Voli cancellati, facciamo chiarezza tra sovrapprezzi e tratte chiuse: cosa aspettarsi per l’estate 2026

Da quando è scoppiata la guerra in Iran lo scorso febbraio e la situazione in Medio Oriente è degenerata, la confusione e le preoccupazioni sono tante. Tra la chiusura dello stretto di Hormuz e la conseguente crisi energetica, uno dei settori più colpito è sicuramente quello del viaggio. In particolare, alcune compagnie aeree hanno parlato di una vera e propria situazione d'emergenza causata dall'aumento del prezzo del cherosene, che avrebbe inciso sui sovrapprezzi ai biglietti (anche dopo la prenotazione), sulla cancellazione di molti voli e sulla chiusura di alcune tratte. Tuttavia, il flusso di notizie ha creato non poca confusione: un giorno si legge che tale compagnia rassicura sulla piena operatività e sul non aumento dei voli, quello dopo un'altra afferma che invece la situazione è critica e in poche settimane il carburante sarà finito. Ma come orientarsi tra tutte queste informazioni? Abbiamo fatto un recap per capire meglio quale sarà la situazione che vivremo quest'estate.
Ryanair e l'allarmismo generale
Spesso al centro dei dibattiti, il ceo di Ryanair Michael O'Leary ha rilasciato negli ultimi diversi diverse dichiarazioni riguardo la crisi del carburante. A inizio aprile aveva affermato che la compagnia irlandese avrebbe cancellato diverse rotte verso Portogallo, Francia, Germania, Spagna e Belgio a causa del costo troppo elevato del cherosene; a fine mese aveva poi detto che la guerra in Iran era costata oltre 50 milioni di dollari in più di carburante e che se non dovesse finire entro maggio ci saranno dei seri problemi per gli approvvigionamenti. Infine, ha anche previsto il fallimento di altre compagnie come Wizz Air o Air Baltic, sempre a causa del caro prezzi. Insomma, Ryanair ha generato non poco allarmismo, e continua a farlo. In questi giorni ha infatti affermato che, anche se non esiste ancora un programma ufficiale, sta valutando un piano di emergenza che prevede la riduzione di voli nei giorni di martedì, mercoledì e sabato, ovvero quelli meno redditizi. Oltre ai giorni, Rynair starebbe valutando anche di tagliare alcuni voli nella fascia centrale della giornata.
Wizz Air, Vueling e EasyJet rassicurano
Sul fronte opposto a quello della compagnia irlandese si trovano invece WizzAir, Vueling e EasyJet. WizzAir, già prima della discussione con il ceo di Ryanair Michael O'Leary, aveva dichiarato a Fanpage.it che non prevedevano alcuna crisi carburante nei prossimi mesi. Il communication manager Salvatore Gabriele Imperiale aveva infatti affermato che la compagnia aveva già trovato altri fornitori prima che scoppiasse la guerra in Iran. Le informazioni su presunte crisi lanciate da Ryanair sarebbero quindi false e diffamatorie secondo Wizz Air, che rassicura i consumatori: rimarrà operativa tutta l'estate. Sulla stessa lunghezza d'onda ci sono anche Vueling e EasyJet. Entrambe le compagnie hanno rilasciato due comunicati stampa in cui dichiarano non solo di essere pienamente operative, ma rassicurano anche che non ci sarà alcun sovrapprezzo dopo l'acquisto del biglietto, interruzione di approvvigionamento carburante durante l'estate e che il rimborso, ovviamente, è sempre garantito.
Lufthansa cancella 20mila voli
Sono finite invece nel mirino dei media la compagnia tedesca Lufthansa e la spagnola Volotea. La prima ha infatti chiuso due hub in Germania e ha cancellato oltre 20mila voli, provocando non poche proteste dei dipendenti che hanno perso il lavoro. Il caso Volotea è stato portato davanti all'Antitrust da organizzazioni come l'Associazione Italiana dei Consumatori per comportamenti illeciti. La compagnia spagnola ha infatti aumentato il prezzo del biglietto aereo anche dopo l'acquisto, citando la non tanto Fair Travel Promise, secondo la quale avrebbe il diritto di applicare un sovrapprezzo a causa del costo del carburante. Ma Lufthansa e Volotea non sono le uniche. Anche Air France-KLM e Finnair hanno applicato dei sovrapprezzi ai biglietti per il carburante, mentre Turkish Airlines ha cancellato 3000 voli solo maggio e United Airlines ha ridotto del 3% i voli.
Cosa aspettarsi per quest'estate
Le posizioni sono tante e spesso discordanti tra loro, tra chi afferma che va tutto e chi invece parla di situazione catastrofica. Sicuramente, se la pressione sui costi dovesse continuare anche nei prossimi mesi le conseguenze potrebbero essere importanti. Il piano di emergenza di Ryanair potrebbe essere attuato anche da altre compagnie e così alcune tratte verrebbero chiuse, mentre il costo dei biglietti si alzerebbe alle stelle. In questo scenario, la società Cirium ha riportato che solo nel mese di maggio sono stati cancellati in anticipo 12mila voli, per una perdita totale di circa 2 milioni di posti.