Dopo aver pagato il biglietto Volotea applica sovrapprezzo per il carburante: polemica su Fair Travel Promise

La situazione voli è sempre più incerta: la crisi carburante sta mettendo a dura prova non solo le vacanze estive delle persone, ma anche le policy delle varie compagnie aeree, che non sanno ancora bene come orientarsi tra voli cancellati e limitazioni di tratte. In questo contesto complicato ci sono state diverse segnalazioni di passeggeri che hanno visto un sovrapprezzo sul loro biglietto e in modo del tutto inaspettato dopo l'acquisto. La low-cost spagnola Volotea, infatti, è finita al centro di recenti polemiche perché avrebbe applicato un supplemento tra i 7 e i 9 euro per passeggero e per tratta, indicando come scusa proprio la crisi carburante. Ma possono farlo? Ecco cosa dicono le clausole.
Volotea applica un sovrapprezzo ai biglietti aerei dopo l'acquisto
L'aumento del petrolio sta incidendo enormemente sulla gestione dei costi operativi delle varie compagnie aeree, ma un sovrapprezzo post acquisto fino a questo momento non si era ancora visto. La politica di Volotea, che si chiama Fair Travel Promise, si inserisce proprio in questo contesto: la compagnia aerea spagnola ha scelto di non mettere l'intero costo del carburante nel prezzo iniziale del biglietto, ma di adeguarlo in seguito vedendo come evolve nel mercato globale. Quello che succede è che sette giorni prima della partenza Volotea può decidere di cambiare il prezzo del carburante applicato al biglietto, aumentandolo fino a un massimo di 9 euro per passeggero e per tratta; nel caso in cui invece il prezzo diminuisca, Volotea si impegnerebbe a rimborsare la differenza. Non tutti i passeggeri magari lo sanno o ci fanno caso, ma questa clausola fa parte delle condizioni che si accettano nella fase di acquisto del biglietto, quando si ha o meno la possibilità di accettare questa recente variabile. È bene, quindi, prestare parecchia attenzione alle piccole clausole presenti sul sito quando scegliamo di acquistare un biglietto, specialmente in questo periodo di grandi incertezze.
Il dibattito nato dalla Fair Travel Promise
Non conoscendo questa clausola, molti passeggeri hanno condiviso le loro perplessità e polemiche per un sovrapprezzo che, sebbene basso (7 o 9 euro), non era stato loro comunicato in modo evidente al momento dell'acquisto. Al momento della richiesta del sovrapprezzo, Volotea fa riferimento alla Fair Travel Promise e alla complicata situazione in Medio Oriente, sostenendo che questo gli permetta di chiedere più soldi ai passeggeri, per un discorso appunto di "promessa di viaggio equo". A ogni modo, quello che i passeggeri contestano è la mancanza di trasparenza: per quanto il discorso di equità e crisi carburante possa sembrare logico, modificare il prezzo anche dopo il pagamento è una pratica da molti ritenuta scorretta, dato che soprattutto quando si acquistano biglietti low-cost l'attenzione ai soldi è di particolare importanza. Da un punto di vista legale, la situazione è ancora più contorta. Secondo le normative europee sulla trasparenza dei prezzi, infatti, è richiesto che il costo finale includa tutte le possibili tasse e supplementi. Tuttavia, il costo del carburante è una variabile che viene calcolata internamente alle compagnie, non è una delle tasse esterne e quindi in casi straordinari proprio come quello della guerra in Iran e della chiusura dello stretto di Hormuz questa clausola contrattuale potrebbe essere valida e quindi applicabile.