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Aumento del prezzo dopo l’acquisto del biglietto aereo, Massimiliano Dona: “Bisogna contestare subito”

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, spiega a Fanpage.it perché i passeggeri dovrebbero contestare il sovrapprezzo dei biglietti aerei dopo l’acquisto: il caro prezzi per il carburante è una clausola vessatoria e nulla che è già stata contestata e portata davanti all’Antitrust.
Intervista a Massimiliano Dona
Presidente Unione Nazionale Consumatori.
A cura di Elisa Capitani
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Massimiliano Dona
Massimiliano Dona

La guerra in Iran e la situazione in Medio Oriente stanno generando gravi e importanti conseguenze in ambito economico, tra il caro prezzi relativo al carburante e compagnie aeree che riducono i voli. C'è chi non sa ancora se prenotare per le vacanze estive e chi invece è insicuro sui propri diritti per quanto riguarda rimborsi e voucher e, in questo panorama d'incertezza, si stanno verificando degli episodi a dir poco spiacevoli per i passeggeri. Infatti, alcune compagnie aeree come Volotea stanno applicando un sovrapprezzo ai biglietti anche dopo l'acquisto, invocando la Fair Travel Promise, ovvero una promessa di viaggio equo. Ma in cosa consiste? e le compagnie possono davvero aumentare il prezzo dei biglietti che abbiamo già comprato? Per fare chiarezza Fanpage ha chiesto a Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, di spiegare quali siano i diritti dei passeggeri e come orientarsi in una situazione analoga.

Quali sono le dinamiche principali che stanno portando alcune compagnie aeree ad aumentare il prezzo dei biglietti anche dopo l’acquisto?

Le compagnie stanno cercando di scaricare sui consumatori l’aumento dei costi, in particolare quelli legati al carburante. Tuttavia, si tratta di una pratica che riteniamo scorretta e per questo abbiamo segnalato il caso all’Autorità Antitrust. Il rischio è che questo comportamento si diffonda, coinvolgendo anche altri settori come quello dei traghetti, dove già si registrano richieste di supplementi su biglietti acquistati mesi prima, sovrapprezzi che arrivano anche a 50 o 60 euro in più.

Dal punto di vista legale, è davvero possibile modificare il prezzo di un biglietto già acquistato e in quali casi questo è consentito?

A nostro avviso no. Diversamente dagli abbonamenti, dove è prevista la possibilità di modifiche unilaterali con diritto di recesso per il consumatore; per altro, in quel caso, il consumatore ha una tutela che è quella del recesso senza costi. Invece, nel caso dell’acquisto di un singolo servizio non c’è spazio giuridico per un aumento successivo del prezzo. Le clausole inserite da Volotea nelle sue condizioni contrattuali, che prevedono la riserva di supplemento per l’escalation dei prezzi del carburante rischiano di essere considerate vessatorie e quindi nulle. La Fair Travel Promise citata da queste compagnie aeree sembra essere equa più per l’aziende che per i consumatori, perché non consentirà mai al consumatore di avere un vantaggio se invece il prezzo scende.

Quali sono i diritti dei passeggeri quando si trovano di fronte a un aumento del prezzo successivo all’acquisto?

Il consumatore dovrebbe poter pretendere di volare al prezzo originario. In alternativa, se decide di recedere, dovrebbe ricevere un rimborso integrale e non un voucher, che rappresenta una forma di tutela inferiore.

In queste situazioni, il consumatore può rifiutarsi di pagare l’eventuale supplemento o chiedere un rimborso?

È consigliabile contestare subito e per iscritto la richiesta di aumento, segnalando la possibile vessatorietà della clausola. Se la compagnia insiste, si può anche pagare il supplemento ma con riserva e attenzione, per poi richiederne la restituzione successivamente, soprattutto se l’Antitrust dovesse confermare la scorrettezza della pratica. È importante non vivere questa situazione in modo passivo e far valere i propri diritti.

Esistono organismi o enti a cui i passeggeri possono rivolgersi per tutelarsi?

Sì assolutamente, è utile segnalare il caso all’Autorità Antitrust, ma anche all’ENAC e all’Autorità di regolazione dei trasporti. Inoltre, è importante conservare tutta la documentazione e, se possibile, dare visibilità al problema anche pubblicamente e denunciare la situazione, utilizzando ad esempio i social media.

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