Tour dell’Italia in monopattino, il viaggio di Stefano: “60 km al giorno tra boschi e piste ciclabili”

Girare l'Italia in monopattino? È possibile e a dimostrarlo è stato Stefano Giusto, agente di Scorzé, in provincia di Venezia, che ha letteralmente attraversato lo stivale sulle due ruote elettrificate. L'esperienza è nata per caso nell'immediato post-Covid, quando viaggiare in treno o in aereo era fortemente sconsigliato, ma tappa dopo tappa si è trasformata in una vera e propria passione che gli ha permesso di portare a termine tre diversi tour, ognuno da tre settimane, a bassissimo impatto ambientale. Dal Veneto alle Marche, dal Lazio alla Puglia: Stefano ha studiato attentamente l'itinerario su piste ciclabili e panoramiche, ritrovandosi ad ammirare luoghi da sogno ben lontani dalle solite autostrade e state statali. A Fanpage.it ha raccontato tutti i dettagli del suo tour all'insegna dell'ecosostenibilità.

Il monopattino è un mezzo insolito per organizzare un viaggio, come è nata l’idea? Cosa ti ha spinto a preferirlo all’auto/treno?
Era il 2020 quando ho fatto il primo viaggio in monopattino, era appena terminato il lockdown e non si poteva andare all'estero. Viaggiare non era vietato ma stare in mezzo alla gente era un po' sconsigliato. Fatalità volle che avevo due settimane di ferie e, non sapendo cosa fare, decisi di partire con il monopattino, così da sensibilizzare anche sulla questione ambientale. Fino ad allora lo avevo usato per andare a lavoro o per fare dei lunghi giri da solo, poi in quell'occasione ho pensato che sarebbe potuta essere anche un'ottima esperienza green per sensibilizzare il rispetto verso l'ambiente.
Come ti sei preparato al viaggio? Hai studiato il percorso prima di partire?
Non volevo fare le cose a caso, quindi ho sentito un mio amico per capire se esistesse una pista ciclabile lunga da cui iniziare. Me ne consigliò una molto bella che parte da Tarvisio e arriva a Udine e scelsi di fare quella, ovviamente creando un piano di tappe. Ogni giorno facevo 30-40 km e mi fermavo in un b&b o in un hotel per ricaricare il monopattino. Il percorso è stato molto bello: sono passato attraverso un bosco e poi sono andato verso il mare, a Lignano, dove ho viaggiato sulle piste ciclabili.

Quale monopattino hai scelto? Lo possedevi già o ne hai acquistato uno ad hoc per il viaggio con una buona tenuta di strada e degli ammortizzatori forti?
Il primo viaggio l'ho fatto con un monopattino che già avevo, che però non mi permetteva di fare molti km. Successivamente, dopo che il tour da Tarvisio a Udine ha fatto un po' di notizia, ho deciso di continuare e di fare il tour dell'Italia. Lì mi ha contattato una ditta italiana di monopattini che mi ha fatto da sponsor.

Quali altri viaggi hai fatto in monopattino?
Con il nuovo monopattino riuscivo a fare 50-60 km al giorno, quindi ho completato un secondo tour da Ancona a Santa Maria di Leuca (in Puglia), poi ho fatto Taranto Roma e infine Roma Torino. Nel Sud Italia ho trovato più difficoltà a livello di piste ciclabili, nei centri delle grandi città ci sono ma il problema è arrivarci. Ho attraversato strade sterrate in mezzo ai campi, tipo la foresta Umbra. Sebbene possa sembrare semplice, rimanere 3-4 ore in piedi con uno zaino di 20 kg sulle spalle a lungo andare può rivelarsi pesante.
Quanti km hai percorso e quanto sono durati i viaggi?
Ho percorso 3.500/4.000 km per completare il giro dell'Italia. Ho fatto diversi tour, il primo di due settimane, poi altri tre di tre settimane l'uno, quindi in totale ho impiegato 11 settimane. Durante l'ultima tappa ho poi presentato il libro in cui ho raccontato dell'intero viaggio, L'Italia in monopattino, edito da Capponi Editore.

Quali imprevisti ti sei ritrovato ad affrontare?
Una volta ho forato ed era il primo tour, quindi non ero molto preparato: ho fatto una 20ina di km sotto al sole per arrivare a Udine. Tante volte mi sono trovato a dover affrontare le salite a piedi spingendo il monopattino perché arriva a un massimo di 500 kilowatt e non riesce a farlo. Poi una volta ho fuso il motore, mentre ad Alessandria mi hanno rubato il monopattino. Ero in centro nella zona pedonale, sono entrato in un bar a pagare un caffè, mi sono igirato ed era sparito. Per fortuna mi stavano aspettando al club del monopattino di Torino, che è l'unico club del monopattino italiano, e mi hanno fatto arrivare un monopattino di emergenza con cui ho fatto le ultime due tappe, ovvero Andria e Torino.
Quali sono stati i momenti più belli e soddisfacenti del viaggio?
Tutte le volte che mi sono ritrovato di fronte ad alcune splendide visuali. Col monopattino ho percorso strade che di solito non avrei visto in autostrada, quindi ho potuto ammirare viste e posti spettacolari. Un'altra cosa bella è la conoscenza, nel senso che ogni volta che arrivavo in una città la gente mi riconosceva e mi fermava: è una cosa che mi ha dato molta soddisfazione.

Quanto sono venuti a costare i viaggi?
A livello di viaggio non ho speso nulla, ho pagato solo gli hotel e gli alloggi. Ho sempre soggiornato in strutture green, dove si fa particolare attenzione al rispetto per l'ambiente. Ho anche pensato di dormire in tenda ma poi ci sarebbe stato il problema di ricaricare il monopattino: io avevo due batterie, dovevo fermami almeno 6 ore per ricaricarl.
Credi che sia possibile girare l'Europa o addirittura il mondo in monopattino?
Finito questo giro, avrei voluto fare Milano-Barcellona, poi ho desistito uno perché paesi come Francia e Germania hanno delle regole molto più stringenti per l'uso dei monopattini. Ora anche qui in Italia sta cominciando a essere così, prima si poteva andare anche su una strada extraurbana se aveva la pista ciclabile, ora solo in un centro urbano, quindi già passare da una città in un'altra effettivamente sarebbe complicato. All'estero, in Europa, bisognerebbe leggere le norme vigenti in ogni stato le norme.

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