Voli aerei a rischio per carenza di carburante: in Italia per ora solo razionamenti, preoccupazione per maggio

Dall'inizio della crisi in Medio Oriente si parla di possibili limitazioni sul carburante, ora scattano le prime restrizioni per gli aeroporti italiani di Linate a Milano, Marco Polo a Venezia, Treviso e Bologna. A diffondere la notizia della disponibilità ridotta per gli aerei fino al 9 aprile 2026 è stata Air Bp Italia, uno dei principali fornitori, attraverso un NOTAM (acronimo di NOtice To AirMen), il bollettino che diffonde avvisi per i piloti con aggiornamenti per la navigazione in volo e sulla situazione degli aeroporti. I voli ambulanza e di Stato o quelli che superano la durata delle tre ore avranno la precedenze e non verranno coinvolti nella distribuzione controllata.
Razionamento, scelta presa in via cautelativa
Quella del razionamento sarebbe una misura presa in via cautelativa e che per adesso riguarda un solo fornitore. Una decisione presa in via preventiva per tenere sotto controllo il consumo dei rifornimenti, in un momento geopolitico complesso, dovuto dal conflitto in atto e ai rischi derivanti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, che determina un significativo aumento dei prezzi del cherosene.
Gruppo Save: "No allarmismo, è garantita l'operatività"
Il Gruppo Save, gestore dei tre aeroporti del Veneto, ha fatto però sapere con una nota ufficiale che le limitazioni non sono significative per gli aeroporti di Venezia, Treviso, Verona, in cui a operare son operatori in grado di fornire le risorse necessarie. "Il problema – spiega il comunicato – è relativo a un solo fornitore, e negli scali del Gruppo ne sono presenti altri che riforniscono la gran parte dei vettori. Comunque, nessuna limitazione è posta per i voli intercontinentali e per l'area Schenghen, ed è garantita l'operatività senza alcun allarmismo".
Regno Unito, il Paese più a rischio seguito dalla Francia
A quanto emerge gli aeroporti più a rischio, che prossimamente potrebbero essere colpiti dal razionamento, sono quelli di Heathrow a Londra e altri scali del Regno Unito, dove la cancellazione di diversi voli è stata attribuita alla carenza di carburante. Va segnalato che la compagnia UK Skybus è stata costretta ad annullare una rotta a causa dell'aumento dei prezzi del carburante. Alcune stime di Kpler, società che si occupa di analisi energetiche, riferiscono che la Francia potrebbe essere subito dopo la Gran Bretagna la seconda Nazione che risentirà maggiormente della crisi e dell'aumento del prezzi. Tale crisi potrebbe derivare dallo squilibrio tra domanda e offerta, nonostante il Paese abbia – secondo la stima di Kpler – una maggiore capacità di reperire risorse addizionali da fonti non legate al Golfo.