Lufthansa ridurrà la flotta a partire dalla prossima settimana: è per contrastare il caro benzina

Gli effetti negativi della guerra in Medio Oriente stanno cominciando davvero a farsi sentire nel settore travel: il caro carburante causato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz sta costringendo diverse compagnie aeree europee a ridurre il numero dei voli, tanto che gli analisti dell’osservatorio Cirium temono che l’offerta di posti a bordo possa ridursi del 3% nell’anno. Dopo Ryanair, che ha annunciato la cancellazione di alcune delle sue rotte, ora anche Lufthansa ha deciso che lascerà a terra un numero consistente di velivoli. Nel prossimo mese, inoltre, la situazione potrebbe peggiorare ancora di più, vista la carenza di approvvigionamento.
Gli aerei lasciati a terra da Lufthansa
Lufthansa ha annunciato che entro la fine della settimana ridurrà la sua flotta di circa 38 aerei e lascerà a terra 27 velivoli della sua controllata CityLine. Già nel 2024 aveva intenzione di eliminare gradualmente quest'ultima flotta ma ora, complice l'attuale crisi, si vede costretta ad attuare la misura prima del previsto. I voli interessati collegano Francoforte e Monaco con diverse destinazioni europee (anche con l'italiana Napoli). In contemporanea anche la compagnia tedesca Klm ha spiegato che il prossimo mese taglierà 80 voli di andata e ritorno verso Amsterdam Schiphol, il suo principale scalo, anche se al momento non è ancora in emergenza cherosene. Prossimamente, inoltre, anche i viaggi alla volta di Düsseldorf e Londra potrebbero diventare non più economicamente sostenibili
Le compagnie che hanno ridotto i voli
A essere colpita dalla crisi carburante è stata anche Air Canada, che dal primo giugno congelerà i collegamenti da Montreal e Toronto verso l’aeroporto JFK di New York. Li riprenderà solo dal 25 ottobre 2026, lasciando attivi gli scali a Newark e La Guardia per chi vuole atterrare nella Grande Mela. Niente più collegamenti per Los Angeles per la Norse Atlantic, la Virgin Atlantic ha eliminato il Londra-Riad, mentre British Airways ha rinunciato alla rotta per Gedda. Gli esperti del settore, inoltre, temono un possibile calo di presenze in Asia e negli Stati Uniti durante la prossima estate, vista la minore richiesta di voli che fanno scalo in Medio Oriente.