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Marco gira il mondo in bici: “Bullizzato perché sordo, ma non l’ho mai considerato un limite”

Marco, sordo dall’età di un anno, gira il mondo in bici: lo fa sentire vivo. A Fanpage.it ha affidato un messaggio: mai arrendersi, non vivere di rimpianti.
Marco a Capo Nord
Marco a Capo Nord

A volte, spaventati da un ostacolo che incontriamo lungo il percorso e credendo di non poterlo superare, lasciamo che diventi grande a tal punto da sembrare poi davvero insormontabile. Questo, anche quando magari non lo è. Marco per un breve periodo della sua vita ha lasciato che fosse la sordità a definirlo: ma è comprensibile. Era piccolo, era solo un bambino "diverso" con poca consapevolezza di sé, preda dei bulli. Crescendo ha acquisito fiducia in se stesso, ha capito di avere molte altre armi a sua disposizione per vivere appieno la propria vita. Così ha cominciato a viaggiare, a conoscere il mondo, si è realizzato nel lavoro, ha avuto grandi soddisfazioni nello sport: la sua più grande passione è sempre stata la bicicletta. Questo mezzo gli ha permesso di incontrare persone, culture, allargare i propri orizzonti. A Fanpage.it ha affidato un messaggio, rivolto a coloro che si sentono "diversi" o spaventati da un "limite", che li frena nella vita: l'invito di Marco è a non aspettare per fare qualcosa che può renderci felici. Ed è un invito che vale per chiunque di noi.

Ciao Marco. Innanzitutto, chi sei e qual è la tua storia?

Mi chiamo Marco Facchinetti e ho 49 anni. Sono sordo dall'età di un anno a causa di un farmaco ototossico. Ho scoperto l'amore per i viaggi dopo che mi sono laureato in Economia e Commercio. Volevo fare Palermo-Milano come primo viaggio per festeggiare la Laurea. Non ci ero riuscito per mancanza di tempo/organizzazione ma da lì mi è scattata la molla dell'amore per i viaggi. La passione della bicicletta l'ho avuta da sempre, fin dall'adolescenza seguendo mio padre, a sua volta un appassionato ciclista da sempre. Anche ora, che ha 79 anni, fa ancora 100 km nelle uscite in bici.

Qual è il viaggio più lungo che hai fatto?

Il viaggio più lungo che ho fatto è stato Bodo-Lofoten-Capo Nord con l'utilizzo di aereo, nave e bici per un totale di circa 1300 km in 15 giorni. Ma in bici ho fatto anche Amburgo-Copenaghen, Milano-Venezia, Lofoten- Capo Nord, la via Francigena, Monaco di Baviera- Bolzano lungo la via Claudia August, Lisbona-Siviglia, Croazia-Bosnia, il Cammino di Santiago de Compostela da Ronscisvalles fino a Santiago de Compostela e poi vari giri Corsica e isole Canarie.

Qual è la cosa più bella del viaggiare in bici?

Viaggiare mi permette di sostituire il suono con lo sguardo, ascoltando i luoghi con gli occhi del mondo. Mi piace esplorare nuovi luoghi, nuove culture e conoscere nuove persone in modo lento, come si fa viaggiando in bici. Mi fa stare bene. È incredibile come ci sia un mondo al di fuori dell'Italia, tante belle cose nuove. Ogni Stato ha una sua peculiarità e originalità. Il mondo è bello perché è vario.

Marco a Copenaghen
Marco a Copenaghen

Che rapporto hai con la sordità?

La  sordità è stata un peso in adolescenza, perché sapevo di non essere uguale agli altri e a scuola avevo l'insegnante di sostegno per seguire le lezioni. Ho avuto anche qualche forma di bullismo, sono stato preso in giro per la mia disabilità e ogni giorno ero una sfida per crescere nel mondo. Crescendo poi, sono migliorato in autostima, ho fatto l'università e ho spiccato poi nel mondo del lavoro e nello sport. Faccio l'impiegato in una multinazionale. Ho sempre fatto sport durante la mia vita: ho giocato per tanti anni a pallacanestro, finendo anche nella squadra nazionale dei sordi dove ho partecipato ai mondiali in Cina nel 2007, poi calcio e sono appassionato di montagne e ferrate.

È un limite per te la sordità?

Non è mai stato un limite per me, ho fatto tutto da solo nella mia vita, grazie alla mia testardaggine. Non sono stato spinto da nessuno, ma nessuno mi ha nemmeno mai impedito di farlo.

Banalmente: come gestisci la questione "comunicazione" nei vari posti? 

Un po' me la cavo con l'inglese (essendo portatore di protesi acustiche), ma principalmente nei viaggi mi oriento tra aiuto visivo e brevi parole. Quando ho conosciuto gente straniera, mi faccio aiutare dalle app di trascrizione automatica, per esempio quando è stato necessario riparare le bici al di fuori dell'Italia. Ho un ottimo orientamento visivo e non mi sono mai perso.

Marco in Portogallo
Marco in Portogallo

Essere un cicloviaggiatore come ha arricchito la tua vita?

Essere un cicloviaggiatore mi ha arricchito dal punto di vista dell'autostima: ho imparato a lottare sempre e ho la fortuna di essere un tipo coraggioso e di avere anche altre capacità. Parlo e mi faccio capire bene nonostante la mia disabilità. Se vuoi vivere, devi lottare e fare leva sulle tue migliori capacità.

Prossimo viaggio che stai programmando o che vorresti fare?

Ancora non ho in mente niente. quest'anno sono stato impegnato con i traslochi e l'acquisto di una nuova casa. Il mio sogno è sempre stato viaggiare per il mondo in bici. Dovrei prendere un'aspettativa dal lavoro e poter avere qualche sponsor per finanziare questa avventura. Mi piacerebbe molto poter viaggiare in America, fino alla terra del fuoco , nel punto più a sud dell'America lungo la Patagonia. Oppure l'estremo est del mondo: Giappone o Australia, terre lontane ma dal fascino ineguagliabile.  Prima o poi una di queste le farò: vediamo se in pensione o prima!

Posto più bello visitato, che porti nel cuore?

Adoro il Portogallo per il suo clima, la sua gente e il cibo. Mi ha molto colpito la Norvegia, terra ricca di natura, fantastico: adoro vedere i tramonti a mezzanotte.

Marco alle Canarie
Marco alle Canarie

Il popolo più accogliente che hai conosciuto?

Gli spagnoli, ho avuto molta ospitalità da loro in casa, mi offrivano un posto per dormire e il cibo. Hanno una cultura simile alla nostra. Non ho avuto una bella esperienza in Bosnia invece! Mi hanno rubato gli zaini dalla bici mentre mi rinfrescavo in un torrente: ma può succedere. Ho dovuto pedalare molti km in ciabatte!

Che consiglio dai a chi vorrebbe lanciarsi in un’avventura, ma è frenato da un “limite”? 

Un consiglio: non aspettate a conoscere il mondo, perché è bellissimo! Non dobbiamo avere rimpianti, vi consiglio di agire prima possibile perché viaggiare in bici fa bene al fisico e all'anima. Consiglio agli amici sordi di viaggiare, anche da soli, perché viaggiando cresci in autostima e ti senti orgoglioso di te, di ciò che fai. I sordi possono fare tutto…tranne sentire!

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