Armando ha iniziato il giro del mondo in bici un anno fa, da -38° in Mongolia a 50° nel deserto: “La vita è una”

La pandemia sembra qualcosa di lontanissimo: eppure c'è stata e sei anni fa eravamo alle prese con tamponi, mascherine, vaccini, strade deserte, ristoranti chiusi, distanziamento. Da quell'esperienza siamo tutti usciti diversi, segnati. Armando Costantino però ha cercato di trarne qualcosa di buono. Ha imparato una lezione importante: che la vita può cambiare in un istante e che quindi, vale la pena viverla fino in fondo. Il Covid gli ha fatto capire chiaramente il valore della libertà, il privilegio di poter condurre una vita in movimento, all'insegna della libertà. E così nella sua testa ha costruito il grande progetto di girare il mondo con la sua bici. Adesso si trova in Thailandia, è partito circa 500 giorni fa e rientrerà a casa tra un paio d'anni. Fanpage.it lo ha raggiunto telefonicamente e Armando ha raccontato il suo viaggio, un'avventura che sta portando avanti con una consapevolezza: che a volte i limiti sono tutti nella nostra testa, siamo noi stessi a metterci dei freni, a costruire delle barriere che ci impediscono di vivere davvero.
Armando, quando sei partito per il tuo giro del mondo in bici?
Sono partito il 25 gennaio 2025: circa 500 giorni fa. Tornerò a casa tra due anni. Adesso mi trovo in Thailandia, a 200 Km da Bangkok.
Ma come ti è venuta in mente questa idea?
Non è nata molto tempo fa, a differenza di alcuni che lo sognano per anni. Sono sempre stato sportivo, sono sempre più o meno andato in bici, ma ho iniziato a viaggiare in bici nel 2020. Quando è finito il lockdown mi sono rotto la caviglia e sono stato a casa tre mesi bloccato con le stampelle: non potevo fare niente. E lì ho realizzato quanto è importante la possibilità di muoversi liberamente. E ho capito che può succedere qualunque cosa in qualunque momento, capace di impedirti di fare ciò che vuoi. La vita è una. In quel periodo ho scoperto i viaggi in bici di ragazzi come Lorenzo Barone e Dino Lanzaretti, che hanno fatto addirittura la Siberia in pieno inverno con temperature folli, sono andati in posti assurdi. Loro mi hanno ispirato, mi hanno spinto a fare questa cosa.

Ai tuoi genitori come gliel'hai detto che partivi in giro per il mondo e che saresti stato via tre anni?
Gliel'ho detto il più tardi possibile, a cose fatte! Loro lo sanno che ho la testa sulle spalle, quindi sono tranquilli. Ma madre e mia nonna erano un po' più preoccupati rispetto a mio padre.
In questi primi 500 giorni, qual è stata la sfida più grande?
L'inverno in Mongolia per adesso. Di notte c'erano -38 gradi.
E come li hai gestiti dormendo all'aperto?
Basta che hai il sacco a pelo, il materassino e la tenda. Il sacco a pelo ti tiene caldo, il materassino ti isola dal terreno e la tenda ti protegge dalle condizioni meteo esterne quindi vento, neve, quello che potrebbe farti perdere ancora più calore. Se hai queste tre cose sei a posto. Siamo noi a darci dei limiti, ma con la volontà si riesce a fare tutto. Io non sono speciale, che riesco a fare queste cose: è mentalità, un blocco mentale che a volte abbiamo. Ad ogni modo io sconsiglio vivamente di fare una cosa del genere senza aver mai fatto esperienze di preparazione prima. Io prima di partire e affrontare questi inverni, già dalle mie parti andavo in montagna, avevo già avuto diversi approcci con la neve, con condizioni meteo un po' avverse, avevo qualche conoscenza tecnica e ho fatto diverse prove dei materiali. Il mio viaggio è iniziato, infatti, andando a Capo Nord durante la fine dell'inverno in modo tale da trovare circa -20 di gradi la notte e fare un primo test sull'attrezzatura, in vista di quello che avrei trovato in Mongolia.

A parte il necessario che mi dicevi prima per dormire all'aperto, cosa ci si porta dietro per fare il giro del mondo in bici?
Oltre a tutto il necessario per dormire: quello che serve per cucinare quindi fornellino, pentolini, posate e poi vestiti. Chiaramente adesso non ho più l'attrezzatura invernale: l'ho mandata a casa quando ero in Cina, l'ho spedita perché non mi serviva più. E poi ho un po' di cose per per riparare la bici, componenti di ricambio casomai avessi problemi.
Quanto pesa la tua bici?
Adesso 60-65 chili, ma in inverno arriva anche a 80 circa.
Che budget hai stimato di spesa al giorno?
Cerco di mantenermi su una spesa di 5-10 euro al giorno. Le spese maggiori sono sempre gli imprevisti, se ti capita qualche problema per strada. E poi i voli. Per esempio, il volo da Sydney per andare in Cile, se dovessi prendere l'aereo, potrebbe costarmi dai 1000 ai 2000 dollari.
Ti orienti con le mappe?
Ho scaricato sul telefono una cartina con tutta la topografia: proprio come le cartine fisiche, però fatta in digitale. Mi segnala anche tutti i dislivelli, la differenza di terreno, se è una zona paludosa. Poi di volta in volta compro le SIM locali.

E tutto questo da solo.
Sì, sono partito da solo, ma per esempio in Romania ho incontrato un ragazzo con cui ho condiviso tre settimane di viaggio, tre settimane assieme a pedalare. Ci siamo fatti la fine della Romania, la Bulgaria, un pezzettino di Grecia e siamo entrati assieme in Turchia. Lì ci siamo separati. Devo dire che è stata una bella esperienza, condividere il viaggio con qualcuno. Anche questo è il bello di viaggiare: il non avere programmi.
Che itinerario hai strutturato, cosa ti aspetta nei prossimi due anni?
Ora sono in Thailandia: sono riuscito a passare dalle parti dell'Iran prima che succedesse tutto il casino, pagando poco rispetto a chi sta passando adesso. Poi scenderò verso Malesia, Singapore, Indonesia e Australia. Ci arriverò durante l'estate, a novembre: lì vorrei attraversare il deserto, dove troverò circa 50 gradi. Dove non potrò pedalare prenderò un aereo o una nave. Vorrei provare a fare dall'Indonesia all'Australia in nave, magari lavorando a bordo per pagare il viaggio. Stessa cosa poi da Sydney per andare in Sud America e in Cile. Poi dal Cile risalirò fino ad arrivare in Alaska e solo lì deciderò come tornare.
Non è che hai intenzione di non tornare più? Poi chi glielo dice a tua nonna e tua mamma!
Se mi trasferisco in Siberia, mia mamma mi viene a prendere lì!