Alta tensione nel MoVimento 5 Stelle sul decreto sicurezza voluto ed elaborato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Rischia di allargarsi la fronda dei dissidenti: sono stati in tre, quest’oggi, i senatori che hanno annunciato di essere intenzionati a non partecipare al voto sul decreto che tocca anche il tema dei migranti. “Non so gli altri ma io sono orientato a non partecipare al voto”, afferma all’Adnkronos Matteo Mantero. Lui, così come la sua collega Paola Nugnes, chiedono modifiche sostanziali al testo, che sembrano però non arrivare: “Io voto contro, è un dovere istituzionale e un rispetto del mandato elettorale”.

Critiche anche dal senatore Gregorio De Falco che annuncia di non aver ritirato alcun emendamento all’articolo 14 del decreto, riguardante la revoca della cittadinanza. I suoi emendamenti sono stati bocciati ma lui continua “a ritenerli necessari e credo che essendo legislatori dobbiamo prendere una posizione e non aspettare che intervenga la Corte Costituzionale”. Prima della riunione della commissione Affari costituzionali, De Falco aveva affermato di essere presente “perché ho aderito a un movimento e ai valori di quel movimento mi richiamo”. “Siamo un movimento e non un esercito”, aveva detto ancora rispondendo, apparentemente, a Luigi Di Maio. Oggi è arrivata anche la dura critica di un’altra senatrice, Elena Fattori, riferita non solo al decreto sicurezza.

Al Senato i numeri sono stretti e la maggioranza ha un margine di soli sei voti. Già in quattro sembrano non voler votare il provvedimento (De Falco, Fattori, Nugnes, Mantero), ma non è da escludere che si possa unire a loro qualcun altro, tanto che si parla di addirittura dieci senatori. Il capogruppo al Senato del M5s, Stefano Patuanelli, prova a ricomporre le fila: “Anche sul tema dell'immigrazione e della sicurezza stiamo introducendo importanti cambiamenti come previsto dal contratto di governo, proponendo anche significativi emendamenti migliorativi del decreto uscito dal Consiglio dei ministri. Ad esempio introducendo la possibilità di prorogare i permessi di soggiorno per chi fugge da calamità naturali, l'obbligo di rendicontazione pubblica per soggetti privati e cooperative che gestiscono i centri d'accoglienza, la garanzia del rispetto della dignità umana in tutte le fasi del rimpatrio. E ancora prevedendo ipotesi diverse dall'espulsione immediata per gli stranieri sotto processo e la previsione del superamento dei centri di accoglienza straordinari. Sarebbe veramente un peccato che quei pochissimi di noi che hanno deciso di aprire il dibattito non si rendessero conto dell'importanza del grande lavoro fatto finora e della responsabilità di governo di cui il Movimento 5 Stelle si sta facendo carico”.