Matteo Renzi entra a gamba tesa nella polemica Lega-M5S sulla realizzazione delle grandi opere. Mentre il Movimento, che ieri sera è riuscito a fare passare un ordine del giorno al Comune di Torino, chiedendo la sospensione dei lavori per la Tav, fortemente sostenuta dalla Lega. "Chi vive in una città come Firenze, servita perfettamente dalla Tav, si rende conto dell’importanza culturale, economica, sociale dell’Alta Velocità. Firenze ormai è una tappa della metropolitana d’Italia. Proprio per questo dobbiamo reagire tutti all’assurda volontà di distruzione del Movimento Cinque stelle", ha denunciato l'ex premier ed ex segretario del Pd Matteo Renzi.

Il M5S è alle prese con i dissidenti interni, con quella parte di pentastellati preoccupata per le promesse fatte in campagna elettorale e poi non mantenute. È il caso della Tap, il gasdotto che collegherà la Puglia con l'Azerbaijan, e che il M5S aveva assicurato che non sarebbe stato realizzato, andando incontro alle richieste delle comunità locali. Venerdì è invece arrivato l'ok da parte del governo Conte, e il premier ha fatto da ‘scudo umano', per prendere in prestito un'espressione utilizzata da Emilio Carelli, ex direttore di SkyTg24 e nuovo acquisto del Movimento per l'ultima tornata elettorale, assumendosi la responsabilità della decisione. Il blocco della Tap sembra il frutto di un accordo tra i giallo-verdi: in cambio dell'autorizzazione alla Tap, il Movimento ha ottenuto l'arresto dei lavori per la Tav, per effettuare un'analisi sui costi e sui benedici dell'infrastruttura.

"Dire no alla Tav non significa dire no solo alla Torino-Lione, ma dire no alla Venezia-Milano-Parigi. I grilloleghisti vogliono isolare l’Italia: questa non è politica, questo è sadomasochismo", scrive ancora Renzi sul suo post su Facebook.

Intanto la petizione promossa da Mino Giachino, sottosegretario ai Trasporti nell'ultimo governo Berlusconi, e dall'ex ministro Francesco Forte,  contro la decisione di stoppare l'alta velocità continua a ricevere adesioni: le firme su Change.org sono oltre 24mila. Le sottoscrizioni hanno subito un'impennata con l'approvazione del documento in consiglio comunale a Torino. La Leg, dal canto suo, continua a sottolineare l'importanza strategica dell'opera per la nostra economia: "Per noi si tratta di un'opera fondamentale per rientrare in Europa attraverso un asse commerciale importante. Altrimenti le merci viaggeranno un po' più a nord e noi restiamo tagliati fuori", afferma ill governatore della Lombardia, Attilio Fontana, intervistato dal Corriere della Sera. "La domanda di infrastrutture riguarda anche l'autostrada Pedemontana", anche se il Movimento 5 Stelle lombardo contesta anche quest'opera: "Sono proprio visioni politiche diverse. Io sono convinto che investire sui territori sia indispensabile per tornare a crescere e per non implodere, perché in fin dei conti è sempre l'economia che traina la crescita, non bastano gli aiuti statali. Il mondo va molto velocemente in una direzione, se vogliamo rimanere agganciati a questo pezzo di mondo allora dobbiamo attrezzarci con le infrastrutture che ce lo consentono", oppure "bisognerebbe metterci tutti d'accordo nel dire che lo sviluppo non ci interessa e che preferiamo restare fermi o tornare indietro".