Tra dubbi e scontri, il decreto Salvini su sicurezza e migranti è stato approvato all'unanimità dal Consiglio dei ministri. Questa mattina l’esecutivo ha varato le norme che riguardano da una parte la sicurezza e dall’altra le regole per i migranti che arrivano in Italia. Dovevano essere due distinti decreti, ma alla fine il governo ha deciso di optare per un provvedimento unico che è stato limato negli scorsi giorni con l’obiettivo di rispondere pienamente ai requisiti di necessità e urgenza”. Il decreto prevede la stretta sui permessi di soggiorno e sulla cittadinanza agli stranieri. Ma anche la possibilità di accedere ai progetti di integrazione ed inclusione sociale solamente per i titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati. Per i richiedenti asilo, invece, l’unica possibilità sarà l’accoglienza nei centri dedicati.

Sul testo, però, c’è l’opposizione espressa non solo dal Quirinale che ritiene illegittime alcune norme, ma anche da una parte del M5s che del governo fa parte e che teme l'incostituzionalità di alcuni passaggi della misura. Scontro che si concretizzerà soprattutto sul tema dell’immigrazione. Il decreto legge mette insieme due testi: uno in “materia di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa”. L’altro riguardante il “rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitaria nonché in materia di protezione internazionale, di immigrazione e di cittadinanza”, come si legge sul sito di Palazzo Chigi. Esulta su Facebook il ministro dell'Interno, Matteo Salvini: "Sono felice. Un passo in avanti per rendere l'Italia più sicura. Per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un'immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi, per dare più poteri alle forze dell'ordine".

Migranti, la stretta sui permessi di soggiorno

Le norme riguardanti i migranti sono quelle più controverse e su cui lo scontro è aperto. Il decreto prevede l’abrogazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari: verranno sostituti con permessi per meriti civili o per cure mediche o verranno rilasciati nel caso in cui nel paese d’origine del migrante ci sia una calamità naturale. Questo punto viene contestato perché i trattati internazionali chiedono più possibilità rispetto a quelle previste e su questo il Quirinale potrebbe opporsi. Così come potrebbe esserci una protesta riguardo al previsto ampliamento dei reati che provocano la revoca del permesso di soggiorno. Si allarga a: violenza sessuale, spaccio di droga, violenza a pubblico ufficiale. Il punto critico è che si vorrebbe revocare il permesso anche semplicemente con una sentenza di primo grado, un principio che non vale per la giustizia italiana e che, inoltre, verrebbe esteso nel caso in cui siano i familiari del migrante a commettere il reato. Ma la responsabilità penale è personale e su questo principio difficilmente si può derogare.

Il decreto prevede anche il raddoppio dei tempi di trattenimento nei centri di permanenza per il rimpatrio, passando da tre a sei mesi. Viene introdotta la revoca della protezione umanitaria a coloro che vengono definiti profughi vacanzieri, ovvero chi torna nel suo paese d’origine per un tempo limitato, per poi far ritorno in Italia. Inoltre, viene escluso il gratuito patrocinio se il ricorso presentato viene dichiarato inammissibile.

Sicurezza: daspo, taser e stretta sui furgoni

La parte del decreto riguardante la sicurezza si basa sul principio del contrasto al terrorismo, con una stretta sul noleggio dei furgoni per il rischio di attentati. Così come viene esteso il daspo per coloro che sono sospettati di avere a che fare con il terrorismo internazionale. Previsto il potenziamento dell’organico dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla mafia, oltre alla possibilità per la polizia di locale di avere accesso alla banca dati interforze di tutte le forze di polizia. Introdotta l’estensione del daspo urbano anche per le aree come mercati e fiere e, infine, viene estesa la sperimentazione del taser alla polizia municipale dei comuni con più di 100mila abitanti.

Il testo completo del decreto Salvini