Davide gira l’Italia in monopattino: “7 ore in piedi al giorno, ho attraversato valli e boschi incantati”

Avete sempre pensato che fosse impossibile viaggiare in monopattino? Vi sbagliavate e a dimostrarlo è Davide Pagnini, videomaker nato a Pesaro, che sui social documenta tutti i suoi tour a bordo dell'e-scooter. In Italia è uno dei pochi che usano il monopattino per girare l'Italia ma, a giudicare dai luoghi meravigliosi mostrati in video, di sicuro sarà d'ispirazione per tutti coloro che vanno alla ricerca di bellezza, contatto con la natura e un pizzico di adrenalina. A fargli compagnia c'è la compagna Chiara Bonazzoli, che da sempre asseconda queste sue "piccole follie". Fanpage.it lo ha intervistato: ecco cosa ha raccontato di questa insolita passione che lo ha portato a percorrere km e km a bordo del suo monopattino, permettendogli di ammirare scenari da sogno e scorci meravigliosi.

Cosa ti ha spinto a partire in monopattino, preferendolo ai mezzi di trasporto classici come auto, treno e aereo?
Io mi sono innamorato da subito del monopattino elettrico, quando ancora non esisteva in Italia. Nel 2018 sono andato a Vienna e ho visto che in moltissimi lo usavano. All'epoca associavo l'idea del monopattino a quello con la spinta che usavamo da bambini, mentre lì mi sono reso conto che i modelli di nuova generazione potevano essere molto comodi anche per spostarsi: li pieghi, li chiudi, li infili in macchina o sotto il sedile del treno. Sono inoltre silenziosi e hanno un andamento fluido, a bordo sembra quasi di fluttuare nell'aria. Insomma, ho capito che il monopattino era perfetto per viaggiare, permette di avere lo stesso andamento di una camminata veloce ma senza faticare, scalando anche le salite e le montagne.
Qual è il primo viaggio che hai fatto in monopattino?
Il primo viaggio è stato quello da Pesaro, la mia città, a Venezia: è stata un'avventura incredibile. L'ho fatto con un monopattino di prima generazione, una cosa da pazzo se ci ripenso. All'epoca, quasi 10 anni fa, c'erano solo quei modelli molto piccoli, di quelli con le ruote sottili e il tubino, senza ammortizzatori, senza i freni a disco. Insomma, era una cosa abbastanza scadente non adatta al viaggio. L'esperienza, però, mi è piaciuta molto, anche se mi sono reso conto che, se avessi voluto continuare a viaggiare, avrei dovuto prendere un altro monopattino. Ora ne ho uno con i freni, una pedana comoda e morbida, le gomme tacchettate come i fuoristrada e gli ammortizzatori. Sono questi ultimi che fanno la differenza: si possono fare anche 6-7 ore in piedi senza che le vibrazioni diano fastidio alla schiena.

Su quali altri percorsi hai viaggiato?
Lo scorso anno ho fatto un percorso ancora più lungo: sono partito da Dobbiaco e ho percorso tutta la ciclabile della Drava, quella che costeggia il fiume omonimo che termina a Varaždin, in Croazia. Lì ho fatto tutta la parte austriaca, dunque da Dobbiaco fino al confine con la Slovenia: sono circa 500 km e io in 6 giorni l'ho percorsa tutta. È stato un viaggio molto lungo ma spettacolare, con paesaggi bellissimi e valli incantate. Ho fatto la ciclovia del Mincio lunga 52 km, che collega Mantova a Peschiera del Garda, ho fatto la ciclabile del Sole, la ciclabile dei Trabocchi, la ciclabile di Comacchio e molte altre in Italia. Mi piace esplorare il paese in questo modo, anche solo per un weekend, preferisco andare alla scoperta di luoghi nascosti con il monopattino piuttosto che fare la classica vita turistica nella città. In Italia ci sono tantissime piste ciclabili che neppure conosciamo, che sono nascoste, ma che permettono di organizzare viaggi bellissimi.
Cosa fai per prepararti per un viaggio in monopattino?
Mi studio tutto il percorso perché il monopattino ha il limite della batteria. Io ne ho uno molto performante che fa più di 70 km con una ricarica, quindi è difficile che rimanga a piedi, però è chiaro che devo pianificare bene le tappe, analizzando soprattutto il dislivello perché ovviamente in salita si consuma di più. Di solito organizzo percorsi di non più di 50-55 km al giorno, così da essere certo di farli sicuramente. Mentre carico il monopattino, visito la zona, dormo e il giorno dopo riparto.

Sei riuscito a portare con te dei bagagli?
No, non porto mai dei bagagli ma solo uno zaino abbastanza che tengo sulla schiena o che lego al manubrio, come se fosse un cestino della bici. Sul monopattino è meglio viaggiare leggeri, solo con l'indispensabile.
Quali imprevisti ti sei ritrovata a affrontare?
Di imprevisti non me ne sono capitati molti per fortuna, solitamente però sono sempre legati alla batteria. Quando sono andato a Venezia la prima volta, ad esempio, mi sono fermato a pranzo in un campeggio e ho chiesto se potevo ricaricare il monopattino, visto che si era scaricato. Il signore è stato gentile e mi ha dato la presa: io avevo calcolato che mi sarebbero servite 4-5 ore ma, dopo aver mangiato, fatto il bagno e riposato, sono tornato lì e ho capito che non si era caricato perché era arrivato il sole che gli batteva sopra (quindi la batteria si era surriscaldata e si era scollegata). Mi ha aiutato un barista accanto, mi ha fatto mettere il monopattino in frigo per raffreddarlo e mi ha dato una presa all'ombra. Alla fine sono arrivato alla tappa successiva.

I momenti più belli e soddisfacenti dei vari viaggi?
Una cosa bellissima è vedere la gente che ti aiuta: c'è molta curiosità, solidarietà e gentilezza quando racconto della mia esperienza. Ci sono persone che mi hanno aperto casa, che mi hanno fatto conoscere moglie e figli, che mi hanno offerto il pranzo. Queste sono le cose più belle, le ho trovate molto umane. Poi ci sono i paesaggi che si attraversano: l'anno scorso ho attraversato tutta l'Austria del sud che è fatta di valli incantate, montagne innevati e fiumi che scorrono tra boschi e campi verdi. Passare lì con il monopattino, nel silenzio assoluto, a 15 km/h è rigenerante, è come se fluttuassi nella natura. È soddisfacente anche il raggiungimento della meta finale. Adesso ho in progetto di fare il mio viaggio più lungo: voglio percorrere la ciclovia Adria che va da Grado, zona Venezia, e arriva fino a Salisburgo, attraversando posti magnifici, valli e borghi storici. Penso che ci voglia almeno una settimana perché sono molti km, poi dipende da che deviazioni si fanno, ma in otto tappe dovrei riuscirci.
Quanto ti sono costati i viaggi?
I prezzi dei viaggi in monopattino sono veramente minimi, in tutti i casi ho pagato solo gli alloggi e il cibo. Al momento nessuno mi ha mai chiesto soldi per caricare il monopattino. A volte sono io a chiedere ma tutti hanno sempre rifiutato di farmi pagare.
Credi che sia possibile girare l'Europa o addirittura il mondo in monopattino?
Secondo me l'Europa sicuramente, soprattutto il nord. Ci sono molte ciclovie bellissime, se si percorrono una dopo l'altra, si può stare via anche per 2 mesi e girare veramente tutta l'Europa. Ovviamente bisogna avere un monopattino super e poi sarebbe bene tenere in considerazione il freddo. Sul monopattino sei totalmente esposto, quindi viaggiare in estate sarebbe perfetto, per esempio da maggio a settembre, poi diventerebbe più impegnativo, anche a livello di bagagli.

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