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Volotea e sovrapprezzo biglietti, l’Antitrust avvia un’istruttoria per pratica scorretta e considera rimborsi

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria contro Volotea per la Fair Travel Promise, la pratica che consentiva alla compagnia aerea di modificare il prezzo dei biglietti già acquistati in base al costo del carburante: i sovrapprezzi sono stati bloccati e si parla anche di possibili rimborsi.
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Aveva fatto discutere nei mesi scorsi la decisione di Volotea di applicare un sovrapprezzo ai biglietti già acquistati, giustificando l’aumento con il rincaro del carburante e presentando l’iniziativa come una Fair Travel Promise. A molti passeggeri era sembrato paradossale che una promessa di trasparenza potesse tradursi in un costo aggiuntivo comunicato solo dopo l’acquisto del volo. Oggi, dopo diverse segnalazioni da parte delle associazioni dei consumatori, tra cui quella promossa da Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori e spiegata a Fanpage.it qualche tempo fa, l’Antitrust  ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti della compagnia aerea spagnola per pratica commerciale scorretta. Inoltre, l’Antitrust ha chiesto a Volotea di sospendere immediatamente la pratica che consentiva di applicare i sovrapprezzi ai passeggeri già in possesso di un biglietto.

Che cos’è la Fair Travel Promise che aveva introdotto Volotea

La Fair Travel Promise, letteralmente "promessa di viaggio equo", era stata introdotta da Volotea nella primavera del 2026 come misura straordinaria legata all’instabilità dei prezzi dell’energia e del carburante per la guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz. Il sistema prevedeva che, sette giorni prima della partenza, il prezzo del biglietto potesse essere adeguato in base all’andamento del petrolio sui mercati internazionali. Se il costo del carburante fosse aumentato, ai passeggeri sarebbe stato richiesto un supplemento compreso tra 6 e 14 euro per persona e per tratta; in caso contrario, la compagnia sosteneva di poter riconoscere una riduzione di pari importo. La misura si applicava alle prenotazioni effettuate a partire dal 16 marzo 2026 e veniva presentata da Volotea come un’alternativa ai tradizionali supplementi carburante fissi adottati da altre compagnie aeree.

Perché l’Antitrust avvia un’istruttoria contro Volotea per pratica scorretta

Secondo l’Antitrust, la pratica adottare da Volotea potrebbe violare la normativa a tutela dei consumatori perché il prezzo mostrato al momento dell’acquisto non corrisponderebbe a quello effettivamente pagato dal passeggero. L’adeguamento veniva infatti comunicato soltanto in un momento successivo alla prenotazione e a ridosso della partenza, quando il viaggiatore aveva ormai organizzato il proprio viaggio. In quel momento il consumatore poteva scegliere se accettare il supplemento, modificare gratuitamente il volo oppure cancellare la prenotazione con rimborso; ma chi invece non pagava l’importo richiesto rischiava la cancellazione della prenotazione senza rimborso. Per l’Antitrust questa dinamica potrebbe aver indotto i consumatori a prendere decisioni economiche sulla base di informazioni incomplete e aver esercitato una pressione sui passeggeri, spingendoli ad accettare il sovrapprezzo pur di non rinunciare al viaggio. Per questo motivo l’Antitrust ha deciso di aprire un procedimento per pratica commerciale scorretta e, in via cautelare, ha ordinato alla compagnia di sospendere immediatamente l’applicazione della Fair Travel Promise. L’apertura dell’istruttoria potrebbe inoltre aprire la strada a richieste di rimborso da parte dei consumatori che hanno già pagato i supplementi.

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