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Le compagnie aeree hanno tagliato 2 milioni di posti sui voli per la crisi carburante, a riferirlo è il Financial Times

Il Financial Times riporta che secondo le indagini della società d’analisi Cirium sono oltre 2 milioni i posti a sedere tagliati dai voli aerei. La crisi carburante e il conseguente aumento dei prezzi hanno infatti messo le compagnie con le spalle al muro, che si sono viste quindi costrette a ridurre la propria capacità, oltre che le tratte.
A cura di Elisa Capitani
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La guerra in Iran e la situazione in Medio Oriente stanno mettendo a dura prova l'economia mondiale, dai cari energetici alla crisi carburante che ha intaccato soprattutto le compagnie aeree. Se alcune parlano di un eccessivo allarmismo, altre cancellano voli e applicano sovrapprezzi ai biglietti anche dopo l'acquisto. In questo contesto, il Financial Times, riprendendo i dati della società di analisi Cirium, ha riportato uno scenario un po' sconcertante: tra la fine di aprile e l'inizio di maggio diverse compagnie aeree di tutto il mondo hanno deciso di tagliare oltre 2 milioni di posti dai loro voli di maggio. Il motivo? Non solo l'aumento del prezzo del carburante, ma anche la sua effettiva disponibilità.

Cosa riportano i dati di Cirium

La società di analisi Cirium monitora oltre 35 milioni di voli all'anno, coprendo oltre il 97% di tutti i voli commerciali globali e le sue indagini sono quindi una panoramica estremamente precisa dello stato attuale del settore dell'aviazione. Secondo i dati raccolti da Cirium, migliaia di voli sono stati cancellati, alcune compagnie aeree sono passate ad aerei più piccoli per risparmiare sul carburante e, come abbiamo visto, c'è anche chi come la compagnia tedesca Lufthansa ha deciso di chiudere diversi hub storici. Da quando è scoppiata la guerra in Iran a fine febbraio, il prezzo del carburante per aerei è raddoppiato; questo ha portato infatti compagnie aeree come Volotea ad applicare un sovrapprezzo anche dopo l'acquisto del biglietto, cosa considerata poco lecita da diverse società, tra cui Altroconsumo. Inoltre, la chiusura di diversi aeroporti del Golfo ha portato non pochi disagi per il sud est asiatico, in quanto erano il principale collegamento e hub internazionale. In questo contesto, sebbene compagnie come Emirates, Etihad e Qatar Airways si stiano gradualmente riprendendo, ancora oggi sono costrette a cancellare diversi voli e pensare a una diversa organizzazione per i prossimi mesi.

Oltre 2 milioni di posti tagliati

Ma il dato più importante che emerge è sicuramente quello dei 2 milioni di posti tagliati. Oltre alle compagnie in Medio Oriente, anche altre hanno infatti preso dei provvedimenti simili, come British Airways, United, Air China, Ana, Lufthansa, Turkish Airlines, la giapponese ANA e Delta. Tutte queste compagnie hanno deciso, per far fronte alla crisi, di tagliare la propria capacità e di limitare le loro rotte, per evitare di rimanere bloccate in luoghi dove non è possibile fare rifornimento di carburante per rientrare. Secondo Cirium, la Turkish Airlines è la compagnia aerea ad aver ridotto più di tutte la propria capacità di poti a sedere nelle ultime due settimane, mentre Air China è quella che ha registrato il numero più alto di cancellazioni posti, a seguito delle diverse interruzioni voli che ha attuato. Ethiad è invece passata da vetture come un Airbus A350, che trasporta circa 400 passeggeri, a un Boeing 787 che ha invece circa 300 posti.

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