti passi avanti. La Cgil ha deciso di organizzare una manifestazione, noi comunque faremo altre iniziative, avremo prossimamente una grande assemblea nazionale in cui illustreremo le nostre ragioni e porremo le basi per questa vertenza da approfondire in futuro. Se lavoreremo ancora tutti in maniera equilibrata ci sarà certamente una importante ricomposizione”.